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	<title>6aprile.it &#187; Testimonianze</title>
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	<description>L&#039;Aquila, l&#039;informazione dal 6 aprile 2009</description>
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		<title>88 CMS – CHI NON PROTESTA PER LA NEVE</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 13:26:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Corrado Mastropietro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chi non protesta per la neve tè la pala ‘mmani. Chi non protesta per la neve te sta a spalà ju vialetto. Chi non protesta per la neve si ricorda come si ride. Chi non protesta per la neve va piano con la macchia. Chi non protesta per la neve ti dà la precedenza sulle strade a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="right" style="float: right; padding: 0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="box_count" share_url="http://www.6aprile.it/rubriche/parolavoi/testimonianze/2012/02/09/88-cms-chi-non-protesta-per-la-neve.html"></a></div><div id="attachment_30264" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://www.6aprile.it/wp-content/uploads/2012/02/neve_claudio_cerasoli.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-30264" title="neve_claudio_cerasoli" src="http://www.6aprile.it/wp-content/uploads/2012/02/neve_claudio_cerasoli-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">foto Claudio Cerasoli</p></div>
<p>Chi non protesta per la neve <em>tè la pala ‘mmani</em>.</p>
<p>Chi non protesta per la neve <em>te sta a spalà ju vialetto</em>.</p>
<p>Chi non protesta per la neve si ricorda come si ride.</p>
<p>Chi non protesta per la neve va piano con la macchia.</p>
<p>Chi non protesta per la neve ti dà la precedenza sulle strade a una sola corsia.</p>
<p>Chi non protesta per la neve si è chiesto perché non riaprissero l’A24, ma ha comunque aspettato in silenzio che lo facessero.</p>
<p>Chi non protesta per la neve ha sorriso al vicino di casa con cui non parlava da dieci anni.</p>
<p>Chi non protesta per la neve <em>ha tenuto pacenzia</em>.</p>
<p>Chi non protesta per la neve ha raggiunto lo stesso i supermercati e i centri commerciali.</p>
<p>Chi non protesta per la neve si allena nelle palestre, ma si andrebbe a spalare da solo il Centi Colella.</p>
<p>Chi non protesta per la neve sa che non è colpa della neve.</p>
<p>Chi non protesta per la neve non ha maltrattato i conducenti dei mezzi spazzaneve.</p>
<p>Chi non protesta per la neve è stato contento di avere i figli a casa per qualche giorno.</p>
<p>Chi non protesta per la neve si spala l’Accademia.</p>
<p>Chi non protesta per la neve ha aiutato gli anziani.</p>
<p>Chi non protesta per la neve non ha dato le molliche agli uccelli perché gliel’ha detto Facebook, l’ha fatto e basta.</p>
<p>Chi non protesta per la neve non alza vespai sui quotidiani locali.</p>
<p>Chi non protesta per neve si è fatto una risata vedendo la neve a Roma, il caschetto di Alemanno e Gabrielli in azione solo in televisione.</p>
<p>Chi non protesta per la neve <em>se ricorda ju tarramotu</em>.</p>
<p>Chi non protesta per la neve sa da chi è stata distrutta la Protezione Civile.</p>
<p>Chi non protesta per la neve sa che 88 cms non bastano per coprire le polemiche, le menzogne e i tradimenti.</p>
<p>Chi non protesta per la neve ha infilato la mano nuda nella neve.</p>
<p>Chi non protesta per la neve prega che reggano i tetti dei M.a.p..</p>
<p>Chi protesta per la neve sa che non bastano i Chiodi sotto ai piedi per salire a pregare sui Monti.</p>
<p>Chi non protesta per la neve sa che Borghezio prima o poi le pagherà tutte.</p>
<p>Chi non protesta per la neve ha riscoperto il valore della comunità.</p>
<p>Chi non protesta per la neve sa che ci vuole più comunità e meno economia.</p>
<p>Chi non protesta per la neve si è spalato da solo Collemaggio.</p>
<p>Chi non protesta per la neve <em>non s’è messo a fa paragoni co ju ’56</em>.</p>
<p>Chi non protesta per la neve sta pensando alle case danneggiate.</p>
<p>Chi non protesta per la neve sa che la neve non copre i colpevoli.</p>
<p>Chi non protesta per la neve ha conservato 309 fiocchi di neve.</p>
<p>Chi non protesta per la neve è convinto che questa città non è morta. <em>Zieta è morta</em>!</p>
<p>Chi non protesta per la neve è andato in centro o comunque lo avrebbe fatto.</p>
<p>Chi non protesta per la neve <em>s’è fattu le vasche con le ciaspole</em>.</p>
<p>Chi non protesta per la neve si è incontrato a <em>San Boardnardino</em>.</p>
<p>Chi non protesta per la neve è scivolato sulla scalinata di San Bernardino seduto su qualsiasi cosa abbia avuto a tiro.</p>
<p>Chi non protesta per al neve ha allestito un <em>jump</em> e un <em>ride</em>.</p>
<p>Chi non protesta per la neve ha visto la “nicchietta spazio-temporale”.</p>
<p>Chi non protesta per la neve  <em>s’è magnato cotiche e facioli</em>.</p>
<p>Chi non protesta per la neve vuole la musica funky. Scatman a morte!</p>
<p>Chi non protesta per la neve è <em>cool</em>.</p>
<p>Chi non protesta per la neve, in fondo, è contento che è nevicato.</p>
<p>Chi non protesta per la neve racconterà con gioia di esserci stato.</p>
<p>Chi non protesta per la neve neanche protesta con quelli buoni solo a protestare.</p>
<p>(da <a href="http://chiappanuvoli.wordpress.com/2012/02/08/88-cms-chi-non-protesta-per-la-neve/" target="_blank">http://chiappanuvoli.wordpress.com/2012/02/08/88-cms-chi-non-protesta-per-la-neve/</a> )</p>
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		<title>Video: &#8220;Stringimi a te&#8221;, testimonianza di uno studente sopravvissuto al terremoto dell&#8217;Aquila</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Sep 2011 07:55:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Corrado Mastropietro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Stringimi a te&#8221;, la lettera-testimonianza di uno studente sopravvissuto al terremoto del 6 aprile 2009 a L&#8217;Aquila. http://www.youtube.com/watch?v=hsNQR-jkmeU]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="right" style="float: right; padding: 0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="box_count" share_url="http://www.6aprile.it/rubriche/parolavoi/testimonianze/2011/09/11/video-stringimi-a-te-testimonianza-di-uno-studente-sopravvissuto-al-terremoto-dellaquila.html"></a></div><p><a href="http://www.6aprile.it/wp-content/uploads/2011/09/video_stringimi_a_te.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-24809" title="video_stringimi_a_te" src="http://www.6aprile.it/wp-content/uploads/2011/09/video_stringimi_a_te.jpg" alt="" width="120" height="90" /></a>&#8220;Stringimi a te&#8221;, la lettera-testimonianza di uno studente sopravvissuto al terremoto del 6 aprile 2009 a L&#8217;Aquila.</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=hsNQR-jkmeU">http://www.youtube.com/watch?v=hsNQR-jkmeU</a></p>
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		<title>Lettera aperta a Cialente: &#8220;Fai come Celestino V&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Aug 2011 08:38:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Corrado Mastropietro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In una lettera aperta al Sindaco dell’Aquila Massimo Cialente, Corrado Ruggeri lo invita ad “emulare” Celestino V che 717 anni fa fece il “gran rifiuto” di salire al soglio pontificio. “Caro Sindaco, caro Massimo, &#8211; scrive Ruggeri &#8211; domani sera, in occasione dell’apertura della Porta Santa della Basilica di Collemaggio, momento culminante della 717^ Perdonanza, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="right" style="float: right; padding: 0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="box_count" share_url="http://www.6aprile.it/rubriche/parolavoi/testimonianze/2011/08/27/lettera-aperta-a-cialente-fai-come-celestino-v.html"></a></div><p style="text-align: justify;"><a href="http://www.6aprile.it/wp-content/uploads/2011/03/cialente_fascia.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-20566" title="cialente_fascia" src="http://www.6aprile.it/wp-content/uploads/2011/03/cialente_fascia-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>In una lettera aperta al Sindaco dell’Aquila Massimo Cialente, Corrado Ruggeri lo invita ad “emulare” Celestino V che 717 anni fa fece il “gran rifiuto” di salire al soglio pontificio.<a id="more-21775"></a></p>
<p style="text-align: justify;">“Caro Sindaco, caro Massimo, &#8211; scrive Ruggeri &#8211; domani sera, in occasione dell’apertura della Porta Santa della Basilica di Collemaggio, momento culminante della 717^ Perdonanza, leggerai &#8211; come è compito di ogni Sindaco &#8211; la Bolla del Papa Santo Celestino V. L’Aquila e gli Aquilani sono molto legati a questo evento. Io, e tanti come me, ci aspettiamo che, a margine della lettura di uno dei documenti più preziosi e sacri della storia dell’uomo, tu legga una “bolla” di tua<span id="more-24234"></span> emanazione. Un altro scritto che parla di perdono, sicuramente molto meno importante rispetto a quella del Pontefice Santo, ma non per questo poco significativo.</p>
<p style="text-align: justify;">Un documento in cui perdoni tutti coloro che, in questi ultimi anni, ti hanno fatto arrabbiare. Da Berlusconi a Bertolaso, da Cicchetti a Fontana, da Chiodi a Romano, e tanti altri ancora. Non c’è migliore occasione di quella di domani, per connessione di argomenti. Potrai riappacificarti con tutti, amplificando l’immagine dell’Aquila come città della Pace, uno degli elementi più identificativi del Capoluogo d’Abruzzo. E, come fece Pietro Angelerio da Morrone pochi mesi dopo aver ricevuto le insegne pontificali nella nostra città, lascia il tuo ‘trono’. Fai anche tu ‘il gran rifiuto’.</p>
<p style="text-align: justify;">So benissimo che il personaggio che descrive Dante non è Papa Celestino. Ma è certo che quest’ultimo lasciò prima della morte il suo altissimo Ministero di Pontefice. Fai anche tu la stessa cosa. Dopo la lettura della tua “bolla del perdono”, leggi anche le tue dimissioni da Sindaco. Magari davanti alla Basilica di Collemaggio che, per una felice coincidenza, oltre che essere un luogo sacro per antonomasia, voluto da Pietro Angelerio, è anche di proprietà comunale. Lasciare anzitempo il tuo incarico da Sindaco, credimi, &#8211; conckude Ruggeri &#8211; porterebbe il popolo aquilano a tributarti delle ovazioni molto simili – anche se non proprio uguali, vista l’eccezionalità di quell’evento &#8211; a quelle che 717 anni fa segnavano l’arrivo a Collemaggio di Pietro da Morrone, per diventare Papa Celestino V”.</p>
<p style="text-align: justify;">Distintamente</p>
<p style="text-align: justify;">Corrado Ruggeri</p>
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		<title>La ricostruzione e il teatrino delle proroghe: lettera aperta di un cittadino</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Aug 2011 09:37:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Corrado Mastropietro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un nostro lettore. A: Presidenza  Ordine degli Ingegneri Struttura Tecnica di Missione Att.ne Gaetano Fontana Per Conoscenza: Procura della Repubblica Redazione 6 Aprile 2009 L’Aquila 22 Agosto 2011 Dott. Fontana, Egregio Presidente In queste ultime settimane ho assistito, attraverso la stampa ed internet,  all’intenso dibattito su come “accellerare” la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="right" style="float: right; padding: 0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="box_count" share_url="http://www.6aprile.it/rubriche/parolavoi/testimonianze/2011/08/22/la-ricostruzione-e-il-teatrino-delle-proroghe-lettera-aperta-di-un-cittadino.html"></a></div><p><a href="http://www.6aprile.it/wp-content/uploads/2011/08/scadenza_01.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-24067" title="scadenza_01" src="http://www.6aprile.it/wp-content/uploads/2011/08/scadenza_01-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><em>Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un nostro lettore.</em></p>
<p>A: Presidenza  Ordine degli Ingegneri</p>
<p>Struttura Tecnica di Missione<br />
Att.ne Gaetano Fontana</p>
<p>Per Conoscenza: Procura della Repubblica<br />
Redazione 6 Aprile 2009</p>
<p>L’Aquila 22 Agosto 2011<br />
Dott. Fontana, Egregio Presidente<span id="more-24061"></span></p>
<p style="text-align: justify;">In queste ultime settimane ho assistito, attraverso la stampa ed internet,  all’intenso dibattito su come “accellerare” la ricostruzione della nostra citta’. Dibattito che temo, limitatamente a ricostruzione pesante fuori dal centro storico, anticipi l’ennessimo posticipo per il termine  entro il quale devono essere  presentati i progetti degli edifici classificati “E”. Il dibattito punta spesso l’indice contro la filiera FINTECNA- RELUISS-CINEAS ma omette di discutere sull’avvio di questa filiera: <strong>la presentazione dei progetti da parte dei professionisti incaricati.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per non sottrare prezioso tempo alla vostra instancabile opera a favore della ricostruzione vengo subito al punto: esistono limiti temporali per l’esecuzione dei lavori, esistono limiti temporali per il rientro nelle abitazioni e la cessazione dell’assistenza, esistono limiti temporali per l’avvio dei lavori a fronte della concessione dei contributi.<strong> Non esiste alcun limite, obbligo o indicazione per i professionisti  incaricati di presentare il progetto.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Paradossalmente nel guazzabuglio di limiti, divieti ed indicazioni contenuti nelle ordinanze gli unici attori ad avere le mani libere e a non essere assoggettati ad alcun limite sono i professionisti  che assumono l’incarico di presentare un progetto di ristrutturazione. Il limite fissato dalle ordinanze non rappresenta nulla, purtroppo <strong>queste date sono scritte sulla sabbia,</strong> e vengono spostate continuamente in avanti, ad oggi presumo che, sulla base della recente indagine condotta dalla STM,  il limite ultimo cui guardano i professionisti non sia prima di Giugno 2013.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto cio’ ci porta alla curiosa situazione dove un professionista che ha accettato l’incarico di elaborare il progetto di ricostruzione pesante di un condominio,  alla domanda, presumo leggittima: “Ingegnere ma quando presentiamo la domanda?” Possa rispondere senza timore alcuno:  <strong>“quando finiamo presentiamo, date non ne posso dare”</strong>. Purtroppo e’ la mia esperienza personale, quindi non una situazione ipotetica, ma reale.</p>
<p style="text-align: justify;">Su questa situazione si riscontra, a mio modesto parere, un secondo paradosso: ordini professionali ed STM dibattono, anche polemicamente, a lungo e si rimpallano responsabilita’. Dopodiche’ in prossimita’ della scadenza fissata dalle ordinanze gli ordini rappresentano la difficolta a consegnare entro I limiti stabiliti e la SGE gentilmente concede una proroga. Si ricomincia quindi con le polemiche.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nel mezzo il cittadino che vede estendersi, nella indiffernza e arronganza generale, i suoi disagi e difficolta’.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Questo circolo vizioso, questo reciproco accusarsi ed assolversi avviene sulle spalle dei cittadini e della fiscalita’ generale. Infatti, prolungare I periodi di inagibilita’ degli edifici,  ha un costo e non banale per la collettivita’. Ogni mese di progroga che vi concedete e’ anche, ma non solo, una difficolta ulteriore alla gia’ difficile situazione nazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo malsana situazione va interrotta ma innanzitutto dovrebbe essere esaminta dall’ autorita’ giudiziaria perche’ crea un danno all’erario, un danno ai cittadini e potrebbe essere strumento di pressione per interessi non ancora identificati. Pertanto di qesto circolo vizioso  se ne dovrebbe occupare in via cautelativa la Procura della Repubblica che si trova in copia a questa lettera aperta.</p>
<p style="text-align: justify;">La prossima scadenza e’ fissata al 30 Agosto 2011, smentitemi, non concedetevi altre proroghe e nel caso cio’ non fosse possibile chiedetevi quanta credibilita’ avete o pensate di avere nel prorogare un limite che vi eravate auto assegnati non piu’ tardi di due mesi fa’.</p>
<p style="text-align: justify;">Se la risposta sara’ onesta  le vostre dimissioni dovrebbero essere immediate.</p>
<p style="text-align: justify;">Fortunatamente, alcuni grossi condomini hanno avviato i lavori e quindi e’ ipotizzabile che queste continue proroghe non sono da ascriversi a “buchi” normativi, quanto, probabilmente,  all’assunzione di  incarichi oltre la propria capacita’ professionale e, da non escludere, alla inadeguatezza professionale degli attori coinvolti.</p>
<p style="text-align: justify;">Per chiudere vorrei urlarvi che fissare scandenze fittizie ben sapendo che non potranno essere  rispettate e’ indegno, facendo cosi prendete in giro la popolazione colpita dal sisma, ne prolungate le sofferenza ed i disagi e questo  non vi rende migliori di chi, quella notte, rideva.</p>
<p style="text-align: justify;">Cordialmente</p>
<p style="text-align: justify;">Francesco Ranieri</p>
]]></content:encoded>
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		<title>In ospedale con il Q-Pass, ma oggi non mi Q-serve</title>
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		<pubDate>Tue, 03 May 2011 10:07:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizio Trapasso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Avevo previsto tutto, o così credevo. Chiamato il call center al numero 892.118, servizio Clienti a pagamento di Q-Recup. Ottenuto il Q-pass, il codice identificativo personale per prenotare il NEC. No, non il cantante, quello e&#8217; Nek, ma il Numero Elimina Code, leggetelo N.E.C. se vi appare più familiare. Arrivato in anticipo sull’orario indicato. Parcheggiato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="right" style="float: right; padding: 0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="box_count" share_url="http://www.6aprile.it/rubriche/parolavoi/testimonianze/2011/05/03/laquila-in-ospedale-con-il-q-pass-ma-oggi-non-mi-q-serve.html"></a></div><p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-21629" title="Sanita', attesa in ospedale" src="http://www.6aprile.it/wp-content/uploads/2011/05/sanita_ospedale_attesa.jpg" alt="" width="300" height="300" />Avevo previsto tutto, o così credevo. Chiamato il call center al numero 892.118, servizio Clienti a pagamento di Q-Recup. Ottenuto il Q-pass, il codice identificativo personale per prenotare il NEC. No, non il cantante, quello e&#8217; Nek, ma il Numero Elimina Code, leggetelo N.E.C. se vi appare più familiare. Arrivato in anticipo sull’orario indicato. Parcheggiato in qualche modo. Ignorato il NIS (Numero Identificativo Servizio), lo specifico servizio di sportello erogato da un’organizzazione che ha aderito al sistema Q-Recup. Ignorato anche il PNR, Personal Number of Reservation, un po’ d’inglese non guasta mai, perché non ricevuto tramite<span id="more-21628"></span> l’SMS di conferma prenotazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi restava soltanto di identificare il Q-Totem, una volta arrivato al Q-Terminal (Laboratorio analisi), e individuare il Q-Monitor che mostra lo stato della coda.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma Q-ualcosa non mi Q-uadra Q-uando arrivo al Q-Terminal. Sara&#8217; la Q-coda che esce fuori, ma con il Q-Pass e NEC al cellulare mi faccio avanti. Ecco i Q-Totem, verifico il Q-Pass, il NEC risulta emesso, ma lo ristampo per semplicita&#8217;.</p>
<p style="text-align: justify;">Guardo il Q-Monitor, mi sembra Q-fermo! Attendo, chiedo a qualcuno. C’e&#8217; una signora che ha la prenotazione un’ora prima, ma c’e&#8217; una W nel suo NEC, le hanno detto che sara&#8217; servita in ritardo a causa di quella lettera, attende rassegnata. C’e&#8217; l’assistente che aiuta con il Q-Totem qualche cittadino. C’e&#8217; il futuro padre che utilizza il servizio per la prima volta; il suo orario e&#8217; passato, cerca di capire se può rientrare nella coda a priorita&#8217; maggiore.</p>
<p style="text-align: justify;">L’unica notizia certa e&#8217; il ritardo di almeno un’ora nel servizio. C’e&#8217; chi e&#8217; in permesso orario per fare un semplice prelievo, e chi rileva che se ne stanno approfittando troppo della pazienza delle persone, come fossimo ancora all’emergenza dell’immediato post-terremoto. Una signora avanza l’ipotesi che vogliono che il servizio a L’Aquila sia negativo come ad Avezzano, e mi torna in mente l’unificazione nella ASL1 attuale della USL 4 di L’Aquila e della USL 1 di Avezzano e Sulmona, cui sono addebitabili probabilmente molti dei disservizi attuali.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi non farò il prelievo, ho la possibilita&#8217; di ritornare domani, ma non e&#8217; così per la maggior parte dei cittadini, che restano in attesa. Mi riapproprio del Q-Totem, inserisco il Q-Pass e prenoto un nuovo NEC.</p>
<p style="text-align: justify;">Domani, però, con analogo servizio, potrebbe anche scapparci un Q-VAFF.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Patrizio Trapasso</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>San Salvatore: ecografia a un neonato? Spiacenti, provi con la stampa</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Apr 2011 13:54:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Corrado Mastropietro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(riceviamo e pubblichiamo) Siamo un gruppo di giovani aquilani che si e&#8217; trovato a vivere, ogni giorno da quel 6 aprile di due anni fa, situazioni di disagio crescente. Oggi l’ultima di una lunga serie. Una nostra collega che, nonostante tutto, ha deciso di dare nuova linfa a questa citta&#8217; mettendo al mondo un bellissimo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="right" style="float: right; padding: 0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="box_count" share_url="http://www.6aprile.it/rubriche/parolavoi/testimonianze/2011/04/12/laquila-oggi-dove-anche-ai-neonati-si-nega-unecografia.html"></a></div><p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #888888;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5106" title="Ospedale L'Aquila" src="http://www.6aprile.it/wp-content/uploads/2009/11/ospedale-laquila-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />(riceviamo e pubblichiamo)</span></em></p>
<p style="text-align: justify;">Siamo un gruppo di giovani aquilani che si e&#8217; trovato a vivere, ogni giorno da quel 6 aprile di due anni fa, situazioni di disagio crescente.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi l’ultima di una lunga serie. Una nostra collega che, nonostante tutto, ha deciso di dare nuova linfa a questa citta&#8217; mettendo al mondo un bellissimo bimbo si e&#8217; trovata a vivere una situazione a dir poco allucinante. E’ stata chiamata dall’amministrazione dell’ospedale San Salvatore che le ha comunicato che la prevista <strong>ecografia ai reni</strong>, di routine in tutta Italia e <strong>prenotata gia&#8217; da più di un mese</strong>, non sarebbe stata fatta al suo bambino per <strong>carenza di personale</strong>. Alle sue rimostranze e&#8217; stato suggerito di <strong>avvisare del ‘disservizio’ la stampa</strong> o la direzione generale sanitaria.<span id="more-21172"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Ma questo non e&#8217; un disservizio questo e&#8217; solo uno dei tanti sintomi di una citta&#8217; e di un paese che stanno morendo; di un paese dove lo stato non e&#8217; più garante di nulla: né della salute, né dell’istruzione, né della giustizia. L’Aquila e&#8217; una citta&#8217; che sprofonda ogni giorno di più e dove il terremoto continua a fare danni ancora oggi per l’incuria di politici e amministratori che non si curano della cosa pubblica ma solo del loro tornaconto personale.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa e&#8217; la deriva di un paese in cui la morale non e&#8217; più un valore e le uniche leggi vigenti sono il denaro e la furbizia.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Nel folto del bianco (non ora, non qui)</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Dec 2010 10:56:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizio Trapasso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Patrizia Tocci La guardo attraverso un diaframma di vetro, la mia citta&#8217;. Non un filo di fumo, non una luce. La neve ha gia&#8217; ricoperto le pietre a terra, le balaustre cadute, i frontoni. Colori stinti si stingono ancora di più&#8230; l&#8217;acquerello del tempo, un&#8217;altra mano d&#8217;acqua, una di neve sul foglio gia&#8217; bianco. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="right" style="float: right; padding: 0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="box_count" share_url="http://www.6aprile.it/rubriche/parolavoi/testimonianze/2010/12/20/nel-folto-del-bianco-non-ora-non-qui.html"></a></div><p style="text-align: justify;"><img class="size-medium wp-image-19195 alignleft" title="campanile_piazza_san_pietro" src="http://www.6aprile.it/wp-content/uploads/2010/12/campanile_piazza_san_pietro-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" />di Patrizia Tocci<br />
La guardo attraverso un diaframma di vetro,  la mia citta&#8217;. Non un filo di fumo,  non una luce. La neve ha gia&#8217;  ricoperto le pietre a terra, le balaustre cadute, i frontoni.  Colori stinti si stingono ancora di più&#8230; l&#8217;acquerello del tempo, un&#8217;altra mano d&#8217;acqua, una di neve sul foglio gia&#8217; bianco.<span id="more-19177"></span><br />
I colori si sono arresi. I tetti interrompono il disegno della neve,  grondaie sbandate,  finestre spalancate al freddo. Fa troppo freddo qui, ti entra nelle ossa, nella mente. Solo la memoria registra. Le mani intirizzite cercano un pò di calore nelle tasche .<br />
Trovano solo un mazzo di chiavi. Lo stringono,  forte. Metallo come quello  delle impalcature, dei ponteggi. Una grotta di stalattiti e stalagmiti. Colonne di ferro e di ghiaccio.  Cammino piano,  con attenzione. Come in uno di quei campi minati. Croci di ferro e croci di legno. Manca solo il filo spinato, ma ci sono le transenne e il cartello che ripete Zona rossa. &#8221; Non ora, non qui. &#8221;<br />
Le poche erbe selvatiche cresciute sulle macerie soccombono,  sotto il peso della neve. Non ho mai odiato così tanto la parietaria e l&#8217;incuria. La neve e&#8217; come uno specchio: tutto si vede di più.  Risaltavano  ancora di più anche i  colori accesi della periferia: cipria, fard, ombretti dai colori impossibili . Qui invece tutto si sta avvicinando al bianco. Il cielo e&#8217; così basso che sembra un coperchio di nuvole.<br />
Non  ci sono rumori,  silenzio fitto, all&#8217;incrocio dei vicoli. Assenze che si sommano alle assenze. Sara&#8217; che il silenzio e&#8217; ormai una condizione dell&#8217;anima. Sara&#8217; che il natale ( buon natale, felice natale, bianco natale..a natale puoi&#8230;) fa risaltare ancora di più,  per contrasto, questo vuoto,  questo silenzio sterminato. Ha un peso difficile da reggere questa neve:  soffoca, toglie l&#8217;aria. L&#8217;aria  s&#8217;e&#8217; fatta acqua, il fiato  s&#8217;e&#8217; fatto fumo. &#8221; non ora, non qui”.<br />
Cerco, in fondo alle mie tasche una parola ma  la speranza ha   un coltello a due lame: taglia sempre, ferisce, fa male.  Vivere con la speranza e&#8217; una difficile convivenza. Non sai mai dov&#8217;e',  quando arrivera&#8217;, se arrivera&#8217;.  Fa freddo qui, fa troppo freddo.<br />
Ma la speranza conosce  bene questa neve, questo freddo,  questa desolazione. Viveva qui, fino a ieri. Agli incroci dei vicoli, nelle piazzette, dietro i cantoni, vicino gli stipiti di queste porte. Stava dentro le fontane, oggi ghiacciate. Negli interstizi delle pietre. nelle stufe accese, tra i carboni rossi e bianchi. Nelle case, nelle stanze piene. Oggi non saprei dove trovarla , la speranza.<br />
Cammino lungo il vicolo e le ombre sono dense , liquide. I miei passi continuano a scandire, come un mantra  : &#8221; Non ora,  non qui.&#8221; Esco dalla grotta, esco dal buìo.<br />
Quasi la luce mi da fastidio. Mi danno fastidio le voci e rumori. Ma la vita e&#8217; qui, dall&#8217;altra parte della citta&#8217;, abbarbicata alle sue mura. La vita e&#8217; nelle insegne accese, negli addobbi di Natale, nel brulichio della gente affaccendata, nei fari delle macchine che fanno risaltare i mulinelli di neve.<br />
La vita e&#8217; nelle case piene, nelle finestre chiuse, dove forse arrivera&#8217; anche la speranza. Si siedera&#8217; al tavolo, anche se non invitata. E sara&#8217; ben accetta quando arrivera&#8217;. Le faremo posto.<br />
La ospiteremo, come fa sempre la mia gente, senza farle troppe domande.</p>
<p style="text-align: justify;">Le chiederemo  soltanto perché  ci ha messo così tanto tempo per tornare.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La testimonianza: i &#8220;single&#8221; terremotati di serie B</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Dec 2010 09:24:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Corrado Mastropietro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(riportiamo la lettera di un nostro lettore) Io sono sopravvissuto al crollo della mia casa nella zona di S.Pietro. Quella notte, per fortuna, mi sono &#8220;solo&#8221; fratturato tibia e perone ed oggi dopo aver portato le stampelle per nove mesi, due ernie del disco e una diagnosi di diabete, sono ancora sfollato senzatetto. Nella prospettiva di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="right" style="float: right; padding: 0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="box_count" share_url="http://www.6aprile.it/rubriche/parolavoi/testimonianze/2010/12/01/la-testimonianza-i-single-terremotati-di-serie-b.html"></a></div><p><span style="color: #888888;"><em><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-18809" title="solo" src="http://www.6aprile.it/wp-content/uploads/2010/12/solo-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />(riportiamo la lettera di un nostro lettore)</em></span></p>
<p style="text-align: justify;">Io sono sopravvissuto al crollo della mia casa nella zona di S.Pietro. Quella notte, per fortuna, mi sono &#8220;solo&#8221; fratturato tibia e perone ed oggi dopo aver portato le stampelle per nove mesi, due ernie del disco e una diagnosi di diabete, sono ancora sfollato senzatetto.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella prospettiva di non rientrare in casa mia per i prossimi dieci anni, se va&#8217; bene, posso contare solo sul C.A.S. (quando ci sono i soldi) e al momento sull&#8217;ospitalita&#8217; di mia zia a Roma. Dopo venti mesi di calvario in viaggi quotidiani, stress fisici e psicologici, ho chiesto alle Istituzioni se era possibile avere un alloggio, visto che ce ne sono molti liberi in giro, la risposta e&#8217; stata che essendo single ed avendo il C.A.S. sono a posto.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi chiedo in quanti siamo senza un <span id="more-18808"></span>punto di riferimento stabile dove poter ricostruire una parvenza di normalita&#8217;, se insieme possiamo ottenere risposte migliori di un &#8220;spiacente ma non possiamo fare nulla&#8221; o siamo destinati a rimanere invisibili vittime del terremoto e della burocrazia.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Collateral: danni collaterali</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Nov 2010 10:20:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Corrado Mastropietro</dc:creator>
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		<category><![CDATA[fulvio vincenzo giuliani]]></category>
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		<description><![CDATA[(una testimonianza di Fulvio Vincenzo Giuliani) Lo scrivo adesso per togliere argomenti a chi avra&#8217; qualcosa da ridire dopo. Comunque vada sara&#8217; un successo e, comunque vada, ci saranno critiche . Alcune avranno senso e costrutto altre sono gia&#8217; scritte. Sono e saranno buone per tutte le stagioni. Molti di quelli più attivi nell’organizzare il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="right" style="float: right; padding: 0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="box_count" share_url="http://www.6aprile.it/rubriche/parolavoi/testimonianze/2010/11/18/collateral-danni-collaterali.html"></a></div><p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #888888;"><a href="http://www.6aprile.it/wp-content/uploads/2010/11/idea.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-18452" title="idea" src="http://www.6aprile.it/wp-content/uploads/2010/11/idea-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>(una testimonianza di Fulvio Vincenzo Giuliani)</span></em></p>
<p style="text-align: justify;">Lo scrivo adesso per togliere argomenti a chi avra&#8217; qualcosa da ridire dopo.</p>
<p style="text-align: justify;">Comunque vada sara&#8217; un successo e, comunque vada, ci saranno critiche . Alcune avranno senso e costrutto altre sono gia&#8217; scritte. Sono e saranno buone per tutte le stagioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Molti di quelli più attivi nell’organizzare il dissenso e nel dare forma alle legittime rivendicazioni dell’intera citta&#8217; avevano, prima di questi 18 mesi, una vita completamente diversa.</p>
<p style="text-align: justify;">Una vita fatta esclusivamente di privato e di aspetti socialmente controllati o irrilevanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Per qualcuno di loro gia&#8217; aleggia, da tempo, un sospetto di protagonismo. Un voler cavalcare l’opportunita&#8217; offerta da un diffuso malessere.</p>
<p style="text-align: justify;">Come Sciascia arrivera&#8217; per alcuni l’accusa idiota di “professionisti del terremoto”.</p>
<p style="text-align: justify;">Bene, giochiamocela adesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando tutto e&#8217; ancora in piedi e la gloria o l’umiliazione sono ancora da distribuire.</p>
<p style="text-align: justify;">Nessuno, scientemente, si sarebbe voluto trovare nelle condizioni in cui <span id="more-18451"></span>siamo oggi. Ognuno, potendo scegliere, tornerebbe allegramente ai passeggi e alle amenita&#8217; di un tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">Fatte salve alcune categorie professionali, per i più, e&#8217; dannatamente complicato mettere insieme la stessa quantita&#8217; di soldi di prima. E la rabbia e la determinazione di alcuni sono soltanto uno degli aspetti dei danni subiti.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo sconforto, la paura, le tensioni in casa e fuori, i nuovi ritmi e i nuovi tempi – infiniti &#8211; per il lavoro lo studio e le attivita&#8217; di sospirato svago sono conseguenze che non trovano sfogo se non con l’impegno verso qualcosa di più grande e che riguarda tutti.</p>
<p style="text-align: justify;">Di  questo si tratta. Di danni collaterali.</p>
<p style="text-align: justify;">Ognuno di noi merita la stessa classificazione delle nostre case.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi e&#8217; A e si e&#8217;  gia&#8217; ripreso, chi B oppure C e ha bisogno di interventi strutturali e di consolidamento generale più o meno importanti, chi e&#8217;  classificato F e&#8217;  perché, pur stando bene ,  ha tutti intorno che sono fuori di testa.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi non sa ancora se vale la pena restaurarsi o darsi una chiodata!</p>
<p style="text-align: justify;">Allora per chi si sta gia&#8217; preoccupando su come stigmatizzare alcuni di quelli che più si sono dati da fare per questa giornata del 20 consiglio di saltare un giro.</p>
<p style="text-align: justify;">Un po’ di rispetto e di silenzio saranno graditi ed eviteranno reazioni, forse scomposte, vista la quantita&#8217; di energia spesa.</p>
<p style="text-align: justify;">In quanto collaterali questi danni non possono essere previsti ne&#8217; evitati.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>(Fulvio Vincenzo Giuliani)</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Cose di case, dedicato alle vittime del 6 aprile</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Nov 2010 05:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizio Trapasso</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ricordo delle vittime]]></category>
		<category><![CDATA[Testimonianze]]></category>
		<category><![CDATA[testimonianza]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>

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		<description><![CDATA[Di Patrizia Tocci Diciannove  mesi da quella notte. Sono ripassata per i viali. Crocchiavano le foglie sotto i piedi,  tigli gialli ed arancioni. Solo   vento,   in una quiete irreale; brividi di freddo e di tristezza.  Orizzonti  e  paesaggi mutati.  L’occhio,  sconcertato,  individua nuovi dettagli. Si vive e si muore anche al tempo del terremoto. Manifestini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="right" style="float: right; padding: 0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="box_count" share_url="http://www.6aprile.it/rubriche/parolavoi/testimonianze/2010/11/08/cose-di-case-dedicato-alle-vittime-del-6-aprile.html"></a></div><p><img class="alignleft size-medium wp-image-18137" title="cose_di_casa" src="http://www.6aprile.it/wp-content/uploads/2010/11/cose_di_casa-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" />Di Patrizia Tocci</p>
<p style="text-align: justify;">Diciannove  mesi da quella notte. Sono ripassata  per i viali. Crocchiavano le foglie sotto i piedi,  tigli gialli ed  arancioni. Solo   vento,   in una quiete irreale; brividi di freddo e di  tristezza.  Orizzonti  e  paesaggi mutati.  L’occhio,  sconcertato,   individua nuovi dettagli. Si vive e si muore anche al tempo del  terremoto.<br />
Manifestini a lutto  appesi dovunque, sul plexiglas delle  pensiline vuote, sui pali  dei lampioni, sui pochi muri liberi dalle  transenne. Tentano di informare una comunita&#8217; che non c’e&#8217; più. Macerie,  finestre spalancate, tetti divelti, muri scrostati e infradiciati  dall’ultima pioggia.  Sembra il  set una di quelle puntate televisive su  una civilta&#8217; scomparsa..chissa&#8217; che lingua parlavano gli abitanti,  come  vivevano. <span id="more-18136"></span><br />
La citta&#8217; proibita e&#8217;  ingabbiata, sorretta da uno scheletro di  ferro che vorrebbe puntellare la sua anima.  Non ci riescono, tutti  quei nodi di ferro e di acciaio a riannodare la vita. Non adesso. Forse  domani. Forse doma&#8217;. Oggi il silenzio e&#8217; sul volto delle case.  Le case  sono come un viso. Ognuna ha una sua particolare espressione.<br />
Ho visto  una casa piangente e spanciata, gonfia come un viso malato. Una pittura  arancione  screpolata come la biacca sul volto di un clown. Ho visto  case sorridenti e serene,  dai  colori delicati e  intatti, case con  occhi spalancati a meta&#8217;, in una fissita&#8217; di sguardo . Una casa rossa  cantoniera con le persiane verdi penzolanti.<br />
Case con il portone  spalancato,  come l’arco di un sorriso triste.. Sono riemerse le vecchie  targhe delle vie, sotto quelle di marmo, a pezzi : targhe bianche,  affrescate direttamente sui muri, ornate di piccoli puntini rossi. E’  riemersa qualche vecchia insegna, “ Vini e olio”  “ biciclette” “pasta e  pane”. Può darsi ci sia una saggezza in tutto questo. Via l’insegne a  neon,  via il marmo troppo  pesante, via l’inutile. Si torna  all’essenziale.<br />
Rifletto sui verbi: abitare, dimorare, risiedere.   Il   mio stato di “residente” e&#8217; dubbio ma il  Provvisorio si avvia a  diventare definitivo. Gia&#8217;, il tempo e per quanto tempo. Domande alle  quali nessuno ha il coraggio di rispondere.  Facciamo finta di vivere in  un luogo che non esiste. Ma sta nei nostri pensieri, e&#8217; fibra  di  carbonio  delle nostre scelte,  malta di  paure e desideri, cemento  delle nostre  storie nostre, delle persone che non ci sono più,  e delle  persone che  abbiamo amato e che amiamo. La citta&#8217;  e i piccoli centri  avevano il colore del tempo; il nuovo e&#8217; invece lucido, splendente,  sfavillante, vivace.<br />
Però i visitatori  non li guardano nemmeno,   questi luoghi neonati. Vogliono vedere , spiare com’era  un attimo  prima che si spalancasse l’inferno. Alcuni vengono per  sentire il  respiro della morte, allo stesso modo in cui seguono la Formula uno solo  per vedere se qualcuno  va fuori pista, le stesse persone che riempiono  gli autobus per Avetrana.<br />
Vogliono intravvedere qualcosa che ci sfugge  perche&#8217; coperto dalla compassione, dalla solidarieta&#8217;: alla  ricerca  dell’emozione forte, quella che paga,  che li rende testimoni partecipi  di qualcosa visto e  sentito in una certa tv, rimbalzato ed amplificato  da una certa stampa.<br />
Conosciamo bene questi meccanismi. Li abbiamo visti  su alcune  facce  che continuano ad andare in giro con il naso in aria  e  di fronte ai palazzi vuoti, ai negozi chiusi, alle strade e alle  scuole  deserte continuano a dirsi “ tutto qui?”Guardano e non vedono, come  giapponesi fotografano tutto, mescolando nel  tour europeo di secoli e di civilta&#8217;;  un frullatore che organizza  una sequenza  rumorosa e casuale.<br />
Forse non gli era mai capitato di guardare davvero  la morte in diretta. Anche noi li guardiamo, ma senza curiosita&#8217;. Con un  po’ di disapprovazione,  un po’ di speranza  e un leggero fastidio.  Siamo entrati nella storia nostro malgrado, e dobbiamo continuare a  restarci, con forza e con coraggio. Sopportare che facciano la visita  archeologica alla citta&#8217; per raccontare ad altri la citta&#8217; che non c’e&#8217;.<br />
E’  da questo luogo mentale che scrivo, registro e annoto.  Come tanti  altri. Tentando di vivere, all’Aquila.</p>
<p>( <em>dedicato alle 309 vittime del  6 aprile 2009</em>)</p>
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