SCIAME SISMICO SUL POLLINO, SI INDAGA, LA GENTE HA PAURA MA NON E’ ALLARME

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L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia nell’area che sconfina Calabria e Basilicata sta avviando uno studio sul fenomeno: 517 scosse in 15 mesi. Ieri, per tutto il giorno, la terra ha tremato. E cresce la preoccupazione nell’area.

COSENZA – Quindici mesi segnati da 517 scosse sismiche, di varia intensità. Succede nell’area del Pollino, un territorio montuoso al confine tra Calabria e Basilicata, secondo quanto ha rilevato dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia fin da settembre 2010. Uno sciame sismico che ha messo in ansia gli amministratori e abitanti dell’area. Non è allarme, ma gli esperti avviano un’indagine.

A colpire è però l’anomalia della presenza di questa lunga serie eventi sismici in un’area che, pur considerata ad alto rischio sismico, non ha né una storia né episodi eclatanti. Sismografo in attività soprattutto a Laino Borgo, Laino Castello, Mormanno, Rotonda, Viggianello, Castelluccio Inferiore e Castelluccio Superiore. Non tutti gli episodi, però, sono stati avvertiti dalla popolazione. Ultima scossa registrata, quella delle 22,25 con magnitudo 3.2 e profondità 8.8 km ed epicentro a 10 Km dalle cittadine.

Sfogliando nell’archivio delle rilevazioni simische, è possibile individuare la scossa più forte in assoluto: quella registrata lo scorso 23 novembre, 3.6 Richter, proprio nel giorno trentunesimo anniversario del disastroso sisma che colpì l’Irpinia. I tecnici dell’Ingv assicurano che stanno seguendo la vicenda con attenzione e avviando anche uno studio degli strati del terreno per tentare di documentare la presenza di terremoti nel passato dell’area che ospita, tra l’altro, anche il Parco nazionale del Pollino.

(da Repubblica.it)