Il primo sismografo dell’era moderna è stato inventato nel 1703 dal fisico francese Jean de Hautefeuille. Il dispositivo ha dato agli scienziati la possibilità di misurare con precisione l’intensità dei terremoti e le loro dinamiche.
Tuttavia, come spesso accade, quella di Hautefeuille è stata una re-invenzione, dato che un meccanismo simile era già stato inventato 17 secoli prima grazie al genio di Zhang Heng, astronomo, matematico, ingegnere, geografo e inventore vissuto tra il 78 e il 139 d.C.
Come spiega April Holloway su Ancient Origins, agli antichi cinesi non era noto che i terremoti fossero causati dallo spostamento delle placche tettoniche della crosta terrestre. Essi credevano che fossero il risultato da un disequilibrio cosmico dello yin e yang, causato dagli atti malvagi commessi dalla dinastia regnante in quel momento. Per questa ragione, per i leader cinesi era importante essere a conoscenza di tutti i terremoti che si verificavano nel loro reame.
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Sollecitato da questa esigenza, Zhang Heng sviluppò il primo dispositivo al mondo in grado di rilevare i terremoti. Heng sbalordì la corte imperiale con il suo dispositivo, con il quale poteva rivelare terremoti anche a grande distanza e che nessuno nelle vicinanze dello strumento era in grado di percepire. Il sismoscopio era composto da un grande vaso di bronzo intorno al quale erano disposti verticalmente, a testa in giù, otto draghi in bronzo, ciascuno orientato verso i punti cardinali primari e con una sfera in bocca sempre in bronzo. Alla base del recipiente, in corrispondenza di ciascun drago, erano disposti dei rospi con la bocca aperta all’insù. Se lo strumento rivelava una scossa, una delle sfere in bronzo, automaticamente, cadeva nella bocca del corrispondente rospo e la sua posizione indicava la direzione da cui era giunta la scossa. |

Tuttavia, quando Heng presentò l’invenzione, lo scetticismo serpeggiava tra i funzionari della corte del re. Il collaudo del dispositivo avvenne nel 138 d.C., quando una sfera cadde senza che fosse stato percepito alcun sisma. Alcuni giorni dopo, arrivò un messaggero che riportò la notizia di un terremoto in Kasu, a 600 km distanza, proprio nella direzione indicata dallo strumento.
Nel 2005, alcuni scienziati di Zengzhou, la città natale di Zhang Heng, sono riusciti a replicare il sismoscopio, testandolo per rilevare terremoti simulati provenienti da quattro regioni differenti. Il sismoscopio è stato in grado di rilevare tutti i sismi simulati e i dati raccolti nei test corrispondevano esattamente a quelli raccolti dai sismografi moderni.
Zhang Chen è considerato il Leonardo da Vinci del lontano Oriente, e il suo curriculum sembra confermare il paragone. Per gran parte della sua vita, Zhang Heng fu l’astronomo reale durante la dinastia Han e tracciò una delle prime mappe stellari, rivaleggiando con quella creata da Ipparco nel 129 a. C., di cui non aveva conoscenza: in essa specificò la posizione esatta di 2.500 stelle, ribattezzandone circa 320.
Stimò che il cielo notturno, di cui poteva vedere solo una parte, conteneva 11.500 stelle, un numero esagerato anche per un osservatore dotato di buona vista, ma niente affatto una cattiva stima.
Spiegò correttamente il fenomeno delle eclissi lunari, sostenendo che si verificavano quando la Luna attraversava il cono d’ombra della Terra: quest’ultima veniva immaginata come una piccola sfera sospesa nello spazio, circondata da un immenso e lontanissimo cielo sferico. Nel 123 corresse il calendario per adattarlo al ciclo delle stagioni.
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I risultati scientifici del genio di Zhang Heng sono stati premiati dalle generazioni successive. Nel 1970, le Nazioni Unite hanno attribuito il suo nome ad un cratere lunare. Nel 1977, l’asteroide 1802 è stato battezzato anch’esso con il nome di Heng, attribuito, infine, ad un minerale giallo dorato scoperto nel 1986. Un meritato riconoscimento per questo grande genio della Cina antica. fonte: ilnavigatorecurioso.it |























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