Siamo tutti colpevoli. O ognuno pensi a se stesso

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E.M., 39 anni, colpevole. Per consentire a 5.000 persone di manifestare per la citta’ dell’Aquila serviva qualcuno che mettesse una firma, e si assumesse in tal modo la responsabilita’ per un”intera cittadinanza. In una nazione in cui nemmeno i proprietari di aziende rispondono di cosa fanno i loro dirigenti, che agiscono sempre a loro insaputa; dove condannati in appello per  concorso esterno in associazione mafiosa passeggiano tranquillamente in parlamento (e mi fermo qui per decenza). In questo paese E.M., 39 anni, e’ sicuramente colpevole per aver fatto qualcosa per la sopravvivenza di un’intera citta’.

P.T., 41 anni, colpevole. Ha preso parte alla manifestazione, con la chiara intenzione di manifestare in Piazza Venezia, via del Corso, Montecitorio, Palazzo Chigi, via del Plebiscito, per recarsi a palazzo Grazioli e quindi al Senato (piazza Navona). Di sua spontanea volonta’, nessuno che lo obbligasse o lo costringesse ad essere in quei luoghi o seguire il percorso intrapreso dal corteo. A testimonianza anche le foto pubblicate, e le riprese delle forze dell’ordine (foto a lato). Colpevole anche di aver gridato alle forze dell’ordine le seguenti frasi, dopo aver testimoniato agli inutili scontri e manganellate nei confronti dei manifestanti: VERGOGNA!  MA CHE CAZZO STATE A FA! MA CHI CAZZO DOVETE  DIFENDERE! SIAMO NOI CHE DOVRESTE DIFENDERE!

E.M., 39 anni, e P.T., 41 anni, sono colpevoli. E che la giustizia faccia il suo corso.