Le stanze del potere. La conferenza stampa degli aquilani a Montecitorio

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Arriviamo a Roma con un caldo infernale. Raggiunta Montecitorio chiediamo, presso una delle tante guardiole, dove si trova la sala Mappamondo per la conferenza stampa. Ci danno l’indicazione e entriamo in un portone. Al di la’ della vetrata subito mi squadrano. Chiedo della sala Mappamondo ed una signora, in divisa da usciere, molto gentile, ci indica l’entrata, quella giusta.
Facciamo il giro di quell’enorme palazzo. Mi sembra subito un palazzo inespugnabile, quasi come la zona rossa della mia citta’. La differenza e’ che dentro ci lavora un sacco di gente e intorno solo macchine blu o grigie guidate da autisti vestiti di blu con immancabili occhiali neri.
Per entrare al centro dell’Aquila devi essere un residente accompagnato dai vigili del fuoco, o un giornalista o un fotografo. Se sei solo cittadino devi continuare a sognarla o intrufolarti, quando fa sera.
Per entrare nelle stanze del potere devi essere accreditato, lasciare la carta di identita’ e passare al metal detector, senza bandiere, però. Sara non ha potuto portare dentro la sala Mappamondo la bandiera nero-verde, Annalucia l’ha fatta passare, come foulard!!
Dimenticavo se sei uomo devi indossare la giacca. E’ stata la cosa più divertente della giornata. I nostri ragazzi, sempre vestiti casual (ma casual veramente) erano con la giacca, a volte di taglia sovrabbondante, Mattia, addirittura, con la scritta FORTI E GENTILI SI’ FESSI NO, chiaramente visibile attraverso la giacca sbottonata.
Poi si passa la porta blindata ed un usciere ti accompagna fino al quarto piano dove si passa accanto a porte chiuse altissime, rigorosamente in noce massiccia.
Arriviamo nella sala Mappamondo. Dopo un po’ si riempie di giornalisti, telecamere, deputati e noi. Lì mi e’ passata l’emozione: insomma cosa ho da perdere? Nulla.

Ci sediamo e inizia la serata aquilana.

Introduce Annalucia che racconta chi siamo. La palla passa a me che preciso le motivazioni della manifestazione del 7 luglio (le stesse del 16 giugno), e che nessuno mai ha riportato sui media. La prima volta, il 16 giungo, siamo stati oscurati, la seconda volta, il 7 luglio, si e’ parlato solo degli scontri con la Polizia.
Siamo tutte e tre come un’unica voce. Quella dell’Aquila.
Sara, dopo breve introduzione decisa, passa alla proiezione dei video. I volti di tutti cominciano ad aggrottarsi. Esprimono al contempo stupore e incredulita’. L’attenzione sale. Sara con decisione racconta i fatti, la realta’.
Conclude brevemente Annalucia e si passa alle domande.
A chi chiedeva dei permessi per la manifestazione abbiamo risposto chiaramente che non si possono picchiare persone per un permesso non accordato. Inoltre tutti sapevano che saremmo arrivati in tanti e pensare di sbarrare la strada a gente pacifica non e’ stata un’ingenuita’, ma una volonta’ ben precisa. Le forze dell’ordine devono garantire l’ordine e proteggerci da eventuali disordini con ogni mezzo, quindi aprire un varco quando la situazione evolve in un certo modo. Alla domanda se pensavamo che ci fossero infiltrati della Polizia tra di noi, abbiamo sinceramente risposto che non possiamo dirlo e che comunque non abbiamo notato (nessuno) disordini di qualsiasi genere. Ci sembrava piuttosto, dopo un po’ che, nonostante noi fossimo pacifici, c’era una tensione delle forze dell’ordine che ci faceva pensare al peggio.
Abbiamo risposto bene e con grande professionalita’. Anche a chi (era una giornalista amica) ci ha chiesto del “colore” dell’assemblea cittadina. Non so come mi e’ uscito ma ho risposto: «La mia citta’ distrutta non e’ quella di destra, quella del centro o quella di sinistra. E’ distrutta e basta assieme a tutto il territorio. Non voglio più sentir parlare delle vostre divisioni partitiche. Siamo un movimento politico? Sì, nel senso più alto che questa parola possa avere. Le nostre rivendicazioni vi sembrano di sinistra? Di destra? Francamente non me ne frega nulla».
Poi la storia degli antagonisti!! Qui siamo state bravissime. All’unisono! Sara e Annalucia superbe! La discussione si e’ protratta per un po’, toccando tutto: dal finto miracolo, all’assenza di informazione adeguata, sono riucita persino a parlare degli studenti universitari.
Annalucia ha fatto l’elenco di tutti i videomakers. Abbiamo consegnato una cartellina con l’indicazione di tutti i siti e i blog dove si possono trovare informazioni.
Abbracci, interviste, strette di mano.

Poi l’uscita dalle stanze del potere e da quel Palazzo inespugnabile. Auto blu, persone famose, uscieri, portaborse.

Sono sicura: quel palazzo del potere e’ anacronistico.