Cos’altro deve accadere per la rivolta?

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Ieri sera breve passeggiata in citta’: Piazza San Biagio, via Sassa, via Sallustio, via Cavour.
Sul Corso, una delle poche strade aperte, tanta gente; in quelle strade, invece, il silenzio ed un venticello tiepido improbabile.
La sensazione che mi accompagna in queste passeggiate non e’ mai la stessa: ieri rivedevo le vecchine della foto e mi chiedevo dove sono ora. Guardavo i palazzi di via Sallustio vuoti, ormai neanche più visitati dagli abitanti, e mi chiedevo «Dove e’ questa gente ora?»
Dove e’ la mia citta’? E pensare “non c’e’ più” a quasi 17 mesi dal sisma, fa più male. Quasi che ad ogni visita comprendi di più, ti spaventi di più, ti incazzi di più.
Sì, perché poi viene la rabbia, quella dell’impotenza.
Negli ultimi mesi ci sono stati regalati un Commissario alla ricostruzione con annesso vice-commissario. Poi una Struttura tecnica di missione di cui conosciamo solo il “capo”. Prima delle vacanze ci hanno regalato un poker di esperti (che chissa’ se almeno hanno visitato la nostra citta’, nel frattempo). Dopo le vacanze arriva un altro vice-commissario.
La citta’, però, e’ sempre sola, chiusa e ben lontana da essere il più grande cantiere d’Europa. Qualcuno ci disse che bisognava partire dai sottoservizi (rete fognaria, idrica, elettrica eccetera), ma non vediamo neanche uno scavo. Poi avevamo sentito dire di lavori che potevano cominciare in una parte della citta’ (Santa Maria di Farfa, mi sembra), ma nulla e’ successo. Era stato annunciato il 6 aprile scorso, un masterplan segreto: ci arrabbiammo per questa segretezza. Per poi scoprire che non c’e’ per niente: doveva essere questo il segreto.
I soldi, quelli veri, non ci sono. Quelli finti altalenano: un giorno ci sono, l’altro no. Oggi mi sembra di no, non vorrei comunque sbagliarmi, perché neanche ieri c’erano.

Poi ci sono piccole cose, che non ci sono neanche quelle:
Le note informative da parte di Comune e Regione riguardo i comportamenti da tenere in caso di sisma, men che meno ci sono i piani di emergenza. Insomma tutto come il 5 aprile 2009.
Le macerie: penserete che sono un problema risolto! No, neanche quello. Abbiamo avuto l’approvazione comunale per un nuovo sito atto allo smaltimento e al recupero, ma non sappiamo se sara’ sufficiente, quante tonnellate smaltira’ al giorno, chi ci lavorera’, che tipo di recupero e guadagno avremo …… e, udite, non esiste un’agenda che ci chiarisca l’inizio dello smaltimento o almeno i tempi di allestimento di detto sito.
– Il Comune ha approvato il regolamento sulla trasparenza, ma non ne vediamo l’applicazione
Si continua a costruire invece che a recuperare l’esistente, senza alcuna logica lungimirante, tutto viene gestito come se fossimo in una situazione normale
– … e potrei continuare a lungo …..

L’altra sera in assemblea una giovane donna richiamava alla mente di tutti la rivolta.

Io mi chiedo: cos’altro deve succedere per rivoltarsi sul serio?