Deju Piccone, e della zappa

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Il Sen. Filippo Piccone e’ personaggio ben noto a molti aquilani. Subito dopo il terremoto gia’ sognava lo spostamento del Capoluogo a Pescara, e oggi alla provincia dell’Aquila risiede il suo fido Del Corvo. Coordinatore abruzzese del Pdl, e’ lo stesso che, come leggiamo dal sito www.site.it, con una sua ditta si e’ aggiudicato ben tre subappalti senza gara – quasi due milioni di euro – per la fornitura di infissi nel Progetto CASE.

Spesso e volentieri e’ in prima fila a dire la sua su L’Aquila e la Ricostruzione. Spesso e volentieri per affossarne ancora di più le gia’ minime speranze di Rinascita. Sempre dal sito www.site.it riportiamo l’intervento che il senatore ha pronunciato in Senato il 7 ottobre, dopo la relazione sul terremoto dell’Aquila di Guido Bertolaso. Vi auguriamo una buona lettura…con questi strenui difensori della citta’ e’ proprio il caso di dire “NON CI POSSIAMO LAMENTARE!”.

Stralcio del resoconto stenografico del dibattito in Senato, 7 ottobre 2010

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sull’informativa del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri per la Protezione civile.

È iscritto a parlare il senatore Piccone. Ne ha facolta’.

PICCONE (PdL). Signor Presidente, onorevole Sottosegretario, colleghi senatori, e’ chiaro che in cinque minuti e’ difficile esprimere compiutamente quello che si può pensare di un argomento così complesso, articolato e difficile. Quindi, esprimerò solo alcuni pensieri che sono relativamente focalizzati su quello che sta accadendo nella macrosituazione aquilana.

Ricordo con assoluta soddisfazione il clima che si creò all’indomani del terremoto. Fu un clima che ci prese tutti, un clima di solidarieta’, che mise al centro della politica non lo scontro, ma l’intenzione di costruire un percorso positivo e prospettico per quella citta’, per quella Regione e per questo Paese. Ahime’, quel clima e’ durato poco e ha lasciato lo spazio ad una lotta politica intestina, spesso fatta per terze persone, spesso fatta sulla scorta di esigenze dei politici, e tutto ciò ha reso il quadro aquilano più confuso di quello che in realta’ e’.

Non posso però non sottolineare, e bene ha fatto il Sottosegretario a ricordarlo, la svolta epocale che ci fu a seguito del terremoto, per cui, di fronte alla tragedia immane verticalizzata tutta, purtroppo, su una citta’, assistemmo ad un cambio di passo da parte di tutte le strutture dello Stato, dalla Protezione civile – coordinata ovviamente dal sottosegretario Bertolaso – alle Forze armate e ai volontari. In quell’occasione e’ stata data prova di grande efficienza, di grande tempestivita’ – ricordo che dopo qualche ora non vi era luogo all’Aquila che non fosse presìdiato da esperti della Protezione civile o dell’apparato militare la’ dove vi fosse qualcuno sotto le macerie – tanto che credo che l’eccessiva efficienza abbia un po’ spostato anche le valutazioni di carattere temporale.

Dopo, però, credo tutto ciò in qualche modo sia stato consolidato dal grande progetto case. Chi non lo ha vissuto direttamente forse non si e’ reso conto di quanto fosse importante e coraggioso, di quanto esso fosse il frutto veramente di uno slancio, di un voler lanciare il cuore oltre la siepe per cercare di dare agli aquilani, finalmente, invertendo una storia millenaria, delle case confortevoli, antisismiche, abitabili, piuttosto che delle baracche, delle roulottes ed altro.

PRESIDENTE. Collega, la prego di terminare.

PICCONE (PdL). Una sola sottolineatura. Sotto questo punto di vista credo vada preso atto che ci sono 12.000 cantieri in piedi in quel territorio e c’e’ una ricostruzione che fa fatica; a volte fa più fatica per le operazioni che debbono essere poste in essere dal territorio che non per quelle che derivano dal supporto che il Governo, lo Stato, il presidente Berlusconi e soprattutto il sottosegretario Bertolaso ci hanno dato. (Il microfono si disattiva automaticamente. Applausi dal Gruppo PdL. Congratulazioni).