Il Canada dona un centro polifunzionale a L’Aquila

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(da InAbruzzo.com) Dal grande e boscoso Canada, dove vivono tanti italiani e tra loro tanti abruzzesi, un bel regalo, concreto e utile: 3 milioni di euro, sborsati subito e subito utilizzati al meglio per costruire un centro polifunzionale, accanto all’ospedale e alla facolta’ di Medicina dell’Universita’. L’opera, inaugurata questa mattina, e’ il frutto della generosita’ canadese ma anche delle scelte mirate e precise dell’Universita’.

In silenzio, mentre altrove infuriavano chiacchiere e polemiche, il cantiere veniva aperto e funzionava alla perfezione. 200 metri quadrati di strutture ariose e fortemente antisismiche, colori, materiali leggeri e funzionali, una grande palestra, spazi per studio e tempo libero. Tutto per gli studenti, per dimostrare che a L’Aquila qualcuno sa anche ricostruire davvero. Con la massima attenzione nei confronti di un mondo che in citta’ conta, quello dei ventimila iscritti all’Universita’ che con tutte le sue forze sta tentando di rimanere ai livelli raggiunti prima dell’aprile 2009.

Accanto al centro polifunzionale, una pianta di acero, l’albero simbolo del grande paese nordamericano: ce ne saranno tanti, quanti sono stati gli studenti vittime del terremoto. L’acero e’ un albero caro anche ai giovani, perche’ se ne ricava un succo molto adoperato nella gastronomia americana. Alla cerimonia di questa mattina, a dire il vero poco promossa (la maggior parte dei cittadini non ne sapeva nulla) hanno partecipato il ministro canadese dell’economia Denis Lebel, il capo della protezione civile Bertolaso e le autorita’ locali, con il prorettore dell’ateneo prof. Roberto Volpe.

Tagli di nastri e discorsi ufficiali, come vuole il rito, ma anche qualche dichiarazione importante di Bertolaso. Il capo della PC che L’Aquila conosce bene ha confermato ciò che ha sempre detto: se ci saranno unita’ di intenti e collaborazione, la ricostruzione potra’ davvero avvenire in 10 anni, e l’Italia dara’ un bell’esempio a tutto il mondo. Saranno “Olimpiadi del buon senso e della collaborazione”. Per Bertolaso, che ha avuto un lungo colloquio con il sindaco Cialente, ora ci sono le premesse per poter cominciare e se da domani tutti faranno il loro lavoro e il loro dovere, 10 anni basteranno per rivedere L’Aquila in piedi. Per premesse, forse Bertolaso intende soprattutto le risorse, che in parte effettivamente sono disponibili. Ma bisogna fare i conti con i tempi reali: i mesi di ritardo per i rimborsi agli albergatori fanno pensare. Nessuno sa spiegare perche’ ci siano stati. Se le cose andranno così anche nel grande impegno per la ricostruzione, non c’e’ da essere ottimisti. Ma e’ doveroso sperare, accantonare gli errori del passato, e soprattutto darsi da fare: sì, bella frase. Dopo 18 mesi, siamo ancora alle parole.