Il Presidio a Chiodi: basta contentini, gestione fallimentare del post-terremoto

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In vista della mobilitazione del 20 novembre, come gia’ accaduto alla vigilia delle altre manifestazioni, il commissario Chiodi prova a sgonfiare la protesta, rilanciando le solite promesse. Così, e’ arrivato puntualmente l’annuncio, peraltro molto vago e incerto nella sostanza, di una “decurtazione” sulla restituzione delle tasse.
Le dichiarazioni del Commissario generano confusione, parlando da una parte di “decurtazione” sulla restituzione, dall’altra del trattamento avuto da Umbria e Marche: ricordiamo che quei territori hanno restituito le tasse non versate dopo 12 anni e al 40%; mentre invece Chiodi parla di una “decurtazione” su una restituzione che comunque iniziera’ a partire da gennaio. Siamo perciò lontanissimi dal trattamento riservato a Umbria e Marche.
Di zona franca si parla da più di un anno; ma si continua, appunto, solo a parlare. Un provvedimento che si e’ dapprima sbandierato come una grande panacea, e che invece sarebbe in ogni caso limitato e insufficiente, continua a rimanere uno slogan vuoto, una semplice chimera.
Non solo. Il problema delle tasse, benché grave e pressante, e’ solo uno dei tanti aspetti per cui riteniamo fallimentare la gestione del post terremoto ed e’ infatti solo uno dei punti della piattaforma alla base della Manifestazione del 20 novembre.
Non meno gravi sono i problemi degli sfollati ancora fuori citta’, dei ritardi nei pagamenti dei contributi alle famiglie, alle ditte che hanno effettuato i lavori, agli alberghi; l’assurdita’ che i cittadini stiano pagando mutui altissimi persino su case che saranno da abbattere, l’ingiustizia di non far fronte all’indennizzo per intero delle case classificate “E”, l’incapacita’ della Struttura tecnica di missione di dare ai professionisti norme chiare e un prezziario adeguato per i progetti.
E ancora, più in generale, la mancanza totale di una politica economica e di una pianificazione di lungo respiro che consentano al territorio colpito dal terremoto una vera ripresa.
Insomma, a fronte di una serie molto complessa di problemi, si assiste all’ennesimo tentativo di dare un “contentino” dell’ultimo minuto per rabbonire non solo i cittadini esasperati, ma anche le categorie produttive e i sindacati che hanno aderito all’ennesimo SOS lanciato dagli aquilani, questa volta a tutta l’Italia.
Il primo S.O.S. su Sospensione delle tasse, Occupazione Sostegno e’ stato lanciato dai cittadini nel giugno scorso quando il governo aveva predisposto un trattamento fiscale che era un vero salasso: ritorno alla contribuzione ordinaria da luglio e restituzione totale delle tasse, in 5 anni quelle del 2009, in soli 6 mesi quelle del 2010.
Anche allora, di fronte al crescere delle adesioni alla mobilitazione, il governo con Gianni Letta, emise in fretta e furia un comunicato all’ultimo minuto per annunciare il rinvio della restituzione delle tasse, tacendo del tutto sugli altri, enormi, problemi sollevati da cittadini, istituzioni, forze economiche e sindacali.
Stesso copione in vista del 7 luglio, quando la mobilitazione si e’ spostata a Roma, in concomitanza con la discussione della manovra finanziaria. Altri tentativi dell’ultimo minuto per provare a disinnescarla, poi le manganellate e la solita presa in giro: restituzione in 10 anni invece che in 5, irrisolti tutti gli altri nodi.
Ma i nodi, si sa, vengono al pettine. Il Commissario Chiodi ha passato questa settimana tra riunioni e conferenze stampa nel tentativo di dare nuovo credito alle sue promesse. Ma il tempo delle promesse e’ finito da un pezzo e l’inganno e’ troppo scoperto perché qualcuno ci creda ancora.

Presidio Permanente di Piazza Duomo