Isolatori antisismici delle C.A.S.E., s’indaga per frode

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(da ilCentro.it) Conclusi gli atti dell’indagine da parte della polizia giudiziaria riguardante gli isolatori antisismici del progetto Case, che secondo sospetti, non sarebbero omologati e, pertanto, le prove fatte in laboratorio non sarebbero sufficienti a certificarne la legalita’. Nei giorni scorsi sono stati ascoltati, come persone informate sui fatti, funzionari ministeriali, e nello stesso arco di tempo gli investigatori hanno raccolto un ingente materiale probatorio.

In particolare, dopo precedenti acquisizioni, sono stati fatti ulteriori prelievi di documentazione negli uffici della Protezione Civile. Inoltre sono stati ascoltati nelle scorse settimane degli esperti per avere delle valutazioni e delle risposte che verranno poi confrontate dal pm con altre considerazioni fatte da persone che operano nel settore. Un contributo a questa indagine e’ stato fornito anche dalla inchiesta giornalistica «A prova di sisma», trasmessa da Rainews, a sua volta acquisita dalla Procura della Repubblica dell’Aquila circa due mesi fa.

Gli investigatori hanno gia’ prelevato documenti nella sede del Consiglio superiore dei Lavori pubblici che riguardano l’appalto da ben 13,5 milioni di euro per la fornitura di 7.300 dispositivi antisimici. A sostenere le accuse i pareri di alcuni esperti internazionali di questo dispositivo brevettato negli Stati Uniti. Le societa’ aggiudicatarie dell’appalto avrebbero presentato una certificazione rilasciata dai laboratori della Eucentre di Pavia che, secondo la direzione del laboratorio dell’Universita’ di San Diego dello Stato della California, non disporrebbe della tecnologia necessaria.

L’inchiesta di Rainews evidenzia anche un altra anomalia: Gian Michele Calvi, direttore dei lavori e coordinatore del Progetto Case, e’ anche il presidente dei laboratori di Eucentre. Anche se non si tratta di un elemento con un minimo di rilievo probatorio. L’indagine della sezione di pg della polizia di Stato parte da una denuncia inoltrata da una ditta esclusa dai lavori e che ha indotto gli investigatori ad aprire un fascicolo per frode nelle pubbliche forniture. Per adesso solamente contro ignoti.

Da un lato qualche dubbio sulla solidita’ delle piastre su cui sorgono le case antimismiche che sono state anche oggetto di una serie di sopralluoghi da parte della polizia giudiziaria. Dall’altro, però, ci sono stati dei collaudi con esito positivo. Infatti in occasione di una simulazione di un forte terremoto, effettuata alcuni mesi fa in una palazzina antisismica a Sassa, la struttura non ha riportato alcun tipo di lesione e adesso e’ regolarmente abitata. Di simulazioni ne sono state fatte una ventina. Quella a Sassa, in particolare nelle abitazioni nel nucleo industriale, venne effettuata pubblicamente alla presenza di tanta gente. A battezzare quel test ci furono Mauro Dolce, responsabile del procedimento del Progetto case, e Gian Michele Calvi. Furono riprodotti movimenti oscillatori tipici di un forte terremoto come quelli di un’altalena.

Ma e’ importante rilevare che all’interno degli appartamenti gli oggetti furono spostati in maniera molto ridotta rispetto a quanto avvenuto nelle case in muratura rimaste in piedi in occasione del devastante terremoto. Gli esperimenti, dunque, furono ritenuti soddisfacenti dagli esperti a prova della qualita’ della tecnologia impiegata. Ma questo potrebbe non bastare per fermare il corso dell’inchiesta penale che tra non molto tempo potrebbe approdare alla fase più importante.