Botta e risposta fra l’Ordine degli ingegneri e Gianni Chiodi su tematiche relative alla ricostruzione.
L’assemblea dell’ordine degli ingegneri della provincia dell’Aquila chiede che la preannunciata proroga di 6 mesi per la presentazione dei progetti degli edifici “E” vada sostenuta da una revisione del Decreto n.27 “che al momento non consente di affrontare le problematiche edilizie degli interventi più significativi post sisma”.
L’Assemblea – si afferma in una nota del presidente dell’Ordine, Paolo De Santis – ha esaminato i problemi della ricostruzione post-sisma, rilevando che “la battuta di arresto della ricostruzione avutasi nel 2010 e’ derivata dalla complessita’ della normativa ed in particolare dalla mancanza esplicazione sul limite di costo della ricostruzione pesante. Nella nota, l’Assemblea “fa presente con fermezza la competenza degli Ingegneri del cratere e della Regione a conferire speditezza e qualita’ ai processi complessi della ricostruzione, e ribadisce la necessita’ di disporre di norme adeguate all’interesse comune delle popolazioni colpite dal sisma”. L’ordine lamenta, infine, la sua “esclusione esplicita dal costituendo tavolo che la Regione sta organizzando per concertazione condivisa e sostenibile delle attivita’ di indirizzo programmato dello sviluppo”.
La risposta di Chiodi: “Se non capiscono gli ingegneri studino”
“Mi sono stufato. Invito tutti a fare il proprio dovere, perche’ tra qualche tempo ognuno verra’ chiamato alle proprie responsabilita’.
Se non capiscono gli ingegneri studino, perche’ in Italia ci sono altri professionisti che le norme le capiscono eccome”.
Lo ha detto sbottando oggi il Governatore dell’Abruzzo Gianni Chiodi, a margine della conferenza indetta a poche ore di distanza dall’approvazione della Legge finanziaria e di bilancio, rispondendo al presidente provinciale dell’Ordine degli ingegneri che lamenta le complicanze delle norme per la ricostruzione.






















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