Articolo da Repubblica del 11 gennaio 2011 (di Giuseppe Caporale)
La Procura contesta il reato di frode nelle pubbliche forniture: appalto “orientato” per favorire tecnologie ancora non omologate
I settemila isolatori sismici installati nelle 185 palazzine post-terremoto realizzate dal Governo Berlusconi sono illegali. E la Protezione Civile — che ha gestito a L’Aquila il più grande cantiere d’Europa degli ultimi anni — e’ sotto inchiesta.
Due esponenti al vertice del Dipartimento sono stati iscritti nel registro degli indagati della Procura aquilana con l’accusa di «frode nelle pubbliche forniture». Si tratta di Gian Michele Calvi, il “padre” del Progetto C.a.s.e. — che attraverso un consorzio creato ad hoc dalla Protezione Civile ha gestito direttamente tutti gli appalti — e di Mauro Dolce, capo dell’ufficio rischio sismico del dipartimento.
Ad accusarli, un dossier del Gico (Gruppo di Investigazioni sulla Criminalita’ Organizzata della Guardia di Finanza) de L’Aquila, con all’interno decine di documenti sequestrati sia presso il dipartimento delle Opere Pubbliche del ministero delle Infrastrutture, sia presso la sede della Protezione Civile, sia in alcune aziende coinvolte nella vicenda.
Ma al centro dell’indagine c’e’ soprattutto una lettera. Una lettera d’accusa (datata luglio 2009) inviata alla presidenza del Consiglio dei Ministri da una societa’ che ha partecipato alla gara d’appalto per gli isolatori sismici (la Tis spa). «Il prezzo di gara e’ stato orientato in modo da condizionare la fornitura solo sulla scelta del friction pendulum (fornito in Italia solo da due societa’ Alga e Fip aggiudicatarie poi dell’appalto per 13 milioni di euro, ndr) — e’ scritto nella lettera — e ci riesce veramente difficile credere che ciò sia stato fatto senza cognizione di causa.
Ciò sta a palesare una precisa volonta’ a forzare una tecnologia “nuova” per imporla sul mercato come unica soluzione possibile.
Ci sembra dunque davvero avventato affidare l’intera iniziativa per L’Aquila ad una tecnologia che ha evidenti limiti». La lettera continua con un elenco dettagliato di questi limiti.
«È stata data pari dignita’ formale a tecnologie con esperienze sul campo enormemente diversa.
L’isolamento in gomma e’ stato collocato in perfetta similitudine prestazionale con il cosiddetto friction pendulum. Ma se l’isolamento in gomma ha una validita’ consolidata e testata negli anni, l’isolamento con il friction pendulum e’ invece di recentissima acquisizione, ha una pressoché nulla sperimentazione ».
È stata così utilizzata «tecnologia non sperimentata» eludendo «l’interesse della collettivita’ ».
E conclude così: «Prendiamo atto della consueta logica che muove le cose in questo Paese». Una tecnologia omologata in Italia solo dopo la realizzazione delle case del Governo post-sisma. Non c’erano al momento della installazione nel progetto C.a.s.e. nemmeno le prove e i test di laboratorio che ne certificassero il funzionamento e le reazioni davanti a una simulazione di terremoto.
L’Aquila, quindi, sarebbe stata usata come “cavia”, accusa la Procura.
























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