Centro polifunzionale a L’Aquila: gli studenti scrivono al governo canadese

CONDIVIDI

Nota: la lettera e’ stata tradotta in inglese dalla Dr.ssa Claudia Iannessa ed inoltrata tramite e-mail a coloro ai quali e’ stata indirizzata.

All’attenzione del Primo ministro canadese
Onorevole Stephen Harper
All’attenzione del ministro dell’economia canadese
Onorevole Denis Label
All’attenzione dell’ambasciatore canadese in Italia
Onorevole James Fox

Scrivo a voi, non so se spinto da una sorta di senso del dovere, oppure perché ridotto alla stregua di un bimbo che dopo aver lottato, digrignato i denti, stretto i pugni si ritrova a correre in seno alla madre e a prendere atto che il mondo non e’ sempre come lo immagina.

Come ben sapete, il governo canadese, ha stanziato 3.5 milioni di euro per la realizzazione di una struttura polifunzionale con sala conferenze, sale studio, palestra e luoghi ricreativi a L’Aquila.
La struttura e’ stata interamente pagata da voi e sarebbe dovuta servire come tentativo di ripristino, o meglio, come augurio per una vita normale per noi universitari colpiti dal sisma del 6 Aprile scorso. Dico tentativo non per sminuire ciò che e’ stato fatto, ma semplicemente per evidenziare il fatto che, attualmente, la vita universitaria a L’Aquila e’ ben lontana dalla routine dei nostri colleghi nelle altre citta’ italiane.
Routine fatta non solo di lezioni ma anche di una quotidianita’ che richiede luoghi di ritrovo e un contorno di servizi che al momento mancano. In quest’ottica il vostro dono ci appare quasi come manna dal cielo.
La struttura e’ stata inaugurata, di conseguenza e’ ultimata, alla presenza di rappresentanti del vostro governo, dei nostri amministratori locali e di rappresentanti dei vertici dell’universita’.
Il giorno dopo l’inaugurazione e’ stata chiusa e attualmente e’ lì a giacere senza nessuna utilita’.
Vi scrivo semplicemente per informarvi di questo, ovvero del fatto che un regalo partito dal Canada e destinato non al Comune di L’Aquila, alla Regione Abruzzo o all’istituzione universitaria ma proprio agli studenti, e’ stato intercettato da non si sa bene chi e noi non ne stiamo usufruendo.

Mi sembrava doveroso informare tutti coloro che nel progetto hanno creduto, lo hanno finanziato e ne hanno seguito l’iter realizzativo.
Pertanto ho scritto a lei Onorevole Stephen Harper che in qualita’ di primo ministro assicurò il sostegno alla ricostruzione mantenendo le promesse fatte durante la sua visita alla citta’, al ministro dell’economia l’Onorevole Denis Label e all’ambasciatore James Fox, presenti all’inaugurazione.
Non entro in merito alle diatribe aperte, ma mi rendo semplicemente conto del fatto che nel giardino della struttura sono stati piantati 55 aceri, uno per ogni studente deceduto nel sisma. Come a volerne imprigionare l’anima, o a volerne concretizzare il ricordo.
Si può credere o meno alla loro presenza in quel luogo, così da conferirgli quasi un’aura misticheggiante, ma ciò che non si può permettere e’ la loro strumentalizzazione.
Mi permetto di “mettere le mani avanti” dato che, dopo che ci si vive, il proprio paese lo si conosce.
Una struttura nata come centro polifunzionale, deve rimanere centro polifunzionale. Non dovra’ mai ospitare neanche un ufficio di una qualsivoglia istituzione che non sia gestita in modo diretto dagli studenti stessi. E questo lo dico perché, a mio avviso, c’e’ un giro d’interessi non indifferente che ha impedito la fruizione dei servizi fino ad ora.

Mi affido a voi per ottenere una mediazione con chi di dovere e per far si che i vostri buoni propositi non siano vanificati dalla burocrazia italiana e vi chiedo di farvi garanti dell’apertura di quella che, attualmente, e’ ancora una scatola chiusa.
Vi ringrazio per l’attenzione che vorrete concedermi e per tutto ciò che a questa seguira’.

Con osservanza.
Il rappresentante degli studenti
Matteo Saraullo