I professionisti rispondono a Chiodi, “ecco le criticità della ricostruzione pesante”

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di Patrizio Trapasso

“La presentazione delle pratiche E e’ ferma”. E’ la frase che conclude l’ultima informativa dell’ordine degli architetti firmata dal presidente Gianlorenzo Conti, che in sintesi riassume lo stato della cosiddetta ricostruzione “pesante” nel capoluogo. E non meno preoccupanti sono le indicazioni che derivano dalla lettera inviata a Chiodi il 23 marzo dai presidenti di ordini e organizzazioni professionali dell’Aquila: Paolo De Santis (Ordine degli ingegneri), Gianlorenzo Conti (Ordine degli architetti), Giampiero Sansone (Collegio dei geometri) , Maurizio Papale (Collegio dei periti industriali), Fabio Spinosa Pingue (Confindustria), Massimo De Luca (Apindustria – Confapiedil), Giovanni Frattale (Ance).
Una risposta che segue la lettera aperta di Chiodi del 12 marzo indirizzata ai professionisti, con “l’obbligo di fare alcune precisazioni in modo che i cittadini del cratere sismico siano a conoscenza del percorso necessario per la ricostruzione pesante ossia degli edifici classificati con esito di agibilita’ ‘E’”.
Dopo aver ricordato la lunga evoluzione temporale dello “stato normativo”, le varie ordinanze, decreti del commissario delegato alla ricostruzione e circolari della struttura tecnica di missione, spesso su pressione degli stessi ordini professionali, ecco stilata una lunga serie di “criticita’”. Ben diciassette, portate all’attenzione del presidente della regione con la richiesta di un incontro urgente “per consentire ai professionisti di presentare i relativi progetti e alle imprese di avviare immediatamente i cantieri per favorire il più sollecito rientro dei cittadini negli edifici”.
E se Chiodi non ritiene più accettabile, dopo quasi due anni dal sisma, “il continuo rinvio a successivi approfondimenti, molti dei quali risolvibili nell’ambito delle competenze e della professionalita’ dei tecnici e delle imprese”, i professionisti rilevano che “gli approfondimenti sono necessari per un quadro normativo di riferimento che lascia spazi di interpretazione, in quanto i Professionisti e le Imprese chiedono certezze nei rapporti con le Istituzioni ed i cittadini”.
“Di certo”, prosegue la lettera “non siamo noi che stiamo bloccando la ricostruzione. A solo titolo di esempio Le evidenziamo che Lei ha emanato gli ultimi decreti in febbraio, e quindi come si sarebbe potuta rispettare la scadenza del 31 dicembre 2010? (ndr, penultima proroga per la presentazione delle domande)”
Rinnovando la completa disponibilita’ a risolvere i problemi in essere, i professionisti indicano inoltre come, riguardo la ricostruzione pesante, si sarebbero “aspettati atti normativi per la sostituzione di quasi tutta l’edilizia presente per adeguarla al 100% rispetto all’attuale corpo normativo delle NTC 2008 (ndr Norme Tecniche per le Costruzioni, in vigore dal 1 luglio 2009 dopo il ritiro della proroga al 30 Giugno 2010, a seguito del sisma del 6 aprile 2009)”.
LA LISTA DELLE CRITICITA’
1. Condivisione di prezzi specifici per la ricostruzione;
2. Determinazione degli oneri conseguenti alla rimozione delle opere provvisionali – puntellamenti ed i relativi oneri per la sicurezza, propedeutici alle lavorazioni di ristrutturazione, da computare in aggiunta al contributo concesso;
3. Risulta necessario l’inserimento delle superfici del vano scala su ogni livello dell’edificio e dei muri interni, per la determinazione delle superfici inerenti le abitazioni classificate con esito di agibilita’ “E”soggette al Decreto n.27 del 02 Dicembre 2010;
4. Il calcolo delle superfici dei sottotetti con H≤ 2.40 adibite a pertinenza diretta o indiretta dell’abitazione o di parti condominiali, raggiungibili quindi da scala condominiale e/o da qualsiasi tipo di scala interna all’abitazione, gia’ definito nel tavolo tecnico ed inserito nel foglio di calcolo pubblicato dalla STM, va ratificato con atto formale;
5. Il calcolo del contributo derivante dal decreto n.27 risulta particolarmente penalizzante per determinate tipologie abitative: ville singole, ville bifamiliari e piccoli edifici;
6. E’ necessario specificare per le abitazioni diverse dalla principale quali sono i lavori riconosciuti in caso di ristrutturazione e di sostituzione edilizia;
7. Specificare che la riparazione delle parti comuni di abitazioni principali di un unico proprietario e’ finanziabile;
8. E’ necessaria la rivisitazione del decreto n. 45/11 con riguardo agli elementi caratterizzanti gli edifici di pregio in relazione alla tipologia edilizia presente nei comuni del cratere. La richiesta di riconoscimento del pregio va definita prima della redazione del progetto;
9. Porre a chiarimento che il contributo per il risparmio energetico e’ attribuito anche agli edifici classificati E ricondotti a “super B” secondo l’OPCM 3779/09 con l’eventuale produzione di titolo abilitativo limitatamente alla sola parte energetica, e alla conseguente rimodulazione dei tempi della presentazione della domanda (60 gg.) previsti dal decreto n.44/11;
10. Normare le situazioni di eccezionalita’ ed imprevedibilita’ che possono presentarsi durante la realizzazione dell’opera;
11. Regolamentare le varianti in corso d’opera e/o di assestamento che non alterino l’importo contrattuale e la certificabilita’ complessiva dell’edificio;
12. Previsione di uno specifico contributo per l’adeguamento degli edifici alla vigente normativa per l’abbattimento delle barriere architettoniche;
13. Attivazione dello sportello unico in tutti i comuni del cratere in forma singola o per area omogenea. All’atto della presentazione della pratica deve essere indicato il responsabile del procedimento;
14. Modifica del decreto n. 3 per l’estensione agli immobili classificati E ricadenti nei centri storici, aventi caratteristiche e possibilita’ di interventi immediati di ricostruzione, di quanto previsto nello stesso decreto per gli edifici B e C;
15. Ai fini dell’adeguamento sismico degli edifici e’ opportuna l’eliminazione delle soglie massime di euro 400 ed euro 600 al metro quadrato, per garantire un miglior livello di sicurezza degli edifici, pur rimanendo all’interno del limite di costo;
16. Inserimento tra le somme a disposizione nel quadro economico degli eventuali oneri per l’occupazione del suolo pubblico, dei diritti di segreteria, e per la rimozione delle reti pubbliche presenti sulle facciate degli edifici;
17. Individuazione di un congruo compenso per la cernita del materiale e del trasporto presso gli appositi cassoni (OPCM 3923/11), da escludere dal calcolo del limite di convenienza.