Etna: ripresa l’attivita’ eruttiva, divieto di accesso al vulcano ad alta quota

CONDIVIDI

Aggiornamento al 9 luglio della Protezione Civile, dati INGV
Dall’8 luglio è ripresa l’attivita’ eruttiva dell’Etna. Ricordiamo che il Prefetto di Catania con l’ordinanza del 23 maggio aveva prorogato fino al 27 luglio 2011 il divieto assoluto di accedere al vulcano oltre quota 2920 metri (in prossimita’ della Torre del Filosofo), sia sul versante nord che sul versante sud.
Pubblichiamo alcuni dati forniti dalla sezione di Catania dell’Ingv-Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e dal Centro Funzionale Centrale – Settore Rischio Vulcanico del Dipartimento della Protezione Civile.
La sezione di Catania dell’Ingv ha registrato nella giornata dell’8 luglio un graduale incremento del tremore e dell’attivita’ stromboliana dalla bocca alla base del cratere di sud-est dell’Etna. Nella serata l’attivita’ sembrava essersi normalizzata su livelli contenuti.
Dalle 9.45 del 9 luglio si è registrato un nuovo incremento del tremore vulcanico e dell’attivita’ stromboliana sempre dallo stesso cratere. Alle 13 è iniziata una modesta emissione di ceneri e il Centro Funzionale Centrale – Settore Rischio Vulcanico del Dipartimento della Protezione Civile ha emesso un avviso di criticita’ moderata per l’area sommitale.
Alle 14.15 l’attivita’ stromboliana è evoluta in vere e proprie fontane di lava che si sono innalzate per qualche centinaio di metri al di sopra della bocca eruttiva. Contemporaneamente si è sviluppata una colata lavica in direzione della desertica Valle del Bove e l’emissione di ceneri ha assunto caratteristiche più rilevanti, con dispersione del materiale piroclastico verso sud-est, come previsto dalle mappe previsionali delle aree potenzialmente interessate da dispersioni di ceneri in caso di attivita’ eruttiva. Le mappe sono prodotte quotidianamente dal Centro Funzionale Rischio Vulcanico del Dipartimento, sviluppate con il concorso dell’Arpa Sim Emilia Romagna- Agenzia Regionale Prevenzione e Ambiente della Regione Emilia-Romagna, Servizio Idro-Meteo-Clima e dell’Ingv e messe a disposizione della autorita’ aeronautiche.
Il Centro Funzionale Centrale – Settore Rischio Vulcanico del Dipartimento della Protezione Civile ha emesso un nuovo avviso di criticita’ elevata per l’area sommitale e ordinaria per le aree del medio versante, pedemontana e urbana, per la possibile caduta di ceneri sul territorio.
Le autorita’ locali e le autorita’ aeronautiche sono state immediatamente allertate del fenomeno, per supportarli nelle decisioni e sulle misure da adottare per garantire la sicurezza del traffico aereo.
Alle 19.00 del 9 luglio lo scalo di Fontanarossa risulta chiuso per inagibilita’ della pista di volo a causa della ricaduta di ceneri vulcaniche. Per informazioni sul traffico aereo si consiglia di consultare i siti istituzionali dell’Aeroporto di Fontanarossa, dell’Enac-Ente Nazionale per l’Aviazione Civile e dell’Enav-Ente Nazionale per l’assistenza al volo.
Attualmente l’attivita’ sembra in netta diminuzione, anche se non è possibile escludere una rapida ripresa del fenomeno. Si ha notizia della ricaduta di ceneri nei comuni di Linguaglossa, Mascalucia e Gravina.
Il Centro funzionale continua nell’attivita’ di sorveglianza del fenomeno attraverso i propri centri di competenza Ingv di Catania e Universita’ di Firenze e attraverso le strutture operative del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza e del Corpo Forestale della Regione Siciliana.