Ancora latitante un osservatorio della Regione sulla Ricostruzione
Fra i principali artefici della Ricostruzione, in alcuni casi fra gli imputati di crolli a seguito del terremoto, spesso accusati di aver accumulato pratiche su pratiche senza averne le capacità e professionalità per una gestione efficace. Sono i cosiddetti professionisti della ricostruzione, Ingegneri in prima linea (732), a seguire Architetti (192) e Geometri (143), anche se questi ultimi assumono un ruolo spesso di primo piano nei comuni minori, al di fuori di quest’analisi.
Ma prima delle tabelle, è necessaria una considerazione relativa al sito del commissario delegato alla ricostruzione, Gianni Chiodi (www.commissarioperlaricostruzione.it).
Più volte è stato fatto notare come sarebbe stato utile un vero Osservatorio dedicato alla Ricostruzione, che come fatto dalla Regione Umbria (www.osservatorioricostruzione.regione.umbria.it) fosse in grado di seguire nel tempo i vari stadi della ricostruzione, gli investimenti, i lavori ultimati o ancora in corso, i professionisti impegnati e i lavori completati da ciascun tecnico, e via dicendo.
Di tutto questo, nel sito del commissario delegato, poco o niente, tarato come è stato sin dall’inizio ad immagine e somiglianza di Gianni Chiodi e volto più alla pubblicazione di comunicati stampa su quanto fatto dal commissario, quanto non fatto dagli altri o per la semplice pubblicazione di notizie positive relative alla ricostruzione. E infatti non è un caso il nome del sito. Ma non è questo, o non solo questo, di cui si avrebbe bisogno.
In parallelo, eccetto rare eccezioni come i report settimanali della SGE, un insieme di dati e documenti poco o per niente aggregati, che niente hanno a che fare con la trasparenza che dovrebbero fornire, come potrebbe capire chiunque cerchi di tirarne fuori qualche indicazione utile e immediata. Se è importante sapere, come il sito non manca di ricordare, i fondi ancora disponibili, servirebbe anche un’indicazione costante dello stato della ricostruzione, obbligando i professionisti a fornire quantomeno mensilmente lo stato di aggiornamento dei lavori, per tutti i comuni del cratere. Fra tanti consulenti ben pagati alla corte del commissario, è probabile ve ne sia qualcuno in grado di avviare un costante monitoraggio della ricostruzione, con dati efficacemente aggregati per una rapida comprensione degli stessi.
Riguardo il sito del Comune dell’Aquila, che potrebbe avviare in autonomia attività similari per il solo capoluogo, meglio tralasciare per il momento, sarebbe come sparare sulla croce rossa.
LE CLASSIFICHE DEI PROFESSIONISTI: relative ai dati del capoluogo, edifici B,C,E e dati aggiornati al 22 settembre 2011, per un’analisi completa degli stessi sarebbero necessari alcuni dati non disponibili: lo stato dei lavori in corso, come si indicava, non essendo al momento completata nemmeno la fase della ricostruzione leggera (al 23 settembre sono ancora senza contributo definivo 352 fra pratiche B e C). Per le E, alla stessa data, sono 1295 i contributi definitivi del comune, a fronte di 7576 domande pervenute a Fintecna e 2504 con esito positivo da parte Cineas. Difficile anche avere a disposizione il numero di tecnici impegnati negli studi professionali associati ai nominativi che compaiono nelle domande, che potrebbero dare indicazioni sull’effettiva capacità di smaltimento delle pratiche accaparrate.
Le tabelle inserite sono tre. La prima relativa al numero di condomini in gestione (“parti comuni”), la seconda considera il numero complessivo di pratiche presentate, mentre la terza valuta l’importo dei contributi richiesti. Per quelli ammessi sono ancora troppe le pratiche senza contributo definitivo.
I primi 20 in classifica si aggiudicano il 20% delle pratiche condominiali, il 22% del totale e il 30% dei contributi richiesti. Valori che salgono rispettivamente al 37%, 39% e 50% allargando l’analisi ai primi 50 in classifica.



di Patrizio Trapasso
(ilCapoluogo.it)























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