TERREMOTO: VALENSISE (INGV), SCOSSA DI MAGNITUDO 3.6 REPLICA DEL 6 APRILE 2009

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L’Aquila, 31 ottobre 2011 – “Quello che sta accadendo non ha nulla di sorprendente, non si riesce a fermarli, la benzina e’ finita ma sui bordi della faglia di rottura, quella del 6 aprile, c’e’ ancora movimento“.

E’ questa l’analisi del sismologo e ricercatore Gianluca Valensise, dirigente di ricerca dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) il giorno dopo la scossa di magnitudo 3.6 che domenica pomeriggio ha riportato di nuovo ansia e paura in citta’.
Il sisma, il cui epicentro e’ stato localizzato tra i comuni di Lucoli e Tornimparte, e’ stato nettamente distinto anche in tutta la zona Ovest del capoluogo e anche nella periferia Est, rovinando la domenica pomeriggio di molti aquilani.

Per l’esperto:  “Non ci aspettiamo eventi piu’ forti. La scossa di domenica – ha continuato – e’ la sorella di tutte le altre che fino ad oggi sono state registrate all’Aquila. Sono repliche del sisma del 6 aprile del 2009, se la sismicita’ si sposta nella parte nord-ovest e sud ovest, ovvero verso Rieti oppure verso Sulmona, non c’e’ niente da fare. Ai margini della faglia del 6 aprile, nella parte nord e piu’ profonda ci sono dei movimenti”.