TERREMOTO: INCHIESTA APPALTI, PROCURA CONFERMA LETTERA DI GIANNI LETTA

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L’Aquila, 6 dicembre 2011 – La Procura distrettuale antimafia dell’Aquila riapre il caso della cosiddetta “cricca” sugli appalti per il terremoto. Un’inchiesta che ruota attorno ad una lettera firmata da Gianni Letta, ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei Ministri con il Governo Berlusconi.

Venti righe su carta intestata del sottosegretario per favorire un gruppo di imprenditori negli affari post-terremoto sui quali c’e’ stato non molto tempo fa il proscioglimento da parte del Gup del Tribunale dell’Aquila, Giuseppe Romano Gargarella, perche’ il fatto non sussiste, del coordinatore nazionale del Pdl, il parlamentare Denis Verdini, e del suo amico, l’imprenditore Riccardo Fusi, presidente del colosso Btp. Per entrambi era stato chiesto il rinvio a giudizio con l’accusa di tentativo di abuso d’ufficio. La notizia della lettera dell’ex sottosegretario e’ stata confermata stamane in ambienti della Procura.

Il sostituto procuratore Stefano Gallo che ha presentato ricorso in Cassazione, ha aperto nei giorni scorsi una nuova inchiesta che vede al centro delle indagini, appunto, la lettera dell’ex sottosegretario, l’abruzzese Gianni Letta, all’allora capo della Protezione civile nazionale, Guido Bertolaso, anch’egli ex sottosegretario, inviata nel periodo della emergenza seguita al terremoto del 6 aprile 2009. Il nuovo documento, in realta’, era stato gia’ depositato all’udienza per la vicenda Verdini e Fusi, ma il giudice Gargarella aveva derubricato il documento come prova di “mera raccomandazione”.

Per la procura dell’Aquila invece e’ la dimostrazione del tentato condizionamento di alcuni appalti post-terremoto. Per i magistrati infatti, seppure la missiva pare sia arrivata in procura in forma anonima, sarebbe “vera”. Gli inquirenti al riguardo hanno gia’ eseguito una perizia sulla grafia dello scritto ed e’ risultata chiaramente riconducibile a Letta. La procura ha in mano anche molti altri documenti. Tra questi, un’altra lettera, questa volta inviata da Verdini (attraverso la mail del credito fiorentino) a Letta e datata 22 maggio del 2009. (AGI)