TERREMOTO: ECCO LA PRIMA MAPPA IN 3D DELLA ROTTURA DI UNA FAGLIA

Una mappa in 3D ottenuta con una tecnologia di osservazione radar dall’aereo prima e dopo un terremoto aiuta a capire dove avviene esattamente la rottura delle faglie. Questi dati, confrontati con quelli storici, possono aiutare a capire la dinamica dei terremoti.

Il risultato, annunciato su Science, è frutto di un lavoro internazionale coordinato dal geologo americano Michael Oskin, dell’universita’ della California a Davis che ha sperimentato la tecnica sul terremoto avvenuto in Messico nel 2010.

I ricercatori hanno sorvolato l’area che circonda l’epicentro del terremoto di magnitudo 7,2 avvenuto nel nord del Messico, a El Mayor-Cucapah nel 2010, e l’hanno osservata con una tecnica chiamata Lidar (light detection and ranging), che invia un flusso di impulsi laser a terra.

Facendo la scansione di circa 225 chilometri quadrati, e’ stato scoperto che il terremoto ha prodotto una frattura in piu’ punti della faglia lunga 120 chilometri nella Baja California.

Identificare i punti precisi dove sono avvenute le deformazioni e le fratture della faglia è stato possibile perché il terreno era stato analizzato anche prima con la stessa tecnica, nel 2006.

Secondo Oskin questo tipo di analisi post-terremoto delle rotture e deformazioni causate dai terremoti dovrebbe integrare le moderne reti dei sismologici per aiutare gli esperti a comprendere meglio le dinamiche associate ai terremoti.

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