TERREMOTO, ORDINANZA DI MONTI: VIGILI DEL FUOCO IN STATO DI AGITAZIONE

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L’Aquila, 26 marzo 2012 – Le organizzazioni sindacali dei Vigili del Fuoco dell’aquila, Conapo, Cgil, Cisl, Uil, Confsal e Usb, hanno proclamato lo stato di agitazione in seguito alla loro esclusione dalla recente ordinanza (OPCM 4013/2012) emanata dal Governo.

I Vigili del Fuoco sottolineano che le criticità da loro denunciate non sono state colmate con l’OPCM 4014/2012 emanata in data odierna.
I sindacalisti annunciano che con successivo comunicato stampa spiegheranno dettagliatamente i motivi che risiedono alla base delle loro rivendicazioni.
Di seguito la nota di proclamazione dello stato di agitazione:

Le scriventi Segreterie Territoriali del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di L’Aquila, con grande stupore, hanno appreso i contenuti dell’OPCM n. 4013 del 23 marzo 2012 contenente “Misure urgenti per la semplificazione, il rigore nonché per il superamento dell’emergenza determinatasi nella regione Abruzzo a seguito del sisma del giorno 6 aprile 2009”.
Nei 28 articoli che la compongono, infatti, non vi è cenno alcuno a provvedimenti in favore del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco che, come noto, sta garantendo i servizi post emergenziali alla popolazione colpita dal sisma, grazie al contingente di 74 unità di personale inviate, temporaneamente, al Comando Provinciale di L’Aquila.

Appare quantomeno singolare che nella bozza dell’OPCM in oggetto indicata, diramata da alcuni organi di stampa appena qualche giorno fa, è ricompreso l’art. 17 (Proroga Vigili del Fuoco) di cui, incomprensibilmente, non vi è alcuna traccia nella stesura finale, con conseguente disparità di trattamento rispetto agli altri corpi che, invece, hanno ottenuto la proroga. Ciò nonostante l’impegno sempre profuso dai Vigili del Fuoco durante tutto il periodo post sisma, non è mai venuto meno e sarà ancora necessario.

Si auspica fortemente che, a giustificazione di tale ripensamento, non si invochino questioni legate a presunte ristrettezze di natura economica dato che, nella bozza di cui sopra, era già prevista la copertura finanziaria pari ad euro 6.189.894,00.
Vale la pena ricordare che il personale in missione a L’Aquila, nel potenziare l’organico del locale Comando, espleta numerosi compiti che vanno dall’accompagnamento dei residenti nel cratere sismico, presso le abitazioni inagibili ai sensi dell’Ordinanza Sindacale dell’8 aprile 2009, tutt’ora in vigore, alle operazioni di rimozione e trasporto macerie così come previsto dall’OPCM 3923/2011. Detto personale consente, altresì, di far fronte alle numerose richieste di soccorso tecnico urgente sensibilmente aumentate rispetto al periodo ante sisma.

Con queste premesse c’è da temere seriamente per le sorti del Comando Provinciale di L’Aquila e, soprattutto, per le conseguenze che si ripercuoteranno inevitabilmente sulla popolazione del cratere sismico che continua a necessitare del supporto del C.N.VV.F. e delle attività da esso garantite.
Innumerevoli volte, in ogni sede, queste OO.SS. hanno chiesto il potenziamento, in via definitiva, dell’organico del Comando di L’Aquila, tramite una riclassificazione dello stesso; richieste che, puntualmente, sono rimaste disattese, al pari delle reiterate richieste di una mobilità straordinaria che potesse, in qualche modo, supportare il Comando di L’Aquila a fronteggiare la fase post emergenziale in corso.

Per tutto quanto sopra esposto e considerato, le scriventi OO.SS. chiedono che questa amministrazione VV.F. si attivi con l’urgenza che il caso richiede, al fine di prorogare le missioni del contingente attualmente in servizio presso il Comando di L’Aquila, in attesa di un auspicabile provvedimento definitivo di riclassificazione e potenziamento degli organici, non più rinviabile, ed al rientro presso lo stesso del personale ancora in servizio fuori sede. Provvedimenti che rappresentano, è utile ribadirlo, solo un tampone ai reali problemi rappresentati.

In mancanza di quanto nella presente richiesto, le scriventi preannunciano l’intenzione di indire lo sciopero provinciale non escludendo immediate e più incisive forme di protesta.