Modena, 29 maggio 2012 – Alle 9 del mattino una nuova fortissima scossa di terremoto è stata avvertita in Emilia e in tutto il Nord Italia – Bologna, Ravenna, Ferrara, ma anche in Lombardia, Veneto, Trentino, Toscana e persino Friuli Venezia Giulia. Magnitudo 5.8, epicentro nel Modenese. Nuova scossa, molto lunga ma meno intensa, alle 10.27. In tutte le zone dove il sisma è stato avvertito evacuazione di scuole, uffici e negozi.
In provincia di Modena i morti accertati sono nove.
Si tratta di 3 operai morti a San Felice sul Panaro nel crollo di un capannone industriale, stessa sorte per 2 persone morte a Mirandola.
Altre due persone sono morte per il crollo della loro abitazione, rispettivamente, a Concordia e a Finale Emilia. Un’ottava persona, il parroco di Rovereto sul Secchia, è deceduto, ma non è ancora chiaro se sia stata stroncata da un malore o dalle conseguenze di qualche cedimento.
Una donna è morta a Cavezzo, sepolta dalle macerie del Mobilificio Malavasi. Ci sarebbero anche dei feriti. Feriti anche nel Piacentino, nel Mantovano e in provincia di Rovigo.
Sciame sismico. Nell’arco di 80 minuti sono avvenute nel modenese quattro forti scosse di terremoto di magnitudo superiore a 4, l’ultima delle quali, di magnitudo 4,7, è stata registrata alle 10,27.
Mirandola, crollano le chiese. Secondo quanto riferiscono alcuni soccorritori a Mirandola, nel Modenese, sarebbero crollati il duomo e la chiesa di San Francesco.
Crevalcore, danni al castello. Ha subito crolli il Castello di Ronchi, frazione di Crevalcore. L’area attorno all’edificio già compromesso era da giorni transennata e isolata, per ragioni di sicurezza. Sono caduti anche diversi pezzi di cornicione dai palazzi del centro storico.
Paura a Bologna. A Bologna popolazione in allarme, ma a quanto risulta alle 11 né feriti né crolli: molti sono scesi in strada appena avvertita la scossa, che è stata prolungata e che è stata del tutto simile, come intensità, a quella della notte del 20 maggio (allora la magnitudo fu di 5.9). Evacuato l’ospedale di Modena. Crolli nei comuni già colpiti dal terremoto. Nella notte altre cinque scosse, la più intensa di magnitudo 2.8.
Scuole evacuate a Bologna. L’assessore Luca Rizzo Nervo riferisce che sono stati evacuati tutti i plessi scolastici di Bologna pur mantenendo i servizi educativi. Questo significa che i bambini e i ragazzi si trovano in campi o nei cortili vicini agli istituti, in luoghi sicuri, sorvegliati da docenti e maestre, in attesa che i genitori li vadano a prendere. Per quanto riguarda le lezioni di domani, prima di ogni decisione sono necessarie verifiche strutturali; le stesse verifiche strutturali che saranno svolte all’Istituto storico Parri di via Sant’Isaia chiuso dopo il terremoto. In piazza Maggiore dipendenti di alcuni uffici usciti in attesa di verifiche; al Sant’Orsola attivata l’unità di crisi in attesa di notizie dagli altri ospedali della regione (ma per ora nessun trasferimento di feriti da altri ospedali).
























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