ECONOMIA ABRUZZO: CRESA, INDICATORI IN FLESSIONE, PREVISIONI NEGATIVE

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L’Aquila, 15 giugno 2012 – I dati dell’indagine del Cresa (Centro regionale di studio e ricerca economico sociali delle Camere di Commercio d’Abruzzo), che ha coinvolto 419 imprese manifatturiere con almeno 10 addetti, indicano ”il permanere di una situazione strutturale di criticita’, con la flessione su base annua di tutti gli indicatori, che nel periodo in esame (primo trimestre 2012) si e’ aggravata per il sopraggiungere di un calo della domanda interna”.

Il Cresa fa’ sapere che dopo una prima meta’ del 2011 caratterizzata da incrementi congiunturali, seguita da un secondo semestre in calo, i risultati su base trimestrale non sono incoraggianti: di segno negativo le variazioni di produzione (-3,5%); fatturato (-5,6%) e ordini interni (-6,2%).

Moderatamente positive quelle che interessano i rapporti con l’estero (export: +1,3%; ordini +1,7). Stabile l’occupazione.

Dalla ricerca si evince che la crescita su base annua, che, anche se a ritmo via via decrescente, ha caratterizzato il 2011, si interrompe.

Contrazioni intorno al 5% fanno registrare produzione e ordini interni, intorno al 3% fatturato e occupazione. Meno rilevanti le flessioni delle performance sui mercati internazionali (fatturato estero -2,0%; ordini esteri -1,9%).

Bene il settore chimico-farmacuetico; in difficolta’ quelli del legno e mobili, delle lavorazioni di minerali non metalliferi, della metalmeccanica e dei mezzi di trasporto.

Le piccole imprese (10-49 addetti) sono quelle che mostrano le migliori variazioni dei livelli occupazionali: nel confronto con il trimestre precedente sono l’unica classe dimensionale che fa’ registrare un incremento (+1,1%) e, rispetto al periodo gennaio-marzo 2011, il decremento di minore intensita’ (-1,6%). Nelle medie imprese (da 50 a 249 addetti) l’export si riduce su base trimestrale ed aumenta lievemente su base annua; gli ordini esteri fanno rilevare variazioni congiunturali positive e tendenziali negative.

Le grandi imprese (oltre 250 addetti) mostrano diffuse contrazioni le quali, soprattutto a livello congiunturale, sono generalmente meno intense della media del settore manifatturiero regionale. Rispetto al trimestre precedente migliorano le proprie prestazioni sui mercati internazionali e, rispetto al periodo gennaio-marzo 2011, accrescono il portafoglio ordini interni.

A livello territoriale, il sistema manifatturiero della provincia di Chieti presenta decisi segnali di difficolta’, chiaramente riconducibili alle incertezze provenienti dai mercati esteri. Le previsioni a sei mesi sono negative, ma generalmente meno pessimistiche della media delle imprese abruzzesi. L’industria della provincia dell’Aquila mostra un buon andamento sui mercati internazionali. Nel confronto con il trimestre precedente aumenta livelli produttivi e occupazionali.

Rispetto al primo trimestre del 2011 presenta contrazioni superiori alla media regionale di produzione, fatturato, ordini interni e occupazione. Se si escludono gli ordini esteri, le aspettative per i prossimi sei mesi sono fortemente negative. Il sistema manifatturiero pescarese ha un andamento congiunturale migliore di quello regionale con incrementi interessanti di export e ordini esteri. Rispetto al primo trimestre del 2011 e’ in crescita il portafoglio ordini esteri. In calo l’occupazione su base trimestrale e, soprattutto, annua.

Le aspettative a sei mesi su produzione, fatturato e ordini interni sono meno pessimistiche della media, quelle sugli ordini esteri ottimistiche. La provincia di Teramo fa registrare diffuse contrazioni congiunturali superiori a quelle medie regionali. In lieve crescita l’occupazione su base trimestrale. Rispetto al primo trimestre 2011 si osserva un andamento meno negativo con contrazioni piu’ lievi della media regionale e una lieve crescita del portafoglio ordini esteri. Le aspettative per i prossimi sei mesi sono pessimistiche e peggiori della media regionale.