RAPPORTO SULLA SICUREZZA DELLE SCUOLE: QUELLE ITALIANE NON SONO SICURE

Scuola Elementare di San Giuliano di Puglia

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“La sicurezza delle nostre scuole è ancora un traguardo lontano”. Questo, in sintesi, ciò che emerge dal X Rapporto sulla sicurezza qualità e comfort degli edifici scolastici dell’associazione Cittadinanzattiva. Un’indagine su 111 edifici scolastici di 10 regioni: Campania, Calabria, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia e Umbria.

Per questo motivo Wired sta portando avanti un’ inchiesta sui controlli sismici nelle scuole.

Lo scopo? Mappare tutti gli edifici d’Italia entro il 31 ottobre (qui i primi risultati).

Segnalarci le informazioni sulla vostra scuola all’indirizzo school@wired.it e con l’hashtag  #scuolesicure.

Intanto, ecco i dati del rapporto di Cittadinanzattiva: su 111 scuole monitorate sono 23, quindi più di una su cinque (il 20,7%), quelle che risultano assolutamente inadeguate rispetto alle necessarie condizioni di  sicurezza. E solo il 36 per cento, cioè una su tre, raggiunge appena la sufficienza. La manutenzione degli edifici è carente nel 21 per cento dei casi e soprattutto nelle aule, dove gli studenti trascorrono la maggior parte del tempo. Inoltre solo il 24 per cento, quasi una scuola su quattro, ha la certificazione di agibilità statica. Un dato, quest’ultimo, ancora più allarmante se si pensa che il 59 per cento di queste scuole si trova in una zona a rischio sismico.

“Alla luce di questa situazione, chiediamo al Miur di rendere pubblico il reale stato dell’edilizia scolastica, per ognuno dei 42mila edifici pubblici e dei 15mila privati”, dichiara Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale di Scuola di Cittadinanzattiva“Sono 14 anni che si chiede quest’anagrafe – continua Bizzarri –  e vorremmo capire perché ancora non c’è. Che intanto almeno il ministero renda note le informazioni che ha attualmente, edificio per edificio”.

È una richiesta che Wired condivide pienamente. Siamo convinti infatti che solo con dati certi e puntuali sia possibile costruire un quadro chiaro delle reali condizioni delle nostre scuole, e che questo sia il primo passo per raggiungere quel traguardo di sicurezza che tutti desideriamo.

Sono diverse le difficoltà che si riscontrano nel processo di messa in sicurezza delle scuole. Tra le principali “la mancanza di una vera programmazione nello stanziamento dei fondi, che, oltre a essere pochi, vengono erogati senza continuità e con interventi isolati. Così – continua Bizzarri –  si impedisce la costruzione di un piano efficace a lungo termine. A questo ostacolo si aggiunge anche un farraginoso meccanismo burocratico di gestione di questi fondi e perciò invitiamo le autorità competenti a snellirne le dinamiche”.

Per ottenere informazioni sullo stato dell’edilizia scolastica, Cittadinanzattiva si è rivolta anche alla Conferenza Stato-Regioni“affinché spinga le Regioni a comunicarci i dati che hanno da Comuni e Province, che sono gli enti proprietari della maggior parte delle scuole – afferma Bizzarri – e inoltre intervenga duramente nei casi di mancata osservazione delle norme”.

Se si guarda in particolare al rischio sismico delle nostre scuole, a che punto è la conoscenza da parte dei cittadini? Una fotografia ce la offre la IV Indagine sulla Conoscenza e percezione del rischio sismico di Cittadinanzattiva. Per questa operazione hanno analizzato 2001 questionari compilati da studenti e genitori appartenenti ad alcune scuole della Campania e della Calabria. Dalle rilevazioni emerge che solo il 39 per cento degli studenti e il 42 per cento dei genitori ritiene che la scuola di appartenza sia un luogo sicuro.

A fronte di una crescente consapevolezza dei comportamenti corretti da tenere in caso di terremoto, complice l’aumento delle prove di evacuazione fatte nelle scuole, è ancora scarsa una conoscenza del territorio. Infatti il 77 per cento dei ragazzi e il 74 per cento dei genitori non conosce la classificazione sismica della zona in cui si trova la scuola che frequenta.

Cittadinanzattiva è una delle diverse associazioni che in questi anni hanno promosso una cultura della sicurezza e che tendono a far crescere il grado di consapevolezza dei rischi a cui sono esposti le scuole. In questo modo i cittadini entrano in possesso di strumenti con i quali essere attivi nell’affrontare la questione, sia con un’opera di monitoraggio continuo, sia partecipando alla richiesta di rispetto delle norme da parte delle istituzioni.

di Isabella Buono, da Wired.it

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