Gli effetti del terremoto in Emilia, a quattro mesi dalle prime scosse, continuano a farsi sentire sulla popolazione: da quel 29 maggio si registra un aumento del 30 per cento nel consumo di psicofarmaci, a cui si aggiunge un +15 per cento di demenze negli anziani, ancora sotto shock per il sisma. E’ l’allarme lanciato da Nunzio Borelli, medico di famiglia proprio a Mirandola, epicentro del terremoto, che traccia un quadro della situazione durante il congresso Fimmg a Villasimius.
“A differenza dell’Aquila – spiega Borelli – a essere crollate non sono tanto le case, quanto le aziende: abbiamo 17mila cassaintegrati, molta gente ha perso tutto, e comprensibilmente va nel panico. Questo spiega il boom di psicofarmaci in tutte le fasce di eta’, non solo negli anziani”.
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Anziani che invece hanno subito il contraccolpo perdendo facolta’ cognitive, in casi gia’ di pre-demenza: “Abbiamo il 15 per cento in piu’ di demenze – spiega il medico – dovute proprio all’aggravarsi della situazione psicologica di questi anziani, molti dei quali non hanno piu’ un tetto: ci sono 500 anziani fuori casa, tra quelli che hanno perso la loro abitazione e quelli che non hanno piu’ la casa di riposo dove risiedevano. Ora sono tutti negli alberghi sulla costa”. IN ZONE COLPITE 60% MEDICI ANCORA IN CONTAINER – Nelle zone maggiormente colpite dal terremoto in Emilia 6 medici di famiglia su 10 sono costretti ancora a ricevere e curare i pazienti nei container. Questo significa che per 60mila persone circa la visita medica si svolge in condizioni precarie e non in uno studio medico, malgrado i container siano attrezzati ovviamente per ogni esigenza. |
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Sono i dati forniti da Nunzio Borelli, medico di famiglia a Mirandola, durante il congresso Fimmg a Villasimius. Le condizioni dei medici, spiega Borelli, “sono quanto mai drammatiche: non sappiamo quando potremo rientrare nei nostri studi, visto che sono quasi tutti classificati di classe E, cioe’ il massimo grado di inagibilita’”. Problemi anche per gli ospedali: “Abbiamo perso 700 posti letto tra Finale, Mirandola, Carpi e il policlinico di Modena. E sono i reparti piu’ importanti: cardiologia, chirurgia, ostetricia…”. Tutti i degenti presenti e futuri sono spostati per ora a Sassuolo.
(fonte: affaritaliani.libero.it)
























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