11 dicembre 2012 – Circa 30 morti l’anno e tante distorsioni, contusioni, lussazioni e fratture: questo il ‘bollettino di guerra’ che ogni anno si registra sulle nostre piste da sci.
Se i decessi sono riconducibili a malori, gli infortuni più frequenti a cui vanno incontri gli sciatori e gli appassionati dello snowboard sono spesso causati da un atteggiamento spericolato e indisciplinato sulle piste, soprattutto da parte dei maschi.
E’ la fotografia scattata da un rapporto dell’Istituto superiore di sanità sugli incidenti sulle piste da sci, le lesioni e la mortalità, pubblicato sul sito web dell’Istituto. A perdere la vita sulle piste sono soprattutto i maschi. “Ciò potrebbe sottendere – spiegano gli esperti dell’Iss – un atteggiamento più spavaldo degli uomini che molto più spesso delle donne tendono a superare il limite, assumendo condotte eccessivamente a rischio”.
I decessi – “circa una trentina”, secondo l’Iss – sono per la maggior parte riconducibili a malori. Più difficile quantificare il numero degli infortuni. “Il più delle volte – riferisce l’Iss – l’incidente provoca una distorsione (42%) o una contusione (18%), nel 13% dei casi se ne esce con qualche frattura, nell’8% con ferite di vario genere e in un altro 8% il risultato è una lussazione”.Solamente in 1 caso su 4 l’infortunato, dopo essere stato soccorso e medicato, viene mandato a casa.
Nella maggioranza dei casi (circa il 70%) c’è bisogno di ulteriori accertamenti medici e infatti si finisce al pronto soccorso o in un ambulatorio. Le lesioni si differenziano a seconda dell’attrezzo utilizzato, che sia lo snowboard o gli sci.
Le distorsioni sembrano essere la vera ‘dannazione’ degli sciatori: compaiono come diagnosi nello sci con una frequenza doppia rispetto a quanto fanno nel caso dello snowboard (36% contro il 18%). La frattura è invece l’infortunio più frequente che capita agli amanti dello snowboard: è riportata nel 24% dei casi mentre negli incidenti con gli sci la frattura viene diagnosticata solo nel 12% dei casi.Sia nello sci che nello snowboard circa 1 incidente su 7 ha come conseguenza un trauma al cranio o al viso.
“Al riguardo – spiega l’Iss – va osservato che la legge ‘Norme in materia di sicurezza nella pratica degli sport invernali da discesa e da fondo’ approvata nel 2003 sancisce l’obbligo di indossare il casco per tutti i ragazzi al di sotto dei 14 anni”. Anche se gli adulti sono esentati dall’obbligo del casco, va rimarcato come l’uso del casco sia comunque una buona prassi a prescindere dall’età, in quanto la gran parte degli incidenti che come conseguenza hanno una lesione cranica o al volto si concentra tra i 15 e i 29 anni, età dove si verifica circa 1/3 del totale dei traumi cranici (51,2% contro il 18,3% degli infortuni cranio-facciali che accadono nella classe di età da 0 a 14 anni, ove accade circa il 15% degli infortuni).
(Adnkronos)
























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