STUPRO A PIZZOLI, CONDANNATO TUCCIA: 8 ANNI, LE REAZIONI

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tucciaL’Aquila, 31 gennaio 2013 – Otto anni di reclusione per violenza sessuale, con le attenuanti generiche. E’ questa la pena inflitta dal tribunale dell’Aquila a Francesco Tuccia, il ventiduenne di Montafredane (Avellino) accusato dello stupro di una studentessa universitaria di Tivoli di 21 anni.

La giovane, presente in aula dove c’era anche l’imputao, riporto’ ferite lacero contuse guaribili in 40 giorni. Il fatto accadde fuori la discoteca “Guernica” di Pizzoli (L’Aquila) la notte tra l’11 e il 12 febbraio dell’anno scorso. Dopo una brutale violenza la giovane fu lasciata esanime e insanguinata in mezzo alla neve del piazzale del locale e fu salvata dall’intervento di Pino Galli, uno degli addetti alla sicurezza, che dopo averla soccorsa, allerto’ il 118.

“E’ stata un’operazione di violenza inaudita”, aveva detto stamane nel corso della requisitoria, durata circa un’ora e mezzo, il pm David Mancini, nel ricostruire lo stupro. L’accusa aveva chiesto 14 anni di reclusione per violenza sessuale e tentato omicidio. Ritenuto colpevole dell’accaduto, Tuccia fu arrestato alcuni giorni dopo e rinchiuso nel carcere di Teramo, nella stessa cella di Salvatore Parolisi, condannato all’ergastolo per l’omicidio della moglie Melania Rea. Successivamente, e tra numerose polemiche, per lui furono disposti i domiciliari. All’epoca dei fatti Tuccia era un militare del 33/Esimo reggimento artiglieria terrestre “Acqui”. Il tribunale era composto da Giuseppe Grieco presidente, Italo Radoccia e Carla Ciofani giudici a latere.

Il Tribunale ha condannato Tuccia anche alla pena accessoria dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici e a quella dell’interdiazione legale per la durata della pena principale inflitta. I giudici, inoltre, hanno condannato l’imputato al risarcimento dei danni cagionati alle parti civili, da liquidarsi in separato giudizio. Tuccia e’ stato condannato anche al pagamento di una provvisionale di 50 mila euro in favore della parte civile (la studentessa universitaria di Tivoli) ed altri 2 mila in favore del Centro Antiviolenza per le Donne dell’Aquila. Quando il collegio ha fatto ingresso in aula Tuccia e la famiglia hanno subito abbandonato l’aula, uscendo da una porta laterale.

Dopo la lettura nessun commento da parte dei legali dell’imputato. La sentenza ha creato malumore in aula da parte delle donne appartenenti a gruppi di solidarietà femminili.


Sempre dopo la lettura del dispositivo ci sono stati anche momenti di tensione con i giornalisti, presenti anche loro alla lettura della sentenza. Per tutelare l’immagine della vittima presente in aula insieme allo stesso Tuccia, alcune donne del Centro antiviolenza dell’Aquila hanno alzato teli e giacche, fino a quando agenti della Procura non hanno invitato tutti ad uscire.

LE REAZIONI ALLA CONDANNA

“I giudici hanno preso la decisione opportunamente dagli elementi che hanno ritenuto prendere a sostegno di tale sentenza, poi ritenerla soddisfacente in certe situazioni non lo e’ mai perche’ non si puo’ ripristinare quello che e’ uno stato di fatto che non c’e’ piu’. A mia figlia comunque non verra’ restituito quello che e’ stato tolto quindi dobbiamo sempre confidare nelle istituzioni”. Lo ha detto la mamma della studentessa universtiaria di 21 anni di Tivoli (Roma), anche lei presente all’udienza con il marito. Parlando poi della possibilita’ di ricorrere in appello, sempre la madre della giovane studentessa ha concluso: “Forse emergeranno altri elementi che potranno meglio rendere il fatto avvenuto”.

“La sentenza e’ stata correttamente espressa dal collegio di questo tribunale che ha ritenuto di riconoscere Francesco Tuccia, responsabile del reato di violenza sessuale nei confronti della giovane stuprata. Non hanno ritenuto di dover addebitare il reato di tentato omicidio, bensi’ e’ stato modificato il capo di imputazione e si e’ affermata una responsabilita’ rispetto alle lesioni personali gravi”. Lo ha detto l’avvocato Simona Giannageli, legale del Centro antiviolenza dell’Aquila, commentando la sentenza di condanna per Francesco Tuccia alla pena di otto anni di reclusione. “Io credo – ha aggiunto – che questa sentenza possa e debba svolgere assolutamente la sua unica e precisa funzione: quella di aver stabilito con chiarezza le responsabilita’ e di restituire in qualche modo un minimo di giustizia alla giovane studentessa e indirettamente a tutte le donne di questo paese”.


Le sentenze non vanno commentate. Ritengo che i giudici abbiano deciso in serenita’. Ovviamente ritengo che sicuramente quella che e’ stata la sentenza che abbiamo appena sentito e’ una sentenza che comunque riconosce la gravita’ del fatto anche perche’ gli anni inflitti a Tuccia sicuramente non sono comunque una pena che puo’ essere considerata una pena irrisoria”.

Lo ha detto l’avvocato Enrico Gallinaro, legale di fiducia della studentessa universitaria di Tivoli (Roma) dopo la lettura della sentenza di condanna del giovane Franceasco Tuccia, di Montefredane (Avellino) ex militare del 33/Esimo Reggimento di artiglieria terrestre “Acqui” dell’Aquila, condannato a 8 anni di reclusione per violenza sessuale e lesioni gravi. Il pm David Mancini aveva chiesto per il giovane la condanna a 14 anni di reclusione, riconoscendo all’ex militare anche il reato di tentato omicidio.