INGV: “IN GARFAGNANA NESSUN ALLARME, MA SOLO AMPLIFICAZIONE MEDIATICA”

CONDIVIDI

sismografo_sismogramma_scossa_terremotodi Caterina Visco – 1 febbraio 2013 – Non è stato dato nessun allarme”. A specificarlo a Wired.it è il sismologo dell’Ingv Gianluca Valenzise, che definisce quanto avvenuto stanotte in Garfagnana un “fenomeno di amplificazione mediatica”. A scatenarlo una nota inviata dall’ Istituto italiano di geofisica e vulcanologia alla Protezione civile ieri mattina: una semplice comunicazione rispetto all’evoluzione della sequenza sismica iniziata il25 gennaio scorso.

“ Due volte al giorno”, ci spiega Valenzise: “ comunichiamo alla Protezione civile i dati sulla situazione. Solitamente sono comunicati molto freddi: la sequenza delle scosse e una mappaIeri, in più, c’era anche una piccola valutazione in merito a una scossa poco più forte delle altre, pari 3,3 gradi, capace quindi di essere percepita dagli abitanti della zona, diversamente dalla maggior parte delle oltre 260 già avvenute nei giorni scorsi”.

La nota, racconta il sismologo, diceva semplicemente che la scossa di 3,3 gradi delle 00:42 del 31 gennaio era spostata più a Sud rispetto alle altre ed era quindi possibile che si stesse aprendo una via in quella direzione. Nessuna previsione su tempi e intensità di futuri terremoti.

La Protezione Civile ha poi ritenuto opportuno avvertire gli enti locali e questi hanno allertato la popolazione”. La conseguenza è stata per molti una notte passata inutilmente all’aperto, dato il tenore dei tweet lanciati, per esempio, dal comune di Castelnuovo di Garfagnana.

Alla domanda se l’allarme sia stato una conseguenza della condanna ai componenti della commissione Grandi rischi in merito al terremoto che ha colpito l’ Abruzzo il 6 aprile 2009, l’esperto dell’Ingv risponde: “Lo è al 100 per cento”.


In quell’occasione, secondo il Tribunale dell’Aquila, gli esperti condannati avrebbero dato informazioni inesatte, incomplete e contraddittorie sulla pericolosità del terremoto, invitando i cittadini a non abbandonare le loro case. Ora nessuno vuole correre il rischio di essere giudicato altrettanto colpevole.

Il rischio è che i sismologi smettano di fare dichiarazioni o di studiare la situazione. Invece, per fortuna, noi siamo ancora qui in prima linea e cerchiamo di renderci utilima non possiamo prevedere quando finirà lo sciame”, conclude Valenzise. La situazioni infatti è costantemente monitorata e la prima delle due dichiarazioni quotidiane alla Protezione Civile è già stata inviata.

fonte: Wired.it

This opera is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 3.0 Unported License.