SALUTE: IL TRAFFICO FA MALE AL CUORE

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trafficoLo afferma una ricerca tedesca: inquinamento atmosferico e acustico aumentano il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari, considerate uno dei big killer dei nostri tempi.

23 maggio 2013,  di Simona Regina – Polveri sottili e rumore: clacson, frenate, rombo del motore. Sono i peggior nemici con cui ha a che fare chi vive immerso nel traffico cittadino.  A causa infatti del continuo via vai di automobili e altri mezzi di trasporto, addio quiete e aria pulita. E la salute del cuore ne risente.

Messi sul banco degli imputati dai ricercatori tedeschi del Leibniz Research Institute for Environmental Medicine, l’inquinamento atmosferico e quello acustico sono stati giudicati colpevoli. Il verdetto? Aumentano il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari, considerate uno dei big killer dei nostri tempi.

Coordinati da Barbara Hoffmann, professoressa di epidemiologia ambientale, i ricercatori hanno valutato gli effetti dell’esposizione a lungo termine al particolato fine (PM 2.5) e al rumore da traffico veicolare sulla salute di 4238 persone, età media 60 anni, utilizzando i dati di uno studio di popolazione (Heinz Nixdorf Recall Study) in corso in tre città nella regione tedesca della Ruhr. In particolare, hanno misurato l’associazione tra rischio cardiovascolare e l’esposizione alle sostanze inquinanti dell’aria e al rumore notturno basandosi sulla calcificazione dell’aorta toracica, una misura dell’aterosclerosi subclinica.

Tenendo conto anche di altri fattori di rischio cardiovascolare (tra cui età, sesso, abitudine al fumo, attività fisica, consumo di alcol e indice di massa corporea), dallo studio, presentato alla conferenza annuale dell’American Thoracic Society, emerge che l’inquinamento atmosferico, per ogni aumento delle concentrazioni di polveri sottili di 2.4μg/m3, è associato a un aumento del grado di calcificazione dell’aorta di circa il 20 per cento. Mentre l’inquinamento acustico notturno, per ogni incremento nei livelli di rumore pari a 5 dB, incide dell’8%. Hanno inoltre costatato che la relazione tra PM 2.5 e calcificazione dell’aorta è più pronunciata tra gli under 65 anni, chi ha malattie coronariche e chi assume statine, farmaci tipicamente usati per il controllo del colesterolo alto. Mentre l’effetto del rumore causato dal traffico notturno è più forte nei soggetti non obesi, che non seguono terapie a base di statine non affetti da malattia coronarica.

Non è certo il primo studio a riscontrare una chiara associazione tra l’esposizione a lungo termine alle polveri sottili e l’aterosclerosi. L’idea infatti che gli inquinanti presenti nell’aria a causa dell’uso delle automobili, responsabili con i loro gas di scarico della cattiva qualità dell’aria, possano contribuire all’insorgenza di malattie cardiovascolari è sempre più oggetto di studi. Studi che rafforzano l’ipotesi che il PM 2.5 è effettivamente un fattore di rischio. Così come diverse ricerche concordano nel ritenere l’esposizione al rumore notturno un fattore di rischio per lo sviluppo, per esempio, di ipertensione e infarto del miocardio. Perché l’esposizione al rumore durante il riposo notturno è particolarmente critica, dal momento che il sonno è un importante modulatore della funzione cardiovascolare

Ma “questa ricerca è importante perché sottolinea che sia l’inquinamento atmosferico sia quello acustico rappresentano importanti problemi di salute.

E che di conseguenza le persone che vivono vicino a strade trafficate sono danneggiate sia dal rumore sia dalle polveri sottili” commenta Philip Harber, professore di salute pubblica all’Università dell’Arizona. “Il nostro studio – ribadisce infatti Hoffmann – ha esaminato allo stesso tempo inquinamento acustico e atmosferico riscontrando che le due forme di inquinamento sono indipendentemente associate all’aterosclerosi subclinica”.

Risultati che dunque sottolineano ancora una volta l’importanza di pianificare opportuni interventi per tutelare la popolazione residente in aree particolarmente trafficate, poiché l’evidenza dimostra una fondata correlazione tra progressione e comparsa di malattie cardiocircolatorie e esposizione a polveri sottili e rumore cronico nelle ore notturne.


fonte: wired.it
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