TERREMOTO: CONTINUA LO SCIAME A GUBBIO (UMBRIA)

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Mappa di pericolosità sismica del territorio nazionale (GdL MPS, 2004; rif. Ordinanza PCM del 28 aprile 2005, n. 3519, 8All. 1b) espressa in termini di accelerazione massima del suolo con probabilità di eccedenza del 10% in 50 anni, riferita a suoli rigidi (Vs30>800 m/s; cat. A, punto 3.2.1 del D.M. 14.09.2005).

3 gennaio 2014 – Continuano le scosse di terremoto in Umbria. L’INGV ha registrato nei pressi di Gubbio una nuova serie di eventi sismici:

03/01/2014    ore 06:06  Ml:2
03/01/2014    ore 04:59  Ml:2
03/01/2014    ore 04:51  Ml:3.1
02/01/2014    ore 15:16  Ml:2.1
02/01/2014    ore 14:45  Ml:2.4

 

29 dicembre 2013 – Un terremoto di magnitudo Ml 3.3 è avvenuto alle ore 04:50:53 italiane ed è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV nel distretto sismico “Bacino di Gubbio”, a una profondità di 8.2 km.

Comuni entro i 10Km
GUBBIO (PG), PIETRALUNGA (PG)

Comuni tra 10 e 20km
APECCHIO (PU), CANTIANO (PU), PIOBBICO (PU), MONTONE (PG), SCHEGGIA E PASCELUPO (PG)

Altre scosse registrate dall’Ingv alle ore 9.13 (M.2.6), alle 4.46 (M. 2.4), un’altra di Magnitudo 3,3 alle 2.56. Quelle di stanotte sono le più forti dopo quella da 3,5 del 27 dicembre.

La scorsa notte sono state avvertite sette scosse di terremoto . La prima alle 21:39 di magnitudo 2.5, seguita da altre sei: 5 minuti dopo la mezzanotte (magnitudo 2), all’1:10 (magnitudo 2.2), alle 3:04 (magnitudo 2.5), alle 4:22 (magnitudo 2), alle 5 (magnitudo 2.4) e alle 6:58 (magnitudo 2.5). Ieri mattina si sono registrati altre tre tre scosse, tra le 6 e le 8.30. In particolare, un terremoto di magnitudo 2.5 è avvenuto alle ore 06:58:53, un secondo di magnitudo 2.1 è stato avvertito alle ore 07:14:16 e un terzo di magnitudo 2.4 è stato registrato alle ore 08:31:58.

Quattro delle 33 chiese di Gubbio sono state dichiarate inagibili.

Secondo l’Ingv, lo sciame si inquadra in un’area dell’Appennino umbro-marchigiano che ha un rilascio sismico pressoché continuo. La zona è nota per alcuni terremoti di magnitudo tra 5 e 6 avvenuti in passato, l’ultimo dei quali a fine aprile del 1984 a sud di Gubbio. In quell’occasione il terremoto principale fu stimato di magnitudo locale (ML) 5.2 (Haessler et al., 1988), mentre la magnitudo momento (Mw) determinata successivamente è pari a 5.6. Il terremoto del 1984 non provocò vittime ma produsse danni del VII grado Mercalli (MCS) in numerose località in provincia di Perugia. La figura sotto mostra la distribuzione dei risentimenti in Umbria e nelle Marche.

1984_04_29_05_02_60_id_3172

In precedenza, altri terremoti importanti avevano interessato l’area, come si vede dalla storia sismica di Gubbio.

Storia sismica di Gubbio (dal DBMI11).

Storia sismica di Gubbio (dal DBMI11).

 

Come si vede dal grafico sopra, la città di Gubbio ha subito effetti superiori al VII grado MCS in tre occasioni: in due casi si tratta di eventi antichi di cui si sa poco, mentre nel terzo caso si tratta del terremoto del 1751 che ha avuto come epicentro la zona di Gualdo Tadino, circa 20 km a sud di Gubbio. Quest’ultimo terremoto ha una magnitudo stimata di poco superiore a 6.

Secondo una delle interpretazioni più accreditate, il terremoto del 1984 è avvenuto sulla “faglia di Gubbio“, una faglia ben studiata dai geologi che borda sul lato orientale il bacino di Gubbio.

Schema geologico della zona di Gubbio. Il bacino (la valle allungata in senso nordovest-sudest) è indicato con il grigetto. La faglia di Gubbio è la linea nera continua che borda il bacino intorno e a nord di Gubbio, mentre appare tratteggiata a sud, perché meno visibile in affioramento (da Collettini et al., 2003).

Schema geologico della zona di Gubbio. Il bacino (la valle allungata in senso nordovest-sudest) è indicato con il grigetto. La faglia di Gubbio è la linea nera continua che borda il bacino intorno e a nord di Gubbio, mentre appare tratteggiata a sud, perché meno visibile in affioramento (da Collettini et al., 2003).

La faglia di Gubbio è stata studiata a fondo con analisi di terreno, sismica di esplorazione profonda, dati sismologici e altri dati (Collettini et al., 2003 riportano una estesa bibliografia sulla zona). Il quadro che ne emerge è sufficientemente buono per quanto riguarda la geometria e la cinematica della faglia: si tratta di una faglia estensionale (o “normale”), che affiora sul bordo nord-est della valle di Gubbio e si immerge sotto alla valle stessa (quindi verso sud-ovest). La figura sotto mostra un profilo che taglia la valle in senso trasversale (da sudovest a nordest).

In basso: profilo verticale che taglia la valle, dove si vede la faglia di Gubbio che pone a contatto i calcari appenninici (a destra) con i sedimenti fluvio-lacustri della valle (a sinistra). In alto: a) veduta aerea del bacino; b) la faglia in affioramento; c) deformazione estensionale nel blocco a monte della faglia (footwall) (da Collettini et al., 2003).

In basso: profilo verticale che taglia la valle, dove si vede la faglia di Gubbio che pone a contatto i calcari appenninici (a destra) con i sedimenti fluvio-lacustri della valle (a sinistra). In alto: a) veduta aerea del bacino; b) la faglia in affioramento; c) deformazione estensionale nel blocco a monte della faglia (footwall) (da Collettini et al., 2003).

Tornando ai terremoti di questi giorni – dichiara l’Ingv in un approfondimento del 22 dicembre – , non è ancora chiaro se questi siano legati o meno alla faglia di Gubbio. La posizione degli epicentri dei terremoti degli ultimi anni (2010-2013) rivela una struttura allineata in direzione nordovest-sudest, che si è attivata in diversi settori e in momenti successivi.