NEL 2013 MORTE DUEMILA IMPRESE IN ABRUZZO

CONDIVIDI

fallimentoE’ impietoso il quadro disegnato dal Sole 24ore sull’economia abruzzese. Un quadro dai toni foschi che cozza malamente con l’immagine che il Governo regionale di centrodestra continua a fornire: imprese sane e reattive, crisi sotto controllo, export in crescita.

Il piu’ autorevole quotidiano finanziario fa’ il punto della situazione con il presidente di Confindustria Abruzzo, Mauro Angelucci, e col direttore Giuseppe D’Amico. Nell’articolo si parla di demografia aziendale che mostra «un trend di vera deindustrializzazione».

Angelucci fornisce alcune cifre: 400 aziende manifatturiere in meno in un solo anno che salgono a duemila se si considerano tutti i settori imprenditoriali; Cig in aumento del 67 per cento; vendite all’estero in calo del 2 per cento.

I vertici di Confindustria sollecitano misure a sostegno del credito ed a contrasto di una crisi sempre piu’ sistemica e strutturale. A parte, sempre secondo il Sole 24ore, il discorso ricostruzione post terremoto dell’Aquila che «risente della crisi del credito lungo la filiera e delle condizioni che soffocano il sistema produttivo».

Si denuncia il fatto che la pubblica amministrazione paga con notevole ritardo gli avanzamenti dei lavori; a loro volta le imprese non pagano i fornitori; e i fondi per la ricostruzione non arrivano con la necessaria continuita’. Unici settori da salvare l’alimentare e la farmaceutica.

Decisiva per risollevare le sorti dell’Abruzzo, per Angelucci, sara’ la prossima programmazione dei fondi europei. Gli industraili chiedono velocita’ dei pagamenti da parte degli enti pubblici; riduzione del cuneo fiscale; interventi per favorire l’accesso al credito delle piccole e medie imprese, con la piena operativita’ della riforma dei Consorzi fidi.

(ASCA)