
L’Aquila, 9 aprile 2014 – Dopo la separazione dalla moglie, avvenuta nel 2009, un aquilano quarantenne, F.E. con precedenti penali per stupefacenti, ha iniziato a perseguitarla con minaccia ed ingiurie, anche in presenza di terze persone e della loro figlia minore, arrivando ad aggredirla anche fisicamente, pretendendo che lo facesse vivere nella casa coniugale.
Stanca dei soprusi la donna denuncia l’ex marito, il quale viene deferito per “stalking e maltrattamenti in famiglia”.
Il rapporto fra moglie e marito si era incrinato subito dopo la nascita della loro figlia. L’uomo inizia a fare uso di sostanze stupefacenti e, a seguito del decesso di tre amici in un incidente stradale, inizia ad avere problemi psicologici. Da qui cominciano i maltrattamenti in famiglia nei confronti sia della moglie che della loro figlioletta.
La donna più volte sporge denuncia, che, però, sistematicamente ritira perché convinta dall’uomo che chiede perdono e promette di cambiare atteggiamento. Ma nulla cambia e l’uomo inizia ad aggredire anche fisicamente la moglie che, più volte, è costretta a ricorrere alle cure dei sanitari del Pronto Soccorso. Dopo il sisma la coppia è costretta a vivere nella tendopoli di “piazza d’armi” e la situazione degenera perché il marito accusa la moglie di avere una relazione extra-coniugale. La donna, stanca dei soprusi di cui è vittima, chiede la separazione.
Da quel momento l’ex coniuge tenta in tutti i modi di riallacciare i rapporti, ma la donna è determinata nella sua scelta anche se, per preservare il rapporto fra padre e figlia, non esclude l’uomo definitivamente dalla sua vita.
Dal Dicembre 2013 al momento della denuncia, il quarantenne aquilano quasi giornalmente si è recato nei pressi dell’abitazione della ex moglie, ingiuriandola e minacciandola, nonché perseguitandola telefonicamente, pretendendo di tornare a vivere insieme.
L’uomo, condannato con patteggiamento per produzione e spaccio di stupefacenti nel 1998 e con problemi psichiatrici tanto da essere stato più volte ricoverato presso l’Ospedale Psichiatrico di L’Aquila, è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per “maltrattamenti in famiglia ed atti persecutori”.























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