SICUREZZA SCUOLE, NUOVO STOP: 6 REGIONI NON MANDANO I DATI

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scuola_ostuni_crolliAnagrafe dell’edilizia scolastica italiana ancora in ritardo. La presentazione dei dati che avrebbero dovuto fotografare la situazione dei 36mila plessi scolastici italiani era attesa per il 22 aprile, ma il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini ha comunicato che il censimento “anagrafe edilizia sarà presentata a breve”. Nulla di strano se l’anagrafe non fosse in ritardo ormai da quasi vent’anni, se a ritardare nel consegnare i dati non fossero le regioni meridionali e se, nel frattempo, i tetti delle scuole non continuassero a crollare sulla testa di alunni e insegnanti. Come è accaduto un paio di settimane fa ad Ostuni, in provincia di Brindisi.

Lo scorso 27 marzo, il sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone ha presentato i primi dati sui lavori effettuati in un anno di governo Renzi sulle scuole del Paese, rinviando ad oggi per l’appuntamento atteso dal 1996. Quando un provvedimento stabilì che occorreva effettuare una radiografia minuziosa della situazione in cui versano le scuole italiane, visto che tre scuole su quattro sono state edificate prima del 1980.

Il ritardo è motivato dal fatto che mancherebbero all’appello i dati di sei Regioni, quasi tutte meridionali: Lazio, Campania, Sicilia, Molise, Basilicata e Sardegna, che dovrebbero inviare i dati nel corso del prossimo mese.

Ma il ritardo ha scatenato le polemiche di coloro che seguono la situazione edilizia scolastica da anni. “Ancora una volta  –  tuona Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale Scuola di Cittadinanzattiva  –  assistiamo ad un dietro front sull’anagrafe dell’edilizia scolastica. Ci sentiamo indignati e delusi, ma non resteremo inermi di fronte a questo ennesimo rinvio”. “Daremo corso a nuove iniziative: un’interrogazione parlamentare; l’individuazione di altre iniziative legali nei confronti del ministero dell’Istruzione, già inadempiente rispetto alla sentenza del Tar del Lazio e del Consiglio di Stato dei mesi scorsi e una mobilitazione di protesta”.

Il ministero dell’Istruzione, pur avendo l’obbligo di pubblicare i dati sugli edifici scolastici, è stato sempre inadempiente, per questo è stato condannato prima dal Tar Lazio e successivamente dal Consiglio di stato. Il ministro Giannini, intervenendo a Rtl Radio, ha ricordato che sono stati già iniziati e ultimati circa 8 mila interventi e che nel ddl di riforma sono stanziati 40 milioni per valutare in tutte le scuole se i controsoffitti sono solidi. “Appena il ddl verrà pubblicato in Gazzetta Ufficiale avremo la possibilità di avviare immediatamente questo processo di valutazione”, spiga l’inquilino di viale Trastevere. “Sull’edilizia scolastica – affermano in una nota congiunta i parlamentari del M5S in Commissione Cultura della Camera siamo all’ennesimo capitolo di annunci e propaganda dietro ai quali c’è il vuoto pneumatico”.

“La presentazione dell’anagrafe, sbandierata per la data odierna da Faraone, è stata rimandata a data da destinarsi”, proseguono i parlamentari. “Nel frattempo, però, il ministro Giannini trova tempo e risorse per firmare il decreto che assegna 471,9 milioni alle scuole paritarie. La scuola pubblica statale ha bisogno di un diverso ministro: questo sostiene e tutela altri interessi. La situazione in realtà è molto grave e lo dimostra l’episodio odierno, l’ennesimo, della chiusura a Sanremo di sei scuole per il timore di crolli”. Anche le associazioni dei genitori protestano per l’ennesimo rinvio. “Il rinvio dell’anagrafe dell’edilizia scolastica a data da destinarsi ci sconcerta”, dichiarano dal Moige.

“È inaccettabile – continua il Movimento dei genitori  –  che un tema centrale come la sicurezza dei nostri figli, suffragato da tante dichiarazioni poi smentite dai fatti, sia stato affrontato con l’accantonamento di uno strumento come l’anagrafe, che dovrebbe essere la stella polare per articolare un serio piano di edilizia scolastica concreto ed efficiente”. Sottolineando che “sulla sicurezza il ministero non può essere inadempiente: l’assenza dell’anagrafe fino a data da destinarsi è una doccia gelida, che raffredda speranze e fiducia nei confronti di una scuola che guarda all’Europa”. “I nostri bambini – conclude il Moige – hanno bisogno di sicurezza per studiare sereni, così come le mamme e i papà che non possono ogni mattina incrociare le dita affinché non ci siano vittime di crolli”.

Salvo Intravaia, repubblica.it