TERREMOTO, INGV: OLTRE 470 REPLICHE IN POCHE ORE, I DATI AGGIORNATI SULLA SEQUENZA SISMICA

Eventi sismici localizzati dalle ore 03:36 alle ore 08.00 italiane del 25 agosto tra le province di Rieti, Perugia, Ascoli Piceno, L’Aquila e Teramo. La stella bianca è il terremoto di magnitudo 6.0 avvenuto alle 03.36 del 24 agosto.

Eventi sismici localizzati dalle ore 03:36 alle ore 08.00 italiane del 25 agosto tra le province di Rieti, Perugia, Ascoli Piceno, L’Aquila e Teramo. La stella bianca è il terremoto di magnitudo 6.0 avvenuto alle 03.36 del 24 agosto.

25 agosto 2016 – Fino alle ore 8.00 del 25 agosto sono state localizzate più di 470 repliche.

85 gli eventi sismici localizzati di magnitudo compresa tra 3.0 e 4.0,  8 i terremoti localizzati di magnitudo compresa tra 4.0 e 5.0 ed uno di magnitudo maggiore di 5.0, quello avvenuto nella zona di Norcia (PG) con magnitudo 5.4 alle 04:33.

I più forti terremoti di questa notte sono quelli avvenuti alle ore 01.22 italiane di magnitudo 3.8,  alle ore 05.17 italiane di magnitudo 4.5 e alle ore 06.51 italiane di magnitudo 3.9.

a e Ora (UTC) Magnitudo Provincia/Zona
2016-08-25 04:51:40 3.9 Rieti
2016-08-25 04:12:11 3.3 Rieti
2016-08-25 03:17:16 4.5 Rieti
2016-08-24 23:24:55 3.4 Ascoli Piceno
2016-08-24 23:22:05 3.8 Rieti

Il terremoto avvenuto il 24 agosto nella zona dell’Appennino centrale alle ore 3:36 (ora italiana) ha avuto epicentro in provincia di Rieti (vicino Accumoli) ed ha interessato anche le province di Perugia, Ascoli Piceno, L’Aquila e Teramo. I comuni più vicini all’epicentro sono: Accumoli, Amatrice, Arquata del Tronto.

La magnitudo locale (Richter) del terremoto è pari a 6.0. La magnitudo momento Mw, calcolata con l’analisi delle forme d’onda della Rete Sismica Nazionale, è pari a 6.0.

Secondo i questionari arrivati fino a questo momento sul sito http://www.haisentitoilterremoto.it/, il terremoto di questa notte è stato risentito in gran parte dell’Italia centrale.

Il meccanismo focale indica il movimento di una faglia di tipo estensionale con piani orientati NNO-SSE, in coerenza con la distribuzione degli aftershocks e con il regime tettonico dell’Appennino.

L’area è stata colpita da forti scosse di terremoto nel passato. I principali terremoti storici sono avvenuti nel 1639 (Magnitudo 6.2), 1646 (Magnitudo 5.9) e nel 1703 (Magnitudo 6.9) (fonte: CPTI15).

In questa mappa sono stati sovrapposti i dati dei terremoti storici (quadrati, fonte: CPTI11) con quelli della sismicità di queste ore (cerchi, fonte: cnt.rm.ingv.it).

In questa mappa sono stati sovrapposti i dati dei terremoti storici (quadrati, fonte: CPTI11) con quelli della sismicità di queste ore (cerchi, fonte: cnt.rm.ingv.it).

La zona colpita dal terremoto rientra nella fascia ad altissima pericolosità sismica che corre lungo l’asse della catena appenninica.

Mappa della pericolosità sismica con gli eventi della sequenza in corso sovrapposti.

Mappa della pericolosità sismica con gli eventi della sequenza in corso sovrapposti.

Le profondità ipocentrali delle repliche sono modeste, quasi tutte entro i primi 10 km. I turnisti della sala sismica stanno localizzando i principali aftershocks della sequenza, concentrandosi al momento su quelli più forti. Alcune squadre di ricercatori e tecnici dell’Istituto sono sul terreno per installare reti temporanee di monitoraggio ad integrazione della rete permanente.

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