
3 settembre 2016 – Paura nella notte a Norcia (Pg) dove si è verificata una scossa di magnitudo 4.3.
La scossa, avvertita dalla popolazione, è stata rilevata dall’Ingv alle ore 3.34 a una profondità di 11 km. Altre quattro scosse di magnitudo inferiore, l’ultima alle 6.58, si sono susseguite sempre nella stessa area.
SISMA: SUPERATE LE 4000 REPLICHE (per l’elenco degli ultimi terremoti cliccare QUI)
Le repliche del terremoto nell’Italia centrale sono oltre 4.000 ma si stanno riducendo sia nel numero sia nella magnitudo. L’energia rilasciata dalla sequenza sismica attivata dal terremoto di magnitudo 6 delle 3,36 del 24 agosto, infatti, sta diminuendo e per la prima volta nella zona colpita dal sisma gli abitanti hanno trascorso la notte senza scosse superiori a magnitudo 3.
Le scosse localizzate dalla Rete Sismica Nazionale dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), dall’ultimo aggiornamento delle 19,00 sono oltre 4.000, e sono state registrate nelle provincie di Rieti, Perugia, Ascoli Piceno, L’Aquila e Teramo.
“Le repliche si stanno riducendo sia nel numero sia nella magnitudo ma non possiamo dire se questa riduzione continui nel tempo” ha detto all’ANSA Daniela Pantosti che dirige la Struttura Terremoti, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv).
“Non possiamo escludere infatti una ripresa, che vuol dire – ha spiegato – un aumento sia del numero di repliche sia della magnitudo”. L’esperta ha sottolineato che è ”impossibile fare previsioni ma sappiamo che una ripresa è possibile: in Emilia nel 2012, per esempio dopo la prima scossa del 20 maggio ci fu un decremento della sismicità, ma dopo 9 giorni si verificò una scossa di entità uguale alla precedente”.
Proprio per comprendere la dinamica della sequenza sismica in corso nel centro Italia gli esperti dell’Ingv stanno procedendo alla rilocalizzazione degli eventi sismici analizzati in un primo momento dalla Sala Operativa di Monitoraggio Sismico Ingv di Roma.
“Queste analisi – ha osservato Pantosti – ci consentono di capire come si distribuiscono le scosse e di definire la geometria della faglia che si è rotta con la prima scossa e che sta continuando a rompersi durante le repliche”. Inoltre, per studiare come si è deformato il suolo nelle zone colpite dal sisma i ricercatori stanno analizzando anche le immagini dei satelliti, raccolte prima e dopo il terremoto.























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