TERREMOTO ITALIA CENTRALE: QUALE E’ LA SISMICITA’ STORICA DELL’AREA

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La mappa dell’area della sequenza (la stella rappresenta l’evento del 24 agosto, M 6.0) con i terremoti storici estratti dal Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani (CPTI15).

La mappa dell’area della sequenza (la stella rappresenta l’evento del 24 agosto, M 6.0) con i terremoti storici estratti dal Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani (CPTI15).

L’evento che al momento risulta il principale della sequenza relativa all’Italia centrale (24 agosto, ore 03.36 italiane, Magnitudo Righter 6.0) è localizzato in una zona che ha una storia sismica piuttosto lacunosa, che interessa l’area fra i Monti della Laga e la Valnerina, dove anche in passato ci sono stati numerosi forti terremoti.Secondo il più recente catalogo sismico CPTI15 (Rovida et al., 2016, aggiornato al 2015) il più antico tra i terremoti locali oggi noti avvenne nel luglio 1627 (Accumoli, Io 7-8 MCS, Mw 5.3); di esso si hanno scarse notizie sul danneggiamento di pochi edifici importanti di Accumoli (Monachesi e Castelli, 1992).

Distribuzione degli effetti del terremoto del luglio 1627 [fonte: DBMI15]

Distribuzione degli effetti del terremoto del luglio 1627 [fonte: DBMI15]

Il massimo terremoto locale oggi noto avvenne il 7 ottobre 1639 (Amatrice, Io 9-10 MCS, Mw 6.2) e devastò il centro urbano di Amatrice e le località circostanti con caratteristiche che ricordano in maniera impressionante il quadro di elevata distruttività che si va delineando in seguito all’evento del 24 agosto.

La notte tra il 7 e l’8 ottobre 1639 l’area compresa tra Amatrice e L’Aquila fu colpita da tre scosse di terremoto di forza crescente, a intervalli di circa un quarto d’ora l’una dall’altra. L’ultima causò gravi danni in molti minuscoli villaggi nei dintorni di Amatrice, nella stessa Amatrice, a Montereale, Accumoli e nel contado aquilano e fu avvertita fino a L’Aquila, Rieti e Ascoli Piceno. Ad Amatrice e nei villaggi vicini ci furono diverse vittime, anche se molti abitanti erano usciti di casa dopo le prime scosse. Nella stessa notte si sentirono alcune scosse più leggere per circa un’ora. Il periodo sismico si protrasse per tutto il mese di ottobre, con repliche di un certo rilievo nei giorni 14 e 17. 

Distribuzione degli effetti del terremoto del 7 ottobre 1639 [fonte: DBMI15].

Distribuzione degli effetti del terremoto del 7 ottobre 1639 [fonte: DBMI15].

Il terremoto del 1639 fu seguito, pochi anni dopo da due eventi di energia più moderata, avvenuti nel 1646 (Monti della Laga, Io 9 MCS, Mw 5.9) e nel 1672 (Amatrice, Io 7-8 MCS, Mw 5.3).

Distribuzione degli effetti del terremoto del 8 giugno 1672 [fonte: DBMI15].

Distribuzione degli effetti del terremoto del 8 giugno 1672 [fonte: DBMI15].

Nel Settecento e per gran parte dell’Ottocento al catalogo non risultano eventi locali; l’attività sismica riprende alla fine dell’Ottocento con alcuni eventi di moderata energia localizzati ad Accumoli (1883, Io 7 MCS, Mw 5.1; 1910, Io 5-6 MCS, Mw 4.6; 1950, Io 4-5 MCS, Mw 4.7), ecc. L’ultimo terremoto locale significativo risale al 1963 (Amatrice, Io 7 MCS, Mw 4.7).

Storia sismica osservata a Accumoli (RI) dall’anno 1000 a oggi: nella scala MCS il grado 6 indica l’inizio del danneggiamento leggero, ma diffuso. È evidente una maggior completezza dell’informazione storica dal 1600 in poi (fonte: DBMI15).

Storia sismica osservata a Accumoli (RI) dall’anno 1000 a oggi: nella scala MCS il grado 6 indica l’inizio del danneggiamento leggero, ma diffuso. È evidente una maggior completezza dell’informazione storica dal 1600 in poi (fonte: DBMI15).

Storia sismica osservata a Amatrice (RI) dall’anno 1000 a oggi: nella scala MCS il grado 6 indica l’inizio del danneggiamento leggero, ma diffuso. È evidente una maggior completezza dell’informazione storica dal 1600 in poi (fonte: DBMI15).

Storia sismica osservata a Amatrice (RI) dall’anno 1000 a oggi: nella scala MCS il grado 6 indica l’inizio del danneggiamento leggero, ma diffuso. È evidente una maggior completezza dell’informazione storica dal 1600 in poi (fonte: DBMI15).

La relativa povertà della storia sismica (eventi con I≥5.5) delle principali località dell’area (Accumoli, Amatrice) è tipica delle zone montane dagli insediamenti sparsi e le cui vicende tendono a restare ai margini dell’attenzione della storiografia ufficiale. Le testimonianze storiche disponibili prima del Novecento sono distribuite su di un arco cronologico ristretto (la segnalazione più antica è del 1639) e tendono a riguardare esclusivamente gli effetti più gravi. Un confronto con le storie sismiche di alcune località significative delle aree circostanti [L’Aquila, Ascoli Piceno, Rieti] lascia pensare che il livello di incompletezza di questo quadro sia piuttosto elevato.

Il solo terremoto per cui si dispone di dati relativamente dettagliati sugli effetti ad Accumoli e Amatrice è quello dell’ottobre 1639, unico evento distruttivo localizzato nell’area dal 1000 in poi.

Va infine ricordato che le località interessate dalla sequenza in corso subirono gli effetti dei fortissimi terremoti del 1703 (Valnerina); le testimonianze disponibili sono però estremamente generiche (danni gravissimi, vittime).

di Romano Camassi e Viviana Castelli, (INGV Bologna).

 

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