TERREMOTO CENTRO ITALIA: APPROVATO IL DECRETO

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11 ottobre 2016 – È stato approvato dal Consiglio dei Ministri di stamattina il Decreto per la ricostruzione post-terremoto. “Avevamo promesso: non vi lasceremo soli. E così faremo, tutti insieme” ha commentato Matteo Renzi su Twitter.

In attesa di conoscere i dettagli del testo definitivo, sembrano confermati i contributi per la ricostruzione anche alle seconde case, ma in misura minore rispetto alle abitazioni principali, nessuna deroga al Codice Appalti e iscrizione nelle white list per poter partecipare alla ricostruzione.

Contributi alla ricostruzione di prime e seconde case

Come annunciato all’indomani del sisma, il Governo erogherà contributi per la ricostruzione delle prime e delle seconde case. Molto probabilmente, però, il contributo sarà maggiore per le prime case. Per determinare il contributo sarà calcolato il valore dell’intervento di ricostruzione.

Il calcolo terrà conto della superficie dell’immobile danneggiato o distrutto, del suo valore al metro quadro e dei costi per la progettazione dell’intervento di ripristino. Le prime case otterranno un contributo pari al 100% del valore calcolato. Anche le seconde case otterranno un contributo, ma in percentuale inferiore.

Appalti e gestione materiali, poche deroghe

L’intenzione del Governo è quella di procedere secondo le regole. Non ci saranno deroghe alle norme sul subappalto, ma bisognerà rispettare il limite del 30% previsto dal Codice Appalti (D.lgs. 50/2016). L’unica deroga riguarderà la gestione delle terre e rocce da scavo. Fino alla cessazione dello stato di emergenza, nei territori colpiti dal sisma non si applicherà il DM 161/2012.

I materiali prodotti dai crolli o dalla demolizione degli edifici pericolanti saranno trattati come rifiuti urbani e inviati nei competenti centri di raccolta. Particolari accorgimenti dovranno però essere utilizzati in presenza di amianto. In questi casi bisognerà segnalare e bonificare le aree interessate. I resti di interesse storico, artistico e architettonico, come coppi, ceramiche e pietre rappresentative della cultura locale saranno selezionati e separati. Il Mibact dovrà poi regolarne il recupero e il riutilizzo.

Adeguamento e miglioramento antisismico

Tutti gli interventi dovranno rispettare le Norme Tecniche per le Costruzioni (DM 14 gennaio 2008). I lavori sugli edifici pubblici dovranno consentire l’adeguamento sismico. Per gli edifici privati sarà sufficiente il miglioramento antisismico fino all’80% e non inferiore al 65%.

Professionisti e imprese nelle white list

La parola d’ordine sarà trasparenza, non solo nei lavori pubblici, ma anche negli interventi dei privati, che dovranno preventivamente consultare almeno tre operatori.

Sarà costituito un elenco dei progettisti disponibili ad assumere incarichi inerenti alla ricostruzione. Dovrà trattarsi di professionisti iscritti negli Ordini e Collegi di competenza, in regola con il Durc e in possesso di adeguati livelli di affidabilità e professionalità. Chi assumerà l’incarico di direttore dei lavori, negli ultimi tre anni non dovrà avere avuto rapporti diretti con l’impresa affidataria dei lavori di riparazione.

Stesse condizioni per le imprese, che dovranno essere inserite in una anagrafe unica antimafia. Dato che l’obiettivo è fare presto, la struttura di missione in via di istituzione presso Palazzo Chigi si occuperà di effettuare i controlli e le verifiche sull’affidabilità delle imprese senza rallentare le procedure di affidamento e effettuazione dei lavori.

Fonte: edilportale.it

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