L’AQUILA, I TERREMOTI E LA BASILICA DI SAN BERNARDINO

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Come la storia de L’Aquila, quella della Basilica di San Bernardino è una storia di ricostruzioni in seguito ai violenti terremoti che hanno distrutto la città nei secoli.

La basilica, realizzata tra il 1454 e il 1472, è dedicata a San Bernardino da Siena. Distrutta più volte dal sisma, è il frutto di attività e di ripensamenti architettonici. Subì il primo danno con il terremoto del 1461. I lavori di ricostruzione cominciarono per tutta la seconda metà del ‘400. Il terremoto del 1703 provocò il crollo della cupola, che negli anni seguenti venne ricostruita. Con il terremoto del 2009 tutta la struttura subì di nuovo gravi danni.

La nascita della basilica è legata alla figura del Santo che, nonostante fosse da tempo ammalato, nell’aprile del 1444 decise di partire per una evangelizzazione nel Regno di Napoli. Appena giunto a L’Aquila purtroppo morì il 20 maggio. Il popolo aquilano, dopo una serie di miracoli attribuibili all’esposizione della salma del frate, chiese e ottenne dal Papa Eugenio IV il permesso di custodirne le spoglie. Sei anni dopo la sua morte, Bernardino fu proclamato Santo grazie all’azione energica del frate Giovanni da Capestrano.

Organo monumentale

Organo monumentale

Mausoleo di San Bernardino

Mausoleo di San Bernardino

La cupola venne eretta nel 1400, mentre la facciata nel corso del 1500. Distrutta nel 1700 dal terremoto, la basilica fu ricostruita poi in stile barocco. La facciata della chiesa di San Bernardino è in stile rinascimentale. L‘interno presenta una pianta a croce latina divisa in tre navate con sei cappelle per lato. Qui irrompe lo stile barocco presente nei sontuosi ornamenti e affreschi interni. Tra le cappelle di destra, su un piano rialzato da quattro gradini in pietra venata, nella quinta cappella si trova il mausoleo con le reliquie del Santo, oggetto di devozione dei fedeli. Il Sepolcro e il Mausoleo sono opere di Silvestro de L’Aquila, terminate all’inizio del cinquecento. L’interno offre un soffitto ligneo settecentesco a cassettoni intagliato e dorato. Colpisce l’organo monumentale e le cupole ad ottagono poste ai lati. Sul fianco orientale si estende il convento a quattro chiostri.

Il lungo restauro, dopo il sisma del 2009, ha riportato la basilica allo splendore di oggi. Il soffitto ligneo è stato restaurato ed è finalmente tornato al suo celeste originale.  Il colore vivo, esalta le decorazioni in oro e le tele raffiguranti scene di vita di San Bernardino e di altri santi francescani. La nuova parte muraria è stata ricostruita a seguito di un attento studio, volto a ripristinare una situazione ante-sisma. Un grande impianto di illuminazione domina sulle architetture settecentesche della basilica, esaltandone i tratti principali, soprattutto del soffitto.

La torre campanaria è stata rinforzata con una serie di consolidamenti conservativi e la cupola, attraverso un gigantesco ponteggio, è stata interamente riparata e consolidata.

Fonte: www.stradadeiparchi.it