NORCIA: I SOLDI PER GLI SFOLLATI FINIVANO SUL CONTO DELLO SCIACALLO

carabinieri

E’ uno dei reati più odiosi: lo sciacallaggio. Gente senza scrupoli che approfitta delle disgrazie altrui per profitto personale. Ci sono sempre stati e continueranno ad esserci, gli sciacalli, che nell’era di Internet non si muovono neppure di casa per portare a segno il colpo.

Non agiscono solo aggirandosi tra le abitazioni colpite dal terremoto e rimaste isolate. Il web, che ha tanto aiutato le popolazioni vittime del terremoto (permettendo il diffondersi di catene di solidarietà ed iniziative benefiche di ogni tipo), nasconde tra le sue maglie anche i nuovi sciacalli, quelli “social”.

E proprio uno di questi, a seguito di complesse indagini telematiche ed accertamenti bancari, è stato scoperto e denunciato dai carabinieri della tenenza di Norcia.

Lo sciacallo in questione, un uomo di 47 anni residente a Roma, aveva pubblicato su Facebook – utilizzando un profilo probabilmente creato ad hoc – una richiesta di aiuto per le popolazioni di Norcia ed Amatrice, indicando un codice Iban che poi si è scoperto essere intestato proprio al denunciato.

Attraverso un messaggio che puntava ad impietosire chi lo leggeva, abbinato ad alcune foto delle zone devastate dal sisma, il finto filantropo, già gravato da qualche precedente di polizia, ha cercato di ricevere versamenti su di un conto corrente allo stesso intestato, fingendo che si trattasse dell’ Iban di una sedicente “Associazione per terremoti Italia”.

Voleva, in sostanza, toccare il cuore delle tante persone che per poter dare sostegno alle popolazioni sfollate erano disposte a versare soldi. La costante opera di vigilanza svolta dai militari dell’Arma fin dalle primissime fasi del sisma, ha però permesso di individuare prontamente la truffa e di evitare così che donazioni fatte col cuore finissero invece nelle mani di persone senza scrupoli, proprio come questo “sciacallo del web”.

La posizione dell’uomo, denunciato per tentata truffa, è ora al vaglio dell’ autorità giudiziaria, alla quale è stato richiesto il sequestro del conto corrente.

Fonte: Corriere dell’Umbria

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