PREVENZIONE DEI TUMORI AL SENO: COS’È CAMBIATO PER LE AQUILANE

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Le donne aquilane mostrano sempre maggiori difficoltà a seguire le linee guida per la prevenzione dei tumori al seno, in molte evitano i controlli periodici e spesso ignorano i segnali del corpo quando qualcosa non va, fino a raggiungere condizioni critiche sulle quali diventa difficile intervenire.

Il bilancio arriva alla conclusione della quinta edizione dell’AIED FREE WEEK-END che ha visto il Consultorio AIED dell’Aquila aprire le porte durante 4 fine settimana di marzo per realizzare uno screening per il tumore al seno completamente gratuito, grazie al contributo della Fondazione Carispaq.

Duecento donne si sono sottoposte a visite senologiche ed ecografie mammarie realizzate dallo staff dell’AIED in collaborazione con il dottor  Alberto Bafile, Responsabile U. O. Chirurgia Senologica Ospedale S. Salvatore dell’Aquila, il dottor Walter Resta e la dottoressa Laura Pizzorno.

Circa il 48% delle donne che hanno partecipato allo screening non aveva mai effettuato un controllo prima o non lo faceva da molti anni. Si tratta di donne giovani, intorno ai 30 anni, per le quali in generale si registra un aumento dei casi di tumore, ma anche di donne oltre i 50 anni che non hanno mai fatto prevenzione. Questi dati, incrociati con quelli che emergono dalla pratica quotidiana sia all’interno dell’AIED sia della ASL, svelano un quadro preoccupante.

“Abbiamo assistito negli ultimi anni a cambiamenti importanti nella nostra città – dice Alessia Salvemme, Presidente AIED – all’Aquila viviamo una situazione molto particolare, il terremoto del 2009 ha fatto sì che l’attenzione delle persone si sia spostata sui bisogni primari quali la casa, il lavoro, la sicurezza, a discapito della cura di sé. Aggiungo poi che due nemiche della prevenzione sono la paura della diagnosi che fa procrastinare i controlli e la povertà, perché chi è nel bisogno ha stili di vita meno sani”.

La trascuratezza può costare cara secondo il dott. Alberto Bafile che ogni giorno lavora per informare le donne sui doveri verso se stesse e sulle possibilità che hanno per fare prevenzione. “Molte donne ignorano che per effettuare una prima visita nella nostra ASL non devono attendere tempi lunghi, la prima visita è immediata, come anche nel caso di visite d’urgenza segnalate dal medico curante”. Molto si può fare invece per ridurre i tempi per i controlli periodici che al momento vedono nella ASL liste di attesa lunghe, aggravate dalla cattiva abitudine delle utenti di prenotare doppi appuntamenti e di non disdire quelli ai quali non possono partecipare. Si segnala inoltre una tendenza preoccupante anche per quanto riguarda la partecipazione agli screening gratuiti che la ASL effettua per le donne di età compresa tra i 50 e i 70 anni “Solo il 55% delle donne invitate risponde allo screening – continua il dott. Bafile – segno di quanto il problema sia soprattutto di origine culturale”.

Ed è proprio per il valore culturale di questo progetto che la Fondazione Carispaq ha finanziato anche quest’anno l’iniziativa. “Il nostro obiettivo è quello di far crescere la diffusione della cultura della prevenzione – dichiara il presidente Marco Fanfani – è ormai chiaro che è su questa dimensione che si gioca la possibilità di salvare la vita di molte donne. La cultura è l’arma più potente che abbiamo oggi per sconfiggere i tumori”.

L’AIED si è impegnata, per le prossime edizioni, a rafforzare la sinergia con le associazioni cittadine che si occupano di famiglie in difficoltà, per fare in modo che sia sempre più facile l’accesso allo screening gratuito per le donne con maggiori bisogni.

L’Aquila, 4 aprile 2017

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