Riportiamo il video dell’intervista del 3 dicembre 2009 da parte di TVUNO al fisico Gaetano De Luca.
Inserito da Corrado Mastropietro - 4 dicembre 2009 - 3 Commenti
Riportiamo il video dell’intervista del 3 dicembre 2009 da parte di TVUNO al fisico Gaetano De Luca.
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Ancora una volta (per mia conoscenza è la seconda volta) il Dott. Gaetano De Luca dichiara che, secondo lui, non esistono priorità (nel senso della pericolosità sismica) tra le faglie, pur ammettendo (questa volta) la sua ignoranza nel campo.
Appunto per questo trovo incomprensibile come possa esprimersi in tal senso continuando addirittura a dire delle falsità assolute del tipo che non è possibile stabilire una distanza di sicurezza da faglie attive “questo nessuno te lo può dire”, aggiungendo che al limite essendo tutto il territorio o meglio “l’appennino centro-meridionale riempito da queste faglie” si dovrebbe solo costruire sulla costa tirrenica o adriatica.
A questo punto allora se dal 1972 in California con legge hanno stabilito fasce di rispetto dalle faglie attive, cosa li ha indotti a rivolgersi, secondo il ragionamento di De Luca, a dotati di poteri paranormali per farsi vincolare l’intero territorio?
Se in Francia (molto meno sismica dell’Italia) dal 1992 hanno proceduto nello stesso modo un motivo ci deve essere no? E così in altre numerose nazioni a pericolosità sismica inferiore all’Italia.
Se la Regione Umbria ha fatto ripensare alla collocazione di una scuola, previo dettagliati studi, facendola spostare di alcune decine di metri, un misterioso motivo ci deve pur essere.
Come i geologi hanno apprezzato e compreso l’importante lavoro di De Luca perchè De Luca proprio non riesce a capire che le faglie attive non interessano l’intero appennino e che le faglie capaci (attive che affiorano in superice) non sono poi moltissime e soprattutto sono in zone ancora non edificate?
L’attivazione di una faglia capace con spostamento maggiore di 50 cm porterebbe al collasso qualsiasi struttura sopra ubicata questo è noto in tutto il mondo!
Il concetto è semplicissimo la faglia capace si vede, si conosce la sua attività dal punto di vista geomorfologico, si studia nel dettaglio il suo andamento, si certifica più accuratamente la sua attività paleosismologicamente e si stabilisce la sua fascia di rispetto.
D’altronde se il Piano di Assetto Idrogeologic della Regine Abruzzo ha inserito, vincolandole, molte scarpate morfologiche (alcune nei centri cittadini), ma nessuna che anche per sbaglio apparteneva a una faglia attiva, attribuendo a queste pericolosità per amplificazioni sismiche, non capisco perchè non si possa vincolare tali faglie dall’edificazione a cominciare da quelle note e certificate da studi paleosismologici!!
Non capisco proprio, aiutatemi, cos’è semplice, pura ed ingenua ignoranza???
Sul fatto che gli studi di microzonazine sismica siano prioritari non ci piove, ma su quello che già si sa perché non si fa nulla?
Spero che questo mio intervento arrivi al Dott. De Luca affinché la prossima volta (sarebbe la terza) se viene intervistato su tale argomento o si sforza a capire questi concetti semplici o si astenga da tali dichiarazioni e, soprattutto, spero che i giornalisti una volta almeno, magari chissà anche per sbaglio, su tale argomento intervistino le persone competenti.
Alessandro Venieri
ancora una volta (per mia conoscenza è la seconda)il dott.Venieri dichiara che,secondo lui,esistono priorità (nel senso della pericolosità sismica) tra le faglie,esibendo la sua competenza(questa volta come altre) nel campo della geologia e non ammettendo la sua ignoranza(questa volta come altre) nel campo della sismologia.Appunto per questo trovo incomprensibile come possa asserire falsità assolute del tipo che si possa stabilire una distanza di sicurezza da faglie attive,aggiungendo che al limite essendo tutto il territorio o meglio “l’appennino centro-meridionale riempito da queste faglie”non si dovrebbe solo costruire sulla costa tirrenica o adriatica.
Mi chiedo allora ,se è vero che dal 1972 in California hanno stabilito fasce di rispetto dalle faglie attive,chi se ne sia occupato.. i geologi..o altre figure professionali..e come queste distanze siano state stabilite..e quale sia questa fascia di rispetto.
SI DEVONO FARE MISURE!SI DEVONO FARE MISURE!E STE DISTANZE SI POSSONO STABILIRE SOLO IN SEGUITO AD EVENTI SISMICI SIGNIFICATIVI!LE DISTANZE DI SICUREZZA SONO VARIABILI DA FAGLIA A FAGLIA E L’ARGOMENTO è DI COMPETENZA DI INGEGNERI SISMICI,NON DI GEOLOGI DOTATI DI POTERI PARANORMALI!
Mi chiedo dunque,in base a quali indicazioni e usufruendo di quali misure abbiano proceduto allo stesso modo…in nazioni di pericolosità sismica inferiore all’Italia…per farsi vincolare l’intero territorio…un motivo ci deve essere no?
Dopo aver apprezzato e compreso l’importante lavoro di De Luca,i geologi,qui rappresentati da Dott.Venieri dovrebbero anche comprendere l’italiano.Magari Il dott. Venieri potrebbe riascoltare l’intervista e capire quel tutti hanno potuto intendere,ovvero che il Dott.de Luca non dichiara che non vi sia un ordine di priorità tra le faglie,ma che la sua priorità non sono le faglie e che NON VUOLE essere un esperto di faglie…inoltre,sostiene che tutto l’appennino centro-meridionale è pieno di faglie..non di faglie attive.Le domande che si pone successivamente sono poste per assurdo ed è palese e banale comprendendo la logica del discorso.
Non capisco proprio, aiutatemi, cos’è semplice, pura ed ingenua ignoranza???
1)Sul fatto che gli studi di microzonazine sismica siano prioritari non ci piove, ma su quello che già si sa perché non si fa nulla?Lo chiedo a Lei,Dott.Venieri,geologo della Provincia di Teramo,dove si occupa di Protezione Civile e difesa del suolo. Cosa sta facendo a livello preventivo nella provincia di Teramo,visto che rientra pienamente nelle sue competenze?
2)Dato che a quanto asserisce(per mia conoscenza è la seconda volta) esiste un ordine di priorità tra le faglie,può gentilmente illuminarci SINTETICAMENTE in base a cosa sia stabilito l’ordine,da quale tipologia di faglia siano generati i terremoti e che tipo di faglia abbia generato il terremoto del 6 Aprile ?
Ho visto che ha avuto modo di enucleare le sue afferrate conoscenze anche in una rubrica privata su questo sito,piano piano probabilmente si metterà in luce ed arriverà ad una apparizione su Quark,per rilasciare tutte le dichiarazioni che Lei ritiene opportune,gongolante del patrocinio del Suo Ordine.
In attesa di una risposta sui due quesiti articolati su proposti,Le porgo i più cordiali saluti.Giovanna D’Arco.
Or ora leggo questa splendida risposta, data sicuramente da una persona abbastanza ignorante sull’argomento che sicuramente non è il Dott. De Luca, in quanto credo che ormai abbia capito il significato di faglia attiva e poi è una persona intelligente che non risponderebbe mai con così tante inesattezze, accuse insensate e sciocchezze.
Comunque, tra le tante corbellerie scritte c’è quella delle “SI DEVONO FARE MISURE!SI DEVONO FARE MISURE!E STE DISTANZE SI POSSONO STABILIRE SOLO IN SEGUITO AD EVENTI SISMICI SIGNIFICATIVI!LE DISTANZE DI SICUREZZA SONO VARIABILI DA FAGLIA A FAGLIA E L’ARGOMENTO è DI COMPETENZA DI INGEGNERI SISMICI,NON DI GEOLOGI DOTATI DI POTERI PARANORMALI!”
L’argomento (distanza di sicurezza da faglie attive) è di chiara competenza geologica a meno che adesso gli ingegneri (sismici? esistono?) non si siano specializzati (o dicono di essersi) anche nella tettonica attiva e paleosismologia. La distanza di sicurezza è in funzione della ramificazione e segmentazione (rilevata) della faglia attiva e capace che spesso dipende dalla formazione rocciosa di superficie che attraversa.
La buona “Giovannadarco” confonde la tettonica attiva con la sismologia ehhh…..chissà magari non è neanche laureata…..un laureato non confonde ad esempio lo scuotimento (che è anche funzione dell’amplificazione di sito) con l’azione di taglio prodotta dal movimento di una faglia.
Ho capito bene ciò che ha detto De Luca in questa intervista (comprendo ancora la lingua italiana) come in altre (http://www.6aprile2009.it/?p=3498) dove alla domanda “esiste un ordine di importanza tra le faglie?” ha risposto “ASSOLUTAMENTE NO” e dove in tale intervista al min. 4.29 dice che “l’Appennico centro meridionale è riempito da faglie….da queste faglie” e dato che al min. 4.06 parla di faglia attiva (che gli fa sorgere una importante domanda), appunto nella logica del discorso si capisce che si riferisce a queste faglie per le quali successivamente sostiene che si dovrebbe allora vincolare anche fino alla costa tirrenica e adriatica.
Noto invece che “Giovannadarco” non comprende ciò che scrivo quando sostengo “che gli studi di microzonazione sismica siano prioritari non ci piove, ma su quello che già si sa perché non si fa nulla?” Intendo dire quello che già ho sostenuto nel convegno GNDTS del 2007 e cioè che con una normativa nazionale (simile a quella dello stato della California o anche Francese) si vieti di costruire sopra faglie attive già studiate e certificate adempiendo ai miei doveri istituzionali, doveri che mi portano anche a combattere, quotidianamente, contro tale ignoranza delle molte “Giovannedarco” presenti nel nostro paese.
Sul secondo quesito non ho proprio voglia di risponderle dato che ormai è anche tutto on-line, sia gli indirizzi nazionali di microzonazione sismica alla voce “faglie attive” che le numerose pubblicazioni scientifiche trattanti l’argomento…..ma forse “Giovanna D’Arco” non legge tali pubblicazioni e se le legge proprio non riece a capirle ed io con tutta la mia buona volontà non ci posso far nulla.
Cordiali saluti Alessandro Venieri.