Noi stiamo con Alfredo Rossini. Una VERGOGNA le insinuazioni verso i familiari delle vittime

CONDIVIDI

Per quanto ci riguarda, TUTTO IL NOSTRO APPOGGIO AL PROCURATORE ALFREDO ROSSINI, che in tanti mesi ha lavorato senza sosta, velocemente e con il rispetto totale delle leggi, delle vittime e dei familiari. Tutta la NOSTRA INDIGNAZIONE verso chi, per proteggere alcuni personaggi verso i quali sono in corso delle indagini, non ha alcuna VERGOGNA nel fare pesantissime INSINUAZIONI sui terremotati e FAMILIARI delle VITTIME, piegando ai suoi bisogni un’intera nazione. Ora che, come sempre più evidente, si sta capendo che qui a L’Aquila non c’e’ stato alcun miracolo.

Articolo da Repubblica.it
Berlusconi: “Protezione civile in Abruzzo rischia spari in testa”
Il premier sull’inchiesta sul mancato allarme: “Finché esistera’ l’accusa di omicidio colposo gli operatori non andranno più in zone terremotate”. Il procuratore: “Lavoriamo rapidamente e nel rispetto della legge”

La Protezione Civile non si rechera’ più in Abruzzo finché esistera’ l’accusa di omicidio colposo”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, intervenendo all’Assemblea di Federalberghi, a Roma. E il premier rivela di aver dato disposizione agli uomini della Protezione civile di non recarsi nelle zone terremotate in Abruzzo o, quanto meno, di farlo senza rendersi riconoscibili perché “qualcuno con la mente fragile rischia che gli spari in testa”. Il presidente del Consiglio fa riferimento alle recenti vicende giudiziarie sul mancato allarme 1 per il terremoto e rivela appunto di aver “detto agli uomini della Protezione civile di non andare in Abruzzo o almeno di farlo senza insegne o almeno senza rendersi riconoscibili” proprio perché dopo l’apertura di quel fascicolo “rischi che qualcuno che magari ha avuto dei familiari morti sotto le macerie e con una mente fragile, gli spari in testa”.
La replica dei giudici e’ arrivata per bocca del procuratore della Repubblica dell’Aquila, Alfredo Rossini: “Non entro in polemica. Continuiamo a lavorare come al solito bene, velocemente e rispettando le leggi vigenti”. L’inchiesta ha portato all’emissione di sette avvisi di garanzia alle persone, tra cui i vertici della Protezione Civile, che hanno partecipato alla riunione della Commissione Grandi Rischi del 31 marzo 2009 a soli cinque giorni dalla tragica scossa. Per la Procura che ha indagato sull’ipotesi di reato di omicidio colposo, la Commissione Grandi Rischi non ha adottato provvedimenti preventivi.