Finito il miracolo, ora spera nelle armi. E noi invece manifestiamo

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A L’Aquila il miracolo e’ finito, da tempo, ed il 16 giugno ci sara’ una mobilitazione della citta’.

– Per le tasse: per un trattamento analogo a quello riservato per altri terremoti o forti calamita’. Pagarle da luglio, e per alcuni gia’ dal 16 giugno, senza alcuno sconto, versando entro il 2010 tutte quelle dovute in quest’anno, ed in 60 rate quelle sospese nel 2009, e’ una richiesta non accettabile, mentre si rinizieranno anche a pagare le bollette ed i mutui.
– Per i finanziamenti e la zona franca: che non ci sono. I comuni non hanno in cassa i soldi nemmeno per pagare le autonome sistemazioni, i rimborsi per i traslochi, per i beni andati distrutti. Figuriamoci per la Ricostruzione di una citta’, che i lacciuoli di una burocrazia creata ad arte stanno in tutti i modi rinviando. Mentre la finanziaria in approvazione al senato ridimensiona anche la zona franca.
– Per il futuro nostro e di questa citta’, per la giustizia che deve fare il suo corso, chiunque sia indagato. Per la stampa che deve tornare ad informare ed indagare. Per una magistratura che va difesa dagli attacchi quotidiani di chi la infanga, e vede in lei e nella stampa libera i principali nemici e problemi dell’Italia.
Ieri abbiamo anche scoperto che nessun rappresentante della Protezione Civile può essere indagato, altrimenti la Protezione Civile smettera’ di compiere il suo ruolo ed i suoi doveri, per ordine del Presidente del Consiglio.
Il 16 giugno, a L’Aquila, manifestiamo uniti, e tutti. E’ la miglior risposta da dare a chi continua a fare disinformazione, a chiedere impunita’ per chi ha tutte le garanzie per difendersi in tribunale, ad offendere una citta’, i cittadini e le singole persone, per i quali la sofferenza ed il dolore sono ancora molto vivi.