Le grandi opere che gli aquilani non vogliono

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(da ilCentro) La ricostruzione pesante non parte. In centro storico non si muove pietra. Tuttavia, i grandi gruppi industriali bussano alla porta del Comune per proporre un’altra ricostruzione. Altro cemento. Centrali a metano, a biomasse, metanodotti, pale eoliche. Molti di questi progetti sono fortemente contestati dai cittadini e dagli amministratori. Il metanodotto Snam unisce nel «no» L’Aquila e Sulmona. Il Comune ha bocciato, per ora, la centrale di teleriscaldamento dell’Eni.

METANODOTTO. Amministratori di 5 regioni si incontreranno all’Aquila venerdì 17 settembre. All’ordine del giorno le contromosse all’iniziativa della Snam che sta accelerando le procedure per installare il tratto appenninico del metanodotto Brindisi-Minerbio, che attraversa 19 Comuni della Provincia dell’Aquila (Sulmona, Pacentro, Pratola Peligna, Roccacasale, Corfinio, Collepietro, Navelli, Caporciano, San Pio delle Camere, Prata d’Ansidonia, Fagnano Alto, San Demetrio ne’ Vestini, Poggio Picenze, Barisciano, L’Aquila, Pizzoli, Barete, Cagnano Amiterno, Montereale) e Popoli (Pescara). Sulla centrale pendono un ricorso alla Commissione europea e un’interrogazione di un deputato spagnolo al parlamento europeo. Il tracciato del gasdotto attraversa in buona parte la zona caratterizzata dal colore viola che, nella scala di classificazione del pericolo sismico, rappresenta il livello di rischio più elevato. Tanti i no al progetto, dall’assemblea cittadina di piazza Duomo ai Comuni. Hanno gia’ detto «no», tra gli altri, L’Aquila, Sulmona, Pratola Peligna, Corfinio, Pacentro, Roccacasale e Popoli. I pareri negativi sono stati trasmessi al ministero dello sviluppo economico. L’iter autorizzativo della multinazionale del gas, infatti, e’ avviato alla conclusione. Il colosso dell’energia sta contattando i proprietari per i pre-contratti sugli espropri.

CENTRALE ENI. Il progetto per realizzare una nuova centrale di teleriscaldamento ad alta sostenibilita’ ambientale da installare all’Aquila in localita’ Casale Calore rischia di arenarsi sul nascere. La giunta comunale ha deciso di ritirare, infatti, la delibera relativa al progetto Eni «Un ponte per l’innovazione» frutto di un’intesa con l’Universita’. La centrale, alimentata da gas naturale e biomasse, sarebbe in grado di sviluppare una potenza complessiva di 120 megawatt termici (di cui 10 derivanti da biomasse e il resto da gas naturale). L’impianto e’ legato alla realizzazione di un centro di ricerca realizzato da Eni in favore dell’ateneo. Ma la delibera non ha convinto tutti, in consiglio comunale, tanto che e’ stata ritirata. Probabilmente verra’ riproposta con una riduzione dell’intervento inizialmente previsto. E con alcuni correttivi al progetto, che prevede una variante al piano regolatore con cambio di destinazione d’uso di terreni.

CENTRALE BAZZANO. Per una centrale che rallenta l’apertura ce n’e’ una che, invece, ha le carte in regola per partire. Si tratta dell’impianto di 5,5 megawatt, alimentato a biomasse solide di origine agricola e forestale, per il quale la Regione Abruzzo ha autorizzato la Ma&D Power Engineeering. Il Comune ha chiesto delle prescrizioni tecniche. La realizzazione e la gestione, nella zona di Bazzano Sud, saranno curate dalla Futuris Aquilana. Il progetto e il piano di sviluppo saranno presentati all’auditorium della Confindustria mercoledì 22 settembre. La realizzazione partira’ entro l’anno, mentre la produzione sara’ avviata nei primi mesi del 2012. L’investimento previsto e’ di 30 milioni di euro. Secondo l’azienda, ci saranno 20 posti di lavoro diretti e 80 di indotto. Nel nucleo industriale di Bazzano, a causa di problemi legati alla vicinanza con strutture direzionali strategiche (tribunale, Camera di Commercio, Universita’, uffici della Provincia, Archivio di Stato), e per motivi di viabilita’, non ha trovato posto uno dei siti di smaltimento delle macerie.

IMPIANTI EOLICI. Tra le tante «bussate» che arrivano alla porta del Comune ci sono anche quelle di imprese che vogliono realizzare impianti eolici per sfruttare il vento e trasformarlo in energia. Sono arrivate domande per realizzare studi di fattibilita’ su tutto il territorio comunale. In particolare, le zone individuate sono quelle di Pescomaggiore e delle frazioni di Preturo. In questo caso, tuttavia, i progetti non sono stati ancora valutati dall’amministrazione.