In Abruzzo, Chieti al primo posto, segue L’Aquila (di Patrizio Trapasso)
La chiamano regolarizzazione “spontanea”, ma di spontaneo ha ben poco quella che ha avuto termine il 30 aprile 2011, e che ha portato all’emersione di 560 mila unita’ immobiliari urbane, su oltre 1 milione di particelle complessive analizzate.
Attraverso un innovativo processo di identificazione, basato sulla sovrapposizione di foto aeree ad alta risoluzione alla cartografia catastale, l’Agenzia del Territorio aveva in precedenza individuato oltre 2 milioni di particelle di terreni, con all’interno delle quali fabbricati non presenti nelle banche dati catastali.
Su 1.065.484 particelle, per le quali è stato gia’ completato l’accertamento, sono state identificate 560.837 unita’ immobiliari urbane la cui regolarizzazione ha prodotto un incremento di rendita catastale di 415,5 milioni di euro. Al termine degli accertamenti è ipotizzabile un raddoppio della rendita assoggettabile al fisco.
Oltre alle case (35% del totale) fra gli immobili fantasma anche porti, aereoporti, scuole, alberghi, capannoni, immobili relativi ad attivita’ industriali, artigiane e agricole, che hanno contribuito nel complesso a circa il 60% della rendita emersa. Alcuni proprietari, una volta scoperti, hanno preferito abbattere gli immobili, probabilmente a causa della tassazione troppo onerosa nel caso di regolarizzazione.
Sul sito dell’agenzia (www.agenziaterritorio.gov.it) è possibile consultare, indicando provincia e comune, la lista delle particelle interessate dalla presenza di fabbricati non dichiarati al catasto. Se si vuole limitare il numero dei risultati conviene inserire altri campi di ricerca (foglio, sezione e numero)
Se si guardano i dati delle province abruzzesi, al primo posto si colloca Chieti (16.743 immobili pubblicati), seguita da L’Aquila (14.452), Teramo (12.947) e Pescara (10.205).
Sul dato nazionale, al primo posto Salerno, seguita da Roma (68.764 immobili fantasma) e Palermo.
Se è il caso di dire che “nessun fabbricato è invisibile per l’agenzia del territorio”, i risultati indicano chiaramente come “molti fabbricati restano invisibili ai comuni del territorio”.
Con l’agenzia che stavolta ha contribuito a sfatare il detto, caro ad alcuni, “occhio non vede, cuore non duole”.
Patrizio Trapasso




















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