L’AQUILA – “Questo continuo zigzagare rafforza la nostra convinzione: i soldi della ricostruzione del cratere aquilano saranno stati anche stanziati, ma e’ evidente che non si devono spendere“. Lo sostiene Gianni Frattale, presidente Ance L’Aquila.
“Apprendiamo dell’ultima ‘svolta’ dei decisori per arrivare a risolvere il gravissimo problema delle pratiche giacenti presso la filiera, relative ai contributi per la ricostruzione degli edifici E, e quindi all’avvio della ricostruzione pesante – dice Frattale – Nulla da dire sulle scelte operative, ma certamente balza agli occhi la scarsa coerenza di metodo e di contenuto da parte di chi ha il potere di decidere sul destino del cratere”.
Per il Presidente dell’Associazione costruttori edili cittadina “chi ha imprese, operai e famiglie alle spalle ed anche chi si trova ancora sfollato e vuole rientrare a casa propria non puo’ piu’ tollerare questo percorso incerto che non sta portando alcun frutto”. “Siamo fermi da troppo tempo e le soluzioni che ci vengono prospettate non sono immediate – lamenta – Occorrera’ tempo per selezionare 40 tecnici, altro tempo per formarli ed ulteriore tempo perche’ siano pienamente operativi”.
E stiamo parlando solo delle E extramoenia. Poi ci sara’ da affrontare la ricostruzione dei centri storici. “Alla fine di dicembre, tempo limite promesso per l’approvazione di 7.500 pratiche, mancano due mesi – fa notare Frattale – Esattamente il periodo gia’ trascorso a vuoto in attesa della promessa ordinanza taglia tempo. E nessuno si e’ degnato di rispondere alle nostre sollecitazioni e ai nostri allarmi”. Ora il cambio di rotta.
“Non ci resta che prendere atto da soli, visto che gli interlocutori si sono eclissati, che i cantieri non partiranno neppure per la prossima primavera – denuncia rammaricato Frattale – Va bene qualunque soluzione purche’ sia tale. Il problema e’ che non crediamo piu’ che la si stia veramente cercando. E la situazione per quanto ci riguarda sta per esplodere”.
(ASCA)
























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