L’AQUILA: UN SISTEMA INTER COMUNALE PER PROMUOVERE IL TURISMO

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laquilaAffinché la provincia dell’Aquila possa beneficiare della ricchezza che il turismo genera è necessario che venga adeguatamente organizzato. Occorre ripartire dal territorio per riorganizzare l’offerta turistica integrando i soggetti interessati privati e pubblici nella gestione di un unico marchio d’area, coordinare la promozione e gli investimenti.

La Regione Abruzzo che nei primi anni del decennio trascorso fece fallire la legge che prevedeva i Sistemi Turistici Locali, in novembre sul BURA ha pubblicato una delibera con la quale vengono pubblicizzati avvisi pubblici per la concessione di aiuti alleDestination Management Company (DMC) e alle Product Management Company ( PMC) ed ai loro Progetti di Sviluppo Turistico di Destinazione (€ 2.196.720,00) e di Prodotto ( € 900.000,00).

La valle dell’Aterno si contraddistingue per una serie di caratteri geografici comuni: è attraversata da uno stesso corso d’acqua, è collegata da un asse viario che lo percorre, è stretta da sue catene montuose (Laga-Gran Sasso e Sirente), ha un eco-sistema abbastanza ben conservato e con caratteristiche ambientali simili, inoltre rappresenta un sistema naturale intorno al quale si è sviluppata una rete di borghi e una civiltà.

Preso atto dell’immobilismo e del mancato sostegno al turismo da parte degli Enti locali, la guida da me curata “ Un fiume di Borghi-L’Aterno” vuole dimostrare che l’iniziativa privata ha realizzato un sistema turistico locale che va sostenuto, integrato, coordinato e valorizzato. Avere un patrimonio ambientale e storico architettonico, una ricchezza in termini di servizi turistici non basta, occorre renderlo economicamente produttivo ed il turismo rappresenta una leva politica importante per rivitalizzare le aree interne della provincia dell’Aquila.

I contenuti della ricerca ripostati nel volume, hanno lo scopo di mettere a disposizione degli Enti locali (Comuni, Provincia, Camera di Commercio, Confindustria, Regione), un sistema territoriale capace di essere utilizzato al fine di rispondere al bando della Regione Abruzzo sul Turismo, in quanto risponde a due requisiti che il bando indica: almeno sei comuni confinanti e un consorzio di almeno 40 operatori turistici che investano 100.000,00 euro.



Questo studio vuole essere anche di stimolo affinchè gli Enti locali, con la collaborazione del mondo civico ed imprenditoriale, diano vita ad un processo di valorizzazione delle risorse locali. Occorre un’azione coordinata di politiche fiscali e finanziarie, ed una strategia volta a porre in essere incentivi capaci di incentivare il flusso turistico realizzando infrastrutture, soprattutto immateriali (connettività), e sostegno ai servizi (agriturismo, B&B, albergo diffuso, affitta camere, assistenza, commercio) ed ai prodotti di nicchia (agricoltura biologica, tartufo, zafferano, fagioli, lenticchie, cicerchia, miele, pecorino, mozzarelle, salumi).

Va creato un sistema inter comunale condiviso in grado di esplicitare efficacemente la disponibilità dei servizi collegati, affinché il territorio si presenti come un unico articolato sistema, in grado di aumentare le diversità tipologiche dei propri visitatori (multi-target) ed i periodi in cui essi fruiscono del territorio (multi-stagionalità). Occorre, inoltre:

  • Puntare su un turismo di nicchia capace di attrarre individui alla ricerca di elevati standard di accoglienza, attenti alla tipicità, del territorio e dei suoi prodotti, con una certa capacità di spesa. La creazione di una rete storico-architettonica- archeologica (eco museo del territorio) evidenzierebbe e metterebbe a sistema le peculiarità del patrimonio culturale locale;

  • Attuare una calendarizzazione coordinata delle manifestazioni e degli eventi culturali eviterebbe inutili competizioni tra eventi simili e simultanei, favorirebbe l’aumento del periodo di permanenza dei visitatori e la destagionalizzazione dei flussi turistici;

  • Realizzare la mappatura degli attuali circuiti turistici (turismo escursionistico, fotografico, artistico-culturale, eno-gastronomico) favorirebbe il processo d’ideazione di alternativi tematismi turistici e di possibili pacchetti integrati in grado di aumentare la permanenza dei visitatori e distribuire la capacità di spessa degli stessi su più attori economici locali;

La visibilità e la visitabilità delle risorse locali richiede uno sforzo per il comune coordinamento operativo tra i soggetti responsabili del turismo, dell’ambiente, dell’urbanistica, dei servizi, del comparto produttivo, per implementare azioni sinergiche.

E’ compito della politica individuare strumenti idonei che consentano la ripresa delle aree interne deboli attraverso l’indicazione di modelli di sviluppo che vedano nell’ambiente, nella storia e nella cultura il meccanismo propulsore per attivare processi economici. Il corretto recupero ed il corretto utilizzo del patrimonio edilizio storicizzato e del paesaggio agrario costruito costituisce il mezzo per mantenere l’integrità dei centri storici e dell’ambiente per la tenuta dei modelli organizzativi dei borghi.

La guida vuole stimolare un turismo inteso come esplorazione degli ambienti sociali, culturali, naturali, gastronomici. Per rispondere a questa domanda occorre un’offerta complessiva del territorio che mette a disposizione tutte le risorse per offrire un’ampia gamma di possibilità di scelta.

Queste finalità si raggiungono anche con la diffusione di una cultura amministrativa ed imprenditoriale consapevole della rilevanza dei fattori qualitativi nell’organizzazione dell’offerta e della necessità che vi sia una sostenibile e buona accessibilità al territorio ed ai luoghi.

Una buona pratica, sperimentata in regioni vicine è stata la realizzazione di un “voucher unico” del territorio. Il viaggiatore acquista un vaucher che può spendere all’interno della valle in qualunque B&B, agriturismo, albergo diffuso, hotel, ristorante. Questa soluzione consente di incrementare la concorrenza tra i vari gestori di servizi, migliorando questi ultimi e l’offerta. Consente agli imprenditori, inoltre di diversificare l’offerta, di valorizzare i prodotti tipici locali, le emergenze storico-architettoniche, le sagre, le feste, le fiere, influenzando così le scelte dei visitatori. Nel medio-lungo periodo questa politica commerciale è in grado di costruire un sistema turistico in grado di reggere la concorrenza con altri e di sperimentare innovazioni nei modelli organizzativi e per reggere la sfida per uno sviluppo sostenibile capace di valorizzare ambiente, biodiversità e qualità della vita non solo per i turisti, ma soprattutto per i residenti, contribuendo a frenare la consente perdita demografica. E’ un efficace strumento di politica commerciale perché consente di incrementare la permanenza del turista sul territorio, vincolandolo a restare finché non spende l’intero “voucher”.

Uno dei punti di forza del sistema che si propone è la sua estensione su 27 Comuni, da Capitignano a Corfinio, ciò consente di fare massa critica dei valori ambientali, storico-architettonici, dei servizi, degli eventi (musicali, teatrali), dei mercati locali, delle sagre, delle manifestazioni culturali che, contribuendo ad estendere e diversificare l’offerta, incentiva il visitatore trattenersi in loco.

I legami che intercorrono tra questi 27 Comuni sono molteplici: il fiume, un asse viario che li congiunge tutti, la ferrovia che parzialmente li attraversa, l’ippovia.

Questa caratteristica distintiva consente al visitatore di visitare i borghi a piedi, in macchia, in bicicletta, a cavallo, in autobus, in treno, in canoa o combinando questi diversi sistemi di spostamento.

A ciò va aggiunta la rete di percorsi: “Con le ali ai pedi”, la “Via Francigena”, il cammino realizzato dal CAI per gli escursionisti di media montagna “Salaria 150”.

Le condivisibili proposte di realizzare sistemi turistici locali da parte della “Baronia di Carapelle” e dell’”Altopiano delle Rocche”, hanno il limite dell’estensione troppo limitata, sia del territorio, sia dell’offerta turistica, il che non favorisce né l’incremento della residenzialità, perchè in due giorni al massimo si esaurisce percorso, né stimola la curiosità. Si rischia così di vanificare l’obiettivo di far crescere, diversificare, implementare la domanda turistica, che si propone la delibera regionale.

Ad oggi non sembra che il Comune dell’Aquila si stia attivando per rispondere al bando. Per fortuna la scadenza per presentare progetti è stata allungata di un mese, scade il 27 febbraio, pertanto occorre intervenire al più presto.

Antonio Porto – Appello per L’Aquila

http://www.appelloperlaquila.org/sistema-inter-comunale-promuovere-il-turismo/