15 aprile 2013 – Due esplosioni, alle 14,50 locali e a distanza di venti secondi l’una dall’altra, al traguardo della maratona di Boston.
Secondo i media Usa ci sarebbero “decine di feriti”, alcuni in “modo grave”. Fox News parla di tre morti. Per il Boston Globe ci sono “macchie di sangue sui marciapiedi di Boylston street”. Molte persone sono state trasferite negli ospedali. La polizia della città non ha specificato la natura della deflagrazione ma a New York è scattata la massima allerta.
Il vice capo della polizia, Paul Browne, ha annunciato un rafforzamento delle misure, col dispiegamento di pattuglia anti terrorismo nei luoghi simbolo di Manhattan e davanti ai principali alberghi. Lo spazio aereo su Boston è stato chiuso dalle autorità.
Il palco del pubblico al traguardo è stato evacuato così come il Lenox Hotel, le ambulanze sono arrivate sul posto. Le esplosioni sarebbero avvenute di fronte al Fairmount Copley Plaza Hotel, l’area di fronte all’albergo è stata chiusa. Altre fonti parlano di un possibile terzo “ordigno” davanti al Mandarin Hotel, un albergo a cinque stelle a Back Bay. Le persone sono state portate via sanguinanti nelle tende mediche poste per la cura dei corridori affaticati. Le immagini tv mostrano alcuni atleti che stavano per tagliare il traguardo e alcuni fotografi cadere in terra al momento del traguardo, una nuvola di fumo intenso si è alzata in cielo. Parte delle tribune dove era assiepato il pubblico è andata distrutta.
Tra il pubblico scene di terrore e di panico, corpi a terra. La Cnn parla di almeno 12 feriti, ma molte altre persone potrebbero essere state vittime travolte dalla folla di gente fuggita per lo spavento. La prima esplosione è avvenuta circa tre ore dopo che il vincitore della maratona ha tagliato il traguardo, e poco dopo c’è stata la seconda esplosione.
Una reporter di una tv locale del New England vicina al luogo dell’esplosione ha visto una delle vittime che ha perso entrambe le gambe. “Ero così vicina, è stato spaventoso. Ho sentito la forza dell’esplosione. La gente scappava. Ho visto vittime proiettate dappertutto”, ha detto Jackie Bruno della Necn.
























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