GLI OPERATORI TURISTICI DEL GRAN SASSO E LE “RICETTE” DI CIALENTE

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Riportiamo il comunicato stampa della associazione operatori del turismo GranSasso360.

Siamo purtroppo obbligati, nostro malgrado, a puntualizzare le dichiarazioni del Sindaco rilevando che le “ricette” di Cialente fioccano in ogni stagione per poi sciogliersi fatalmente come neve al sole e con un nulla di fatto.
 
Non si sa perché gli ormai famosi tasselli dei puzzle di Cialente vanno sistematicamente per aria un attimo prima di finirlo questo benedetto gioco… Leggendo la breve sintesi che segue sembrerebbe che le motivazioni siano diverse dalla fatalità quanto invece riconducibili a qualche volontà di ostacolo allo sviluppo reale.
Entro il 15 settembre 2009 avverrà, senza ulteriori rinvii, la pubblicazione del bando di privatizzazione del CTGS
4 agosto 2009
 
A breve,(…) sarà avviata la procedura di project financing (…) L’Ati gestirà la stazione, funivia compresa, prenderà in carico i 7 milioni di debito del centro turistico…
14 maggio 2010
 
«Con la realizzazione dello ski dome – ha aggiunto Cialente – potremo far diventare L’Aquila capitale dell’Appennino con la più grande stazione sciistica del centro Sud con 125 km di piste»
14 maggio 2010
 
«Da marzo prossimo la funivia viaggerà anche in notturna, grazie all’illuminazione». 
28 settembre 2011
 
«Se tutto va come dovrebbe andare, la stessa Invitalia, poi, reinvestirà i 4 milioni nella ricapitalizzazione del Centro turistico, il primo passo verso la privatizzazione dell’azienda. Due tasselli del mosaico, Gran Sasso e polo elettronico».
9 ottobre 2011
 
«E’ già pronto il bando per la ricapitalizzazione della società: i primi due mesi saranno riservati agli enti locali, che intendono investire nell’operazione. Nei 60 giorni successivi sarà dato spazio ai privati».
11 ottobre 2011
 
«Il Gran Sasso è destinato a un grande sviluppo – grazie al piano d’area – che noi dobbiamo seguire passo passo. Anche per questo ho deciso di ricandidarmi».
14 novembre 2011
 
«entro il 2012 sarà possibile avviare gli interventi previsti nel Piano d’area, approvato già da tempo anche dall’Ente Parco».
5 dicembre 2011
 
Il Comune intende, inoltre, ripristinare la fermata intermedia “a domanda”, proprio a metà percorso della funivia.  «Il percorso prevederà la possibilità per gli escursionisti di chiedere lo stop della funivia all’altezza dei canaloni».
4 dicembre 2012
Ora, quelle voci allarmistiche  sulla possibile mancata riapertura degli impianti, che fanno disperare gli operatori privati e danno il prurito a Cialente, si sono levate proprio dai “dipendenti” fiduciari di Cialente: i responsabii del CTGS De Angelis e Beomonte Zobel. Dovrebbe quindi chiedere a loro come mai!
Cialente dovrebbe fare una chiacchierata anche con il “suo” avvocato De Nardis che in Commissione Consiliare riferisce che Invitalia sarà impegnata in modo un po’ diverso da quello che immagina il Sindaco. Sembrerebbe che qualcuno ha le idee confuse…
Inoltre il risanamento economico che Cialente esalta oggi è lo stesso che Invitalia aveva chiesto più di un anno fa. Il motivo per cui è saltato l’ingresso della stessa Invitalia nel CTGS è proprio questo: l’inconcludenza del Sindaco anche su questo fronte.
E allora che si fa? Invece di pensare al rilancio l’Amministrazione Comunale si sta avventurando in una revisione del Piano di Sviluppo Territoriale del Gran Sasso che comporterà un iter paralizzante di 10 anni! Questo avviene dopo che Cialente ha dichiarato che si è ricandidato perché esisteva quel Piano di Sviluppo !!!! ???
Quindi riassumendo:
  1. il disavanzo gestionale non viene sanato, anzi viene aggravato;
  2. le spese per incarichi e consulenze continuano a crescere incontrollate;
  3. gli impianti non vengono revisionati come dovrebbero e neanche sviluppati
  4. i progetti vengono fatti e rifatti, pagati e ripagati senza mai essere eseguiti
  5. si rimette in discussione il piano di sviluppo con iter decennale
Questa è la ricetta? Grazie ma abbiamo già dato.
Si vuole finalmente capire che per lo sviluppo di QUALSIASI territorio è OBBLIGATORIO coinvolgere gli operatori che vi operano. Se non si vuole farlo per emulazione di amministrazioni più evolute lo si faccia almeno perché gli operatori privati:
  1. rimangono sul campo anche quando il politicante di turno dovrà occuparsi di altro
  2. investono i soldi PROPRI e ne rispondono in prima persona a differenza di altri
  3. sono operatori perlomeno paritari, in questo caso rispetto al CTGS
Siamo veramente stufi di questo tragico teatrino. Prima che sia troppo tardi si lasci il campo libero a chi ha capacità e voglia di investire.
 
GRANSASSO360
associazione operatori del turismo