ABRUZZO, TURISMO NATURISTA: APPROVATA LEGGE IN CONSIGLIO REGIONALE

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naturismo31 luglio 2013 – E’ stato approvato in Consiglio Regionale d’Abruzzo il progetto di legge regionale per la “Valorizzazione del turismo naturista” presentato da Riccardo CHIAVAROLI, e sottoscritto da Maurizio ACERBO, Nicola ARGIRO’, Carlo COSTANTINI, Cesare D’ALESSANDRO, Gianfranco GIULIANTE, Marinella SCLOCCO, Emilio NASUTI.

Secondo i presentatori della legge “il fenomeno sociale e turistico della pratica del naturismo, per il positivo indotto economico che oltretutto ne deriva, merita attenzione e va disciplinato con norme chiare, consentendone la pratica in zone ben individuate, segnalate e non aperte al pubblico generalista, per il rispetto reciproco dei comportamenti e delle sensibilità di ciascuno, e anche per evitare fenomeni isolati che spesso creano incomprensioni e contrasti”.

I promotori della legge affermano che “l’Italia, a differenza di molti altri Stati europei, non ha ancora una legge nazionale che riconosca e tuteli il naturismo, ma alcune regioni hanno già cominciato invece a legiferare con lungimiranza in tal senso”.
Come è noto, il naturismo, secondo coloro che praticano tale attività, rappresenta un modo sano e naturale di vivere nel rispetto del proprio corpo, avendo cura della propria salute e apprezzando il contatto con gli elementi naturali privo di artificiosità e di convenzioni sociali. In Europa le strutture ricettive per naturisti (spiagge, villaggi-vacanze e campeggi) sono attualmente concentrate soprattutto in Francia, Spagna, Croazia, Germania, Olanda, Belgio, Danimarca.

E in questi Stati – affermano i sottoscrittori della legge – il naturismo contribuisce in maniera significativa al bilancio annuale del settore turismo”. Secondo i consiglieri regionali che hanno promosso la norma (seguendo le indicazioni dell’ANAB-Associazione Naturista Abruzzese e le linee guida utilizzate per leggi similari già approvate in Emilia Romagna ed in alcuni comuni italiani) “questo significativo segmento turistico, potrebbe interessare anche l’Abruzzo. Attualmente i tanti turisti europei che giungono in Italia in vacanza e che praticano il naturismo, devono necessariamente recarsi in poche spiagge (situate soprattutto nella zona dell’Emilia Romagna e del Gargano) mentre, se anche l’Abruzzo si renderà disponibile, la nostra regione diventerebbe un nuovo polo attrattivo turistico per i naturisti di tutta l’Europa, il che rappresenterebbe un ulteriore sviluppo economico per un territorio che sempre più aspira ad una piena vocazione con offerte diversificate”.

“Le statistiche più aggiornate dimostrano inoltre – come sottolineano i proponenti – che solo in Italia i naturisti sono ufficialmente cinquecentomila, ma ufficiosamente (prendendo in considerazione anche coloro che non sono iscritti alle associazioni ufficiali, coloro che praticano solo all’estero, coloro che praticano solo occasionalmente) le stime arrivano a superare il milione di sostenitori. Un milione di persone – ricordano i consiglieri abruzzesi- che si trovano oggi in gran parte a dover scegliere strutture estere per le loro vacanze e che in futuro potrebbero invece scoprire, a partire alle località dedicate ai naturisti, l’intero Abruzzo”.

“Per tali ragioni il disegno di legge – sostengono i Consiglieri Regionali che l’hanno proposto – intende riconoscere e promuovere nel territorio abruzzese le condizioni necessarie per garantire, nel rispetto reciproco di ogni tipologia di turismo, la possibilità di praticare il naturismo, attraverso l’individuazione di aree libere da destinare a tale attività e promuovendo altresì la realizzazione d’infrastrutture destinate al medesimo scopo.
Seguendo gli indirizzi del nostro progetto di legge – concludono i firmatari della proposta – i Comuni, o comunque gli enti competenti in materia, anche in accordo tra loro, individuano e destinano spiagge marine, lacustri o fluviali, boschi ed altri ambienti naturali di proprietà del demanio o di enti pubblici alla libera pratica del naturismo, a cominciare da quelli in cui tale pratica è già consuetudine”.

Testo approvato nella seduta del 30 luglio 2013 – “Valorizzazione del Turismo naturista”

Art. 1 Definizioni

1.Si definisce naturismo un modo di vivere in armonia con la natura, caratterizzato dalla pratica della nudità in comune, allo scopo di favorire il rispetto di se stessi, degli altri e dell’ambiente.”

Art. 2 Finalità del naturismo

1.Il naturismo si propone di promuovere un contatto diretto con la natura privo e artificiosità e convenzioni sociali, partendo dal rispetto verso le persone, per arrivare al rispetto degli animali e dell’ambiente attraverso uno stile di vita che vede la nudità come logica conseguenza del proprio modo di essere interiore. Un naturista ha una vita sana, si alimenta con prodotti naturali, pratica attività sportiva all’aria aperta e il suo stare nudo ha una componente sociale che si realizza, quando possibile,in spazi privati e pubblici.

Art. 3 Competenze della Regione

1. La Regione Abruzzo, entro i limiti posti dallo Statuto e nel rispetto dei principi generali della Costituzione della Repubblica, riconosce e promuove nel proprio territorio le condizioni necessarie per garantire la possibilità di praticare il naturismo, riconoscendolo come stile di vita sano, naturale ed educativo, nonché avente grandi potenzialità di sviluppo economico.

2. La Regione, per perseguire le finalità di cui all’articolo 1, promuove l’individuazione di aree libere da destinare alla pratica del naturismo.

Art. 4 Aree pubbliche destinate al naturismo

1.I Comuni ed i competenti enti, anche in accordo tra loro, entro centottanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge, individuano e destinano spiagge marine, lacustri o fluviali, boschi ed altri ambienti naturali di proprietà del demanio o di enti pubblici alla libera pratica del naturismo, a cominciare da quelli in cui tale pratica è già consuetudine. Ogni Comune ha la facoltà di ampliare nel tempo le zone già indicate e di trovare nuovi siti da destinare alla pratica naturista.

2. Fermo restando le aree pubbliche già destinate al naturismo per le quali continuano ad applicarsi le vigenti norme, nelle aree pubbliche destinate al naturismo possono essere costruiti nel rispetto della normativa in materia semplici infrastrutture o servizi che siano scarsamente visibili, non inquinanti, senza impatto ambientale, rispettosi dell’ambiente e degli eventuali vincoli urbanistici ed ambientali esistenti.

3. Le aree pubbliche destinate al naturismo, oltre che essere lasciate alla libera e gratuita fruizione, nella misura non superiore al 50%, possono essere concesse a privati, associazioni ed organizzazioni che ne garantiscano il buon funzionamento e la fruizione, eventualmente applicando le tariffe previste dalle rispettive normative.

4. Nelle aree di cui al comma 3, nel caso di concessioni ad associazioni di settore, il canone è adeguato allo scopo sociale e all’eventuale assenza di attività commerciale; nel caso di concessione ad organizzazioni commerciali, la concessione individua il canone dovuto dai soggetti gestori. In ogni caso è garantita la possibilità di attrezzare l’area in modo da consentirne il miglior funzionamento e la fruizione.

5. Il Comune controlla l’attività svolta, il regolare allestimento delle infrastrutture e, in caso di riscontro negativo, revoca la concessione o la licenza.

6. Trascorso il termine di cui al comma 1, nel caso in cui i Comuni o gli altri enti competenti non abbiano provveduto ad individuare e destinare le previste aree alla pratica del naturismo, le organizzazioni, le associazioni, società o altri soggetti portatori di interesse pubblico possono chiedere all’ente competente l’autorizzazione ad adibire delle aree alla pratica del naturismo, in relazione alla loro passata ed abituale frequentazione naturista o alla forte vocazione ad essa. L’amministrazione provvede alla richiesta con atto scritto e motivato, entro i successivi novanta giorni. In caso di diniego l’amministrazione si impegna attivamente ad individuare e destinare aree alternative rispetto a quelle individuate dai soggetti richiedenti.

Art. 5 Aree private destinate al naturismo

1. I privati che intendano aprire strutture destinate al naturismo, quali campeggi, alberghi, piscine, saune o altre, si attengono, per l’utilizzo delle aree e per la realizzazione di manufatti, a quanto previsto dalle altre leggi vigenti in materia di turismo e ai vincoli vigenti nella zona su cui insiste la struttura.

Art. 6 Vigilanza delle strutture

1. I gestori delle strutture destinate al naturismo, siano esse aree pubbliche o private, vigilano sulla loro corretta fruizione, utilizzando allo scopo tutti i mezzi che la legge mette loro a disposizione.

Art. 7 Delimitazione e segnalazione delle aree

1. I limiti delle aree e delle strutture destinate alla pratica naturista sono resi evidenti solo ed esclusivamente mediante semplici cartelli, indicanti l’inizio della zona naturista.

Art. 8 Clausola di invarianza

1.Dall’attuazione della presente legge non devono derivare oneri aggiuntivi a carico del bilancio regionale.

Art. 9 Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Abruzzo.”

VALORIZZAZIONE DEL TURISMO NATURISTA.

Relazione introduttiva.

L’Italia, a differenza di molti altri stati europei, non ha una legge che riconosca e tuteli il naturismo.

E’ ormai assodato che tale pratica, rappresenta un modo sano, naturale ed educativo di vivere nel rispetto del proprio corpo, avendo cura della propria salute e apprezzando il contatto con gli elementi naturali. E’ risaputo che l’esposizione del corpo nudo offra numerosi benefici alla salute psico-fisica, e permetta una migliore accettazione di sé stessi e degli altri. Attraverso il naturismo i giovani possono crescere con un maggior rispetto del proprio corpo e di quello degli altri, possono sviluppare una migliore consapevolezza della propria sessualità, possono addivenire ad un comportamento sociale corretto e non violento nei confronti del corpo, della fisicità propria ed altrui. Il naturismo è un movimento che si propone di promuovere un contatto diretto con la natura, privo di artificiosità e di convenzioni sociali.

In Europa le strutture ricettive per naturisti, fondamentalmente spiagge, villaggi-vacanze e campeggi, sono maggiormente concentrate in Francia, Spagna e Croazia. In questi tre Stati il naturismo contribuisce in maniera significativa al bilancio annuale del settore turismo. Il ministero per il turismo francese, ha un distaccamento che si occupa esclusivamente di promuovere e coadiuvare lo sviluppo del turismo naturista in Francia, che vanta un’offerta di 180 centri tra villaggi commerciali e club. La Croazia ha una trentina di villaggi turistici naturisti che contribuiscono alla bilancia del turismo croato. Anche tutti i paesi nordici, tra cui Germania, Olanda, Belgio, Danimarca, hanno una fetta di fatturato turistico prodotto da diversi centri naturisti; in Olanda si possono contare 62 tra terreni, campeggi, club; 167 tra saune, centri wellness, terme, spa; 62 piscine e centri polisportivi/ricreativi; 81 Spiagge e 1 B&B dedicati ai naturisti. In Danimarca esistono 6 campeggi ed una quantità di spiagge ufficiali, in Svezia 10 campeggi e 60 spiagge ufficiali, in Norvegia 3 campeggi e 3 spiagge ufficiali e persino in Finlandia esiste dal 1999 un’associazione naturista nazionale e 2 spiagge ufficiali. In Spagna, la nazione che più di recente si è aperta al naturismo, dal 1978 con la modifica dell’articolo 431 e successivamente con l’approvazione del nuovo codice penale del 1995, il nudismo rappresenta una garanzia di legge sulla quasi totalità del territorio del regno, e quindi praticamente, su tutte le spiagge.

L’Italia presenta pochissime strutture naturiste di media-piccola ricettività e solo una si affaccia sul mare. Le spiagge ufficialmente destinate alla pratica del naturismo oscillano annualmente da 3 a 5,anche se esistono molti lidi, in tutte le Regioni, che grazie al loro isolamento, alla loro difficoltà ad essere raggiunte o alla scarsa propensione ad essere frequentate dal turismo di massa ogni anno si trasformano in spiagge naturiste o nudiste, ma comunque in una condizione di indeterminatezza prevalente causata dal loro mancato riconoscimento ufficiale. Tutto questo nonostante l’Italia presenti un clima favorevole per la diffusione del naturismo, in particolare le Regioni centrali e meridionali, a seguito della lunga stagione estiva e delle temperature elevate che permetterebbero di frequentare le spiagge per lunghi periodi dell’anno.

Le statistiche più aggiornate affermano che i naturisti in Italia sono ufficialmente cinquecentomila, ma ufficiosamente, prendendo in considerazione anche coloro che non sono iscritti alle associazioni ufficiali, coloro che praticano solo all’estero, coloro che praticano solo occasionalmente, le stime arrivano a superare il milione di praticanti. Un milione di persone che si trovano costrette a scegliere strutture estere per le loro vacanze. In termini puramente economici ciò significa che centinaia di milioni di euro ogni anno vengono spesi fuori dall’Italia a causa di questa carenza normativa. A questo si deve aggiungere l’enorme flusso turistico di matrice europea che, consapevole dell’indeterminatezza della legislazione nazionale, viene dirottata sulle strutture turistiche dei già citati Stati vicini.

Alla luce di quanto detto l’Abruzzo, visto il clima più favorevole rispetto ai paesi europei centro-settentrionali, potrebbe diventare polo attrattivo turistico per il naturismo di tutta l’Europa. La definizione di spazi liberi ove poter praticare e la creazione di strutture idonee, oltre a rappresentare un superamento dei pregiudizi che ha sempre accompagnato questo tema, può rappresentare un potenziale sviluppo economico per la Regione, territorio che sempre più aspira ad una piena vocazione turistica.

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