L’AQUILA, NUOVO CENTRO ANTIVIOLENZA: QUANDO SONO GLI UOMINI A SUBIRLA

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L’Aquila, 3 marzo 2014 – Se e’ vero che a subire violenze e maltrattamenti sono di gran lunga le donne, e’ altrettanto vero che, non poche volte, a subire gli abusi da parte del gentil sesso sono anche gli uomini. E’ cosi’ che l’Associazione per i Diritti del Cittadino dell’Aquila annuncia l’apertura di un centro antiviolenza nell’aquilano volto al sostegno delle vittime di violenza, siano esse donne o uomini.

E’ recente la pubblicazione dei risultati di un sondaggio portato a termine da alcuni esperti dell’Universita’ di Siena volto a far emergere il fenomeno sommerso della violenza da parte delle donne ai danni degli uomini. Lo studio e’ stato rivolto ad un campione di 1.058 soggetti in un eta’ compresa tra i 18 e i 70 anni. “Ne e’ emerso – spiega la coordinatrice del progetto, la dottoressa Sara Maddalena Cocuzzi – che tutti gli uomini ai quali e’ stato sottoposto il sondaggio abbiano dichiarato di aver vissuto almeno una volta nella vita un episodio di violenza da parte di una partner. Si tratta della prima indagine conoscitiva sul fenomeno realizzata in Italia, mentre in altri paesi il tema e’ oggetto di studi periodici.

Il motivo del mancato studio e’ da ricercare nella difficolta’ dell’uomo italiano ad ammettere di aver subito violenza e di conseguenza a denunciarla. Difficolta’ – dice Cocuzzi – derivante dal non voler apparire agli occhi della societa’ come vittima e dal fatto che spesso tali accadimenti, analogamente ai risultati emersi dagli studi riguardanti la violenza sulle donne, si verifichino all’interno delle mura domestiche e quindi ad opera di persone legate da vincoli affettivo/familiari.

Di conseguenza, per anni, sia le istituzioni che le realta’ scientifiche hanno ignorato il fenomeno. La sensibilizzazione unidirezionale, poi, non aiuta: mass media e istituzioni ormai da tempo promuovono studi e iniziative riguardanti la violenza rivolta al solo mondo femminile, opacizzando a volte l’altro lato della medaglia.

La violenza non ha sesso e questo studio lo dimostra. La coordinatrice del nuovo centro antiviolenza osserva che “l’indagine della comunita’ scientifica ha analizzato nello specifico quattro forme di violenza: fisica, psicologica, economica e sessuale. Tra le tipologie prese in esame quelle che hanno ottenuto percentuali piu’ alte sono state: le minacce di violenza fisica, il lancio di oggetti pericolosi per l’incolumita’, le ferite provocate da morsi, graffi o altro. E ancora: la derisione per difetti sessuali o paragoni con altri partner, la costrizione a svolgere pratiche sessuali indesiderate”.

Per quanto riguarda la violenza psicologica ed economica: la minaccia di non far vedere piu’ i figli, la minaccia di ‘far andare in rovina’, le continue critiche allo stile di vita, alla situazione economica, all’abbigliamento o all’educazione dei figli e la derisione davanti ad amici e parenti. Le percentuali piu’ elevate, inoltre, riguardavano la categoria di intervistati divorziati o separati. La teoria secondo la quale la violenza della donna ai danni dell’uomo sia la sola forma diffusa e quindi l’unica meritevole di contromisure istituzionali e di tutela per le vittime si e’ rivelata inattuale e non corrispondente alla realta’ dei fatti. E’ per questo – aggiunge la coordinatrice – che l’Associazione per i Diritti del Cittadino vuole, con la giusta attenzione da parte delle istituzioni, creare una realta’ pronta ad accogliere chiunque sia vittima di violenza, uomo o donna che sia.

Analogamente ai centri antiviolenza creati per le donne, questa nuova realta’ vedra’ al suo interno piu’ figure volte al sostegno e al recupero della vittima fornendo un aiuto psicologico, psichiatrico e un’assistenza legale garantita dall’avvocato Alessia Varrasso. Siamo fermamente convinti – afferma – che per debellare il fenomeno si debba lavorare sia sull’uomo che sulla donna, non escludendo a priori la possibilita’ che la vittima possa far parte del sesso ‘forte’.
Inoltre, questo nuovo centro fornisce dati sensibili che permettono alla realta’ scientifica di svolgere analisi conoscitive sul fenomeno in maniera piu’ approfondita e monitorare le sue evoluzioni nel tempo. L’idea e’ anche quella di creare un rapporto di interscambio con i centri gia’ esistenti a tutela delle donne.

Noi crediamo che per riuscire a realizzare una societa’ non violenta sia necessario far nascere realta’ sensibili alla tematica della non violenza a prescindere da chi la commetta e pensiamo che questa iniziativa, nata a L’Aquila, sia un forte segnale di civilta’ che potrebbe essere da esempio per tutto il territorio nazionale”. Il nuovo centro antiviolenza si puo’ contattare al al numero 3270715110 dal lunedi’ al venerdi’ dalle 15:00 alle 20. e-mail: centroantiviolenzauomo@gmail.com.